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Yoga come esperienza

Una scena vista in televisione, in una sit-com: un ragazzo incontra per caso un’amica in libreria.

“Cosa leggi?” – chiede il ragazzo, e senza aspettare la risposta le strappa dalle mani un libro e dice: “Wow, andrai in vacanza in Asia!”
“No, in realtà no. – risponde lei – Sono a corto di soldi, ho avuto un sacco di spese quest’anno.. dunque niente vacanze. E allora ho pensato di comprarmi questa guida turistica sull’Indonesia. Così, invece di andare in vacanza mi leggerò questa guida, è molto dettagliata e poi ci sono anche un sacco di fotografie.. sarà un po’ come essere lì, in Indonesia, non trovi?”
“Certo, certo. – dice il ragazzo, con un’aria un po’ perplessa – E poi.. poi hai anche un vantaggio: non corri il rischio che ti perdano i bagagli”.

Ora, bagagli a parte, tutti sappiamo che partire per un viaggio in terre lontane, dove non siamo stati mai, è qualcosa che non può essere paragonato a visionare delle fotografie, o leggere delle descrizioni di quei luoghi.

La differenza tra leggere una guida sull’Indonesia e partire per l’Indonesia, è la differenza tra una conoscenza che si acquista attraverso un processo intellettuale e il vivere un’esperienza.
Nell’esperienza sono coinvolti tutti i nostri sensi, siamo immersi in un ambiente e c’è una interazione, uno scambio, con il mondo esterno, e questo produce sensazioni ed emozioni.
Nell’esperienza è coinvolto tutto il nostro essere, non solo la nostra testa.
Nell’esperienza impariamo qualche cosa attraverso un contatto diretto con la realtà, non solo attraverso un processo intellettuale.

Una persona cieca dalla nascita può avere solo una conoscenza intellettuale della luce. Ma se questa persona cieca, un giorno acquista la vista, ebbene, può avere una esperienza della luce.

Gli insegnamenti dello yoga si acquisiscono attraverso l’esperienza dello Yoga.
Che lo si pratichi in riva al mare, in una palestra, in un ashram, ciò che è importante nello yoga è la pratica dello yoga. Gli insegnamenti dello yoga si acquisiscono attraverso degli esperimenti. Esperimenti sul proprio corpo, sul respiro, sul flusso dei pensieri.
Benchè esista una filosofia, un sistema di idee proprio dello Yoga, nello Yoga la pratica fa premio sull’intelletto, sulle idee, sulle credenze. Lo Yoga condivide questa preponderanza dell’aspetto esperienziale, rispetto alla filosofia, con il Tantra e con il Buddhismo Zen.

Per questo possiamo prendere a prestito una storia Zen che illustra questo concetto. E dopo tutto quel che abbiamo detto, possiamo omettere ogni commento.

“Ormai io sono molto vecchio” – dice un maestro Zen al suo discepolo – “Tu continuerai questo insegnamento. Qui c’è un libro. È stato tramandato da maestro a maestro per sette generazioni. Anch’io vi ho fatto delle aggiunte. Il libro è molto prezioso e io te lo do come simbolo della tua successione”.
“Se questo libro è una cosa tanto importante, faresti meglio a tenertelo. – risponde il discepolo – Io ho ricevuto il tuo Zen senza scritti, e mi sta bene così com’è”.
“Lo so – dice il vecchio – Tuttavia, sono sette generazioni che questo libro passa da un maestro all’altro, così puoi conservarlo come segno che hai ricevuto l’insegnamento, tieni”.
I due stanno parlando davanti ad un braciere. Appena il discepolo riceve il libro dalle mani del maestro lo getta sui carboni accessi.
Il maestro perde la calma e si mette a urlare: “Ma che cosa fai?”
E il discepolo grida , di rimando: “Ma che cosa dici?”

Riassumendo: se non avete mai praticato Yoga, e volete avvicinarvi o capirci qualcosa, non dovete leggere articoli come questo, non dovete leggere di Yoga, ma andare in qualche centro e iscrivervi ad una lezione.

Fabio Demi Rochan

Per commenti: demi.rochan@gmail.com

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