ALIMENTAZIONE E BENESSERE ARTICOLI

Vite e Longevità’

La coltivazione della vite rappresenta un elemento essenziale per l’economia e la tradizione del mondo agricolo , ma non meno importante lo è per la medicina naturale. Questa pianta ha un simbolismo intimamente connesso con la nostra civiltà. In Mesopotamia, venne scoperta la coltivazione dei cereali e la necessità di proteggere od accaparrarsi le scorte, originò l’imperialismo e le guerre tra i popoli, che poi contagiarono il mondo. In Grecia, Dionisio donò all’uomo la vite ed insegnò a trarne il vino, fonte di gioia e di quell’ebrezza capace  di destare dall’animo facoltà sopite dalla preoccupazione quotidiana. La forza interiore liberata, favorì l’ispirazione poetica, le intuizioni filosofiche, il sereno equilibrio della democrazia, che poi pervasero la coscienza dell’uomo. Il vino, consumato nella corretta quantità e nelle giuste circostanze, ha contribuito al progresso dell’essere umano. Non a caso la simbologia della vite è così presente in tutte le religioni mediterranee. Noè, appena uscito dall’Arca, piantò una vigna che gli avrebbe dato un buon vino. Gesù definisce sé stesso la vera vite ed il  Padre suo il  vignaiolo.
Dal punto di vista strettamente medico il vino ha un’antica tradizione : Ippocrate consigliava specifici vini per la febbre, per le infezioni, per le ferite o per  favorire la diuresi. La maggior parte dei germi che affliggono l’uomo possono essere inibiti o uccisi dagli acidi e dagli alcoli contenuti nel vino. Fino al 1700 si riteneva più salubre il vino dell’acqua. Molti  medici e legislatori , conservano l’imprinting dei tempi del proibizionismo nordamericano, demonizzano il vino ed avvallano invece l’uso di farmaci chimici che minano subdolamente la salute psichica e fisica. il vino , senza tema di smentita,  si può ritenere  il miglior tranquillante naturale e la  medicina più innocua per ridurre ansia e tensione. Attorno al 1990, si constatò con stupore che nel sud della Francia, ove si consumano, oltre ad una abbondante dose di vino, uova, burro e carni rosse in quantità, la durata media della vita era di gran lunga più estesa rispetto ad altre regioni del mondo. Jean Calment, di Arles, nel 1997 ha celebrato il suo centoventunesimo compleanno con un buon bicchiere di vino rosso. Le più recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato che le più gravi patologie coronariche sono appannaggio sia dei grandi bevitori che dei grandi astemi. I flavonoidi ed i  tannini contenuti nel vino sono delle potenti sostanze anti invecchiamento per tessuti e vasi , per il loro spiccato effetto anti ossidante. Secondo alcuni miei studi, il frutto della vite può essere sotto alcuni aspetti paragonato ai funghi medicinali e questo concetto può spiegare molte delle azioni positive e negative del vino sulla salute dell’uomo. I funghi producono antibiotici ed altre sostanze utili in terapia umana, primariamente per difendersi da parassiti e batteri abbondantemente presenti nel difficile ambiente in cui crescono.  Analogamente la vite sintetizza naturalmente una sostanza, il Resveratrolo, per difendersi dall’attacco di microbi e funghi. Riassumendo le moltissime ricerche scientifiche effettuate in questo campo, possiamo dire che il Resveratrolo è un potente immunostimolante ad azione molto vasta e profonda. Il suo effetto più importante è quello di diminuire lo stato infiammatorio dell’organismo, causa prima di cancro, invecchiamento tissutale e malattie cardiovascolari. Esso agisce contenendo l’iperglicemia, molto pericolosa per il suo effetto ossidante sui tessuti. I livelli di colesterolo non vengono invece influenzati, bensì induce una protezione vascolare che fa sì che il colesterolo stesso non faccia danno. Voglio brevemente ricordare che il colesterolo in sé non è pericoloso, come si vorrebbe far credere. Questa sostanza è sintetizzata dall’organismo in risposta difensiva a situazioni di stress ed intossicazione, è un antiossidante ed un prezioso precursore di molti importantissimi ormoni anti invecchiamento. Il colesterolo diventa dannoso nel momento in cui circoli in un letto vascolare infiammato, che favorisce aggregazioni di trombi e placche. Tuttavia è ovvio che  l’effetto benefico del Resveratrolo è maggiore se affiancato ad una corretta dieta mediterranea. Esperimenti su vermi  ed insetti, ma anche su pesci e topi, hanno dimostrato che tale sostanza aumenta l’aspettativa di vita del 56% e diminuisce il rischio di morte cardiaca del 30%. Ricercatori americani, colpiti dal  “paradosso francese “ , provarono a studiare scientificamente il rapporto tra consumo di vino e malattie cardiache. I riscontri non furono univoci, ma l’analisi generica non è accettabile. Sia per quanto riguarda il  vino, che  il latte, che il mais,esiste il prodotto buono e non . Esistono vini derivati da vigne correttamente trattate, selezionati, con elevato contenuto di Resveratrolo ed altri molto scadenti per le non ideali caratteristiche del suolo e per l’eccesso di antiparassitari, che pur sanno di vino. Se bombardiamo le vigne di fitofarmaci, avremo una grande produzione, ma la pianta non avrà lo stimolo naturale a sintetizzare quelle sostanze per la sua difesa che, passate nel vino avranno effetto terapeutico sull’uomo La Tradizione non si improvvisa, il prodotto industriale creato nei laboratori di chimica, non è lo stesso di quello ricavato dai nostri contadini eredi della tradizione di Varrone, Virgilio e Columella.

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