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Uno studio sui grassi di formaggi e latte: “Proteggono dal diabete”

Lo rivela uno studio su un campione di 23.000 persone. Presentato a Vienna al meeting annuale dell’Associazione europea per lo studio della malattia. Ma per gli esperti chi è sovrappeso deve evitare prodotti lattiero-caseari high fat

Chi consuma otto o più porzioni di prodotti lattiero-caseari high fat, quindi interi, ha un rischio più basso del 23 per cento di sviluppare il diabete di tipo 2 rispetto a chi ne consuma soltanto una porzione al giorno. Sono i risultati di una ricerca svedese presentata a Vienna, nel corso del cinquantesimo congresso Easd, l’associazione europea per lo studio del diabete, che riunisce fino a venerdì oltre ottomila specialisti da tutto il mondo.

Il risultato potrebbe sembrare sorprendente, ma lo è fino ad un certo punto. Non è la prima volta – infatti – che si mostra una correlazione inversa tra consumo di latte, latticini e yogurt e aumento di peso oppure obesità addominale, soprattutto negli obesi e nelle persone in sovrappeso. Anche Epic, un grande e recente studio prospettico europeo, suggeriva questa relazione inversa tra consumo di formaggio e prodotti fermentati, come gli yogurt, ma non la dimostrava. Una spiegazione possibile è che i grassi potrebbero avere effetti sul metabolismo del glucosio e sulla sensibilità all’insulina e dunque giocare un ruolo importante nello sviluppo del diabete 2.

Più a rischio chi mangia carni rosse.
Secondo altri studi – allora – sostituire i grassi saturi (di origine animale) con monoinsaturi (olio d’oliva e in genere oli vegetali) e polinsaturi (in pesce, latte e alcuni semi) potrebbe avere un effetto favorevole nella prevenzione del diabete. Mentre alti introiti di carni rosse e prodotti a base di carne hanno mostrato di aumentare il rischio di ammalarsi. Lo studio condotto da Ulrika Ericson, del centro sul diabete dell’università Lund di Malmö, in Svezia, ha riguardato 26930 persone, il 60 per cento donne, tra i 45 e i 74 anni, considerando non solo il totale di grassi nella dieta ma anche la tipologia, e la loro associazione con il rischio diabete. E riuscendo a disegnare un modello aggiustato per età, sesso, Bmi, introito calorico, attività fisica, abitudine al fumo, consumo di alcol. I risultati: quel 20 per cento di persone con alti consumi (anzi altissimi poiché la porzione considerata dallo studio è di 200 grammi per latte e yogurt e si arrivava anche ad otto porzioni al giorno) anche di prodotti grassi aveva appunto un rischio minore del 23 per cento di ammalarsi di diabete 2. Con differenze anche legate alla tipologia di prodotti: la panna, per esempio, consumata in 30 ml al giorno o anche di più riduceva il rischio del 15 per cento, mentre lo yogurt intero del 20 per cento (almeno 180 ml al giorno). Curiosamente lo studio non ha trovato associazioni tra consumo di prodotti light e rischio di sviluppare diabete 2, mentre tutte le carni e i prodotti a base di carne, indipendentemente dal contenuto in grassi, aumentano il rischio di diabete, e anzi le più magre lo aumentano di più (24 per cento contro il 9 delle carni più grasse).

Gli esperti: “Cautela per chi è in sovrappeso”. Attenzione, però, suggerisce la stessa Ericson. “È vero che il nostro studio suggerisce che i grassi dei prodotti caseari, almeno in parte, mostrano un effetto protettivo sul diabete, mentre questo non vale per le carni. Ma è altrettanto vero che è la dieta nel suo complesso ad essere importante e non si possono consigliare i prodotti lattiero caseari ad alto contenuto in grassi anche a chi è in sovrappeso perché hanno comunque una densità energetica elevata. Inoltre Tutti gli alimenti, compresi i latticini con basso e alto contenuto in grassi, possono avere simultaneamente componenti più o meno benefiche e non bisogna focalizzare la propria attenzione soltanto sui grassi saturi. Per questo i risultati del nostro studio devono essere interpretati con cautela”.

“Spingere al consumo di un alimento singolo è azzardato “. Come tutti gli studi osservazionale che riguardano alimenti infatti – osserva Andrea Ghiselli, dirigente di ricerca del Cra-Nut, il centro di ricerca alimenti e nutrizione – è difficile trovare l’associazione con un effetto specifico sulla salute. Un conto è dare una pillola di vitamina C altro è dare un’arancia, che contiene componenti diverse, oltre alla vitamina C. Mi sono divertito ad associare il trend di consumo di acqua minerale e il trend di obesità ed è venuta fuori una correlazione perfetta: che vuol dire che chi beve acqua diventa obeso? Trarre conclusioni e spingere al consumo di un alimento singolo è azzardato anche se numerosi studi confermano gli effetti benefici di latte e prodotti caseari. I grassi del latte, per esempio, contengono il CLA (acido linolenico coniugato) che favorisce l’acquisizione di massa magra, tanto che gli integratori di Cla vengono venduti come coadiuvanti della perdita di peso. O può anche darsi che chi consuma prodotti interi lo fa con maggiore attenzione e quindi parsimonia, rispetto a prodotti considerati light che magari si ritiene possano essere consumati ad libitum. Inoltre i grassi contribuiscono alla sazietà. In conclusione, in una dieta variata e morigerata come porzioni, deve entrarci tutto e nessun alimento deve essere bandito”.

Fonte: http://www.repubblica.it/salute/alimentazione/2014/09/16/news/a_sorpresa_la_scienza_promuove_formaggi_e_latte_proteggono_dal_diabete-95858229/?ref=fbpr

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