ARTICOLI FLORITERAPIA

Una mia esperienza con i Fiori di Bach

La floriterapia si può inserire nella grande area delle terapie bioenegertiche e rappresenta un modo diverso e costruttivo di affrontare malattia e disagio psicologico.
La sua azione non interviene direttamente sul sintomo bensì opera a risolvere il “nucleo disarmonico” da cui esso trae origine, utilizzando il rimedio floreale più indicato: sottili e purissime vibrazioni che, in modo naturale ed armonico, influiscono sull’area della coscienza e sui livelli bio- psico-energetici umani favorendo nuovi equilibri.

Una mia esperienza con i Fiori di Bach

Nel corso dei miei primi studi sui Fiori di Bach e per diventare Naturopata, il mio più grande desiderio era mettere in pratica gli insegnamenti che avevo acquisito durante i corsi. Per questo sin dall’inizio con uno spirito Vervain, non facevo altro che parlare di fiori, di buona alimentazione; chiunque mi chiedesse qualcosa lo inondavo di possibilità di guarigione attraverso rimedi, fiori e quanto altro avessi fino a quel momento imparato nei miei primi due anni di corso.
Ma ero scontenta perché non riuscivo a monitorare tutta questa serie di persone che credevo di aiutare. Nessuno mi veniva a dire come si sentisse dopo un mio consiglio, che risultato avesse avuto i fiori che avevo prescritto…insomma mi sembrare di non concludere niente. Mi dissi allora che forse dovevo darmi una calmata che tutta la mia irruenza non serviva (così decisi di prendere Vervain), ma che avrei dovuto attendere qualcuno che mi chiedesse veramente il mio aiuto.

Questo accadde quando conobbi Agata. Venne a casa mia una sera insieme al suo fidanzato Giorgio che mi stava installando il mio primo PC. Chiacchierando durante la cena, mi fa partecipe in modo torrenziale della sua vita e dei suoi problemi, svelandomi ansie e paure che la affliggevano.
Le dissi cosa stavo facendo e che se voleva avremmo potuto iniziare insieme un percorso di consapevolezza. Mi informò che aveva già avuto esperienze con terapeuti, maestri yoga, ma che aveva abbandonato perché non sentiva quella che lei definì “una certa complicità e comprensione” con il terapeuta, ma che io avrei piuttosto chiamato empatia, così come avevo imparato durante i corsi e le supervisioni di Floriterapia.
Passò qualche mese senza che ne sapessi più niente, poi un pomeriggio arrivò una telefonata: era Agata che mi chiedeva se poteva vedermi come terapeuta.
Le diedi un appuntamento. Arrivò da me qualche giorno dopo il 10 Settembre 2001. Si sedette sul divano, si tolse le scarpe rannicchiandosi come a voler scomparire e dopo poco iniziò a piangere.

Le porsi un bicchiere con qualche goccia di Rescue Remedy per calmarla; quando le gocce fecero il loro effetto e si rasserenò cominciò a raccontarmi cosa le stava succedendo.
Litigava molto spesso con il suo fidanzato, che è obeso e secondo lei non ascoltava i suoi consigli per dimagrire, ma anzi sembrava facesse esattamente il contrario, facendo salire la paura di Nicoletta vertiginosamente.
Nicoletta viene da una famiglia di obesi e sua madre morì a causa di questa patologia quando lei era ancora adolescente. Lei stessa obesa si era fatta fare un’operazione per chiudere un parte di stomaco. A vederla era una bella ragazza alta tanto che dopo l’operazione e 30 chili di meno avevano chiamato a sfilare per una ditta che produce abiti per signore dalle taglie forti. Lavora anche come commessa in un negozio di borse molto rinomato del centro. Mi dice che il suo lavoro le piace perché sta a contatto con la gente, ma continua dicendomi che ha problemi con le colleghe perché sente la loro invidia, in quanto molto spesso elogiata dal suo principale per il suo ottimo rendimento e questo la fa sentire insicura.

Mi faccio raccontare come si svolge la sua giornata come si sente quando si alza, la sua quotidianità.
Mi dice che da poco si è trasferita a casa del suo fidanzato, che la mattina fa fatica ad alzarsi, la notte dorme male e ha molti dubbi su tutto quello che fa, le scelte che ha fatto, compresa quella della convivenza. Pensa di non avere una via d’uscita ai suoi problemi.
A questo punto decido che non è il caso di proseguire ulteriormente con il colloquio: avevo già una congrua lista di fiori e ciò che più mi premeva per il momento era darle un po’ di sollievo e di fiducia in se stessa. Per questo le consegno la sua prima boccetta di Fiori di Bach in cui ho messo:

  • Star of Bethlehem: per il trauma della morte della madre. Uno shock sia fisico o mentale determina nell’individuo uno stato regressivo ed ha bisogno di essere rassicurato, come un bambino lo è dal seno della madre. Inoltre Star of B. è indicato anche per gli stati di afflizione e angoscia.
  • Gorse: per la disperazione e la convinzione che i suoi problemi non avranno mai fine. Gorse è il fiore che incarna il potenziale spirituale della speranza.
  • Wild Oat: per i suoi dubbi
  • Mustard: perché ha problemi con il sonno
  • Larch: per ritrovare un po’ di fiducia in se stessa

Le spiegai di prendere i fiori 4 gocce 4 volte al giorno e se avesse voluto di annotarsi ogni cambiamento che sentiva. Ci salutammo e le diedi un altro appuntamento dopo tre settimane.
Tornò da me dopo più di un mese dopo il 30 Ottobre 2001. iniziò a raccontarmi della sua famiglia: era la più piccola di quattro fratelli e sorelle, i suoi genitori l’avevano avuta quando avevano ormai superato i quarantanni. Suo padre era malato soffriva del morbo di Alzheimer e lei dopo la separazione dal suo primo marito era tornata a vivere con lui e di lui si occupava quotidianamente; ma ora che se ne era andata si sentiva fortemente in colpa per averlo lasciato solo dato che gli altri familiari poco si preoccupavano del loro padre e nonostante avessero avuto le possibilità non volevano prendere qualcuno che badasse all’ anziano genitore.

Così mi raccontò che un giorno sì e uno no andava a dormire nella sua vecchia casa, causandogli notevoli problemi con l’attuale fidanzato e nella pausa pranzo si recava ogni giorno a dargli da mangiare e a preparargli la cena. Ma un uomo così malato e per di più diabetico non poteva essere lasciato solo e lei si torturava per aver scelto di andarsene.
Le chiesi se fosse il caso di parlare più apertamene ai suoi fratelli e trovare insieme una soluzione migliore, ma mi disse che non aveva il coraggio di affrontarli. Sentiva una forte rabbia nei loro confronti ma era incapace di reagire.

Mi disse che sul lavoro si sentiva più sicura e la turbavano meno le sue colleghe e non si sentiva più in colpa per gli elogi del suo principale. Continuava però ad avere notti insonni in cui pensava e ripensava.

Cambia la miscela della boccetta e scesi:

  • Centaury: per la poca convinzione ad affrontare la situazione familiare
  • Pine: per i sensi di colpa nei confronti del padre
  • Red Chestnut: per la troppa preoccupazione nei confronti del padre, seppure motivata. Questo fiore è legato al potenziale spirituale della cura del prossimo e della comprensione, ma negativamente diventa un’ossessione, ci si angustia troppo per gli altri, lasciandosi coinvolgere troppo nella loro vita.

Lascio ancora Larch e Wild Oat, perché dal colloquio non sono convinta che insicurezza e indecisione siano superati.
Agata torna da me il 9 Dicembre 2001 è triste per l’avvicinarsi delle feste di Natale e perché ha litigato con Giorgio, con il risultato di essere tornata a suo padre.
La famiglia approva questa scelta perché, secondo lei, si sono tolti il peso della “sorveglianza” di suo padre. È infuriata, soprattutto con suo fratello maggiore che non vuole assolutamente discutere con lei, mentre le altre due sorelle sono assolutamente inutili: una è fuori di testa l’altra ripete a Agata che deve dar retta a loro che sono più grandi.
È esasperata. Le chiedo se con Giorgio è finita per sempre, lei mi risponde che sono stati i continui litigi familiari ad esasperare la loro situazione; Giorgio accusa Agata di non prendere una decisione a riguardo, di non rendersi conto che i suoi fratelli la sfruttano e che se ne fregano del loro padre.
Le chiedo che cosa le piacerebbe accadesse. Mi dice che la cosa più bella per lei sarebbe che le cose in famiglia fossero diverse, che si passasse il Natale tutti insieme proprio come quando c’era sua madre. “Era lei che teneva unita la famiglia e a me manca tanto quel tempo…e io non riesco a essere come lei” .
Le dico che dovrebbe riflettere che lei non è sua madre e purtroppo non si può sostituire ad essa e dovrebbe vivere la sua vita perseguendo ciò che la farebbe stare bene.
Questo suo stato di prostrazione lo si vede anche fisicamente. È più dimessa, non si è truccata, lei che di solito è impeccabile.

Questa volta i fiori che scelgo sono:

  • Honeysuckle: perché l’insoddisfazione per il presente la porta a vivere nel passato e a credere che non proverà più la felicità di un tempo.
  • Cherry Plum: per questo suo stato di esasperazione che sembra farla vivere su una bomba ad orologeria.

Continuo con Centaury, Wild Oat e Pine. Tolgo Red Chestnut perché non sento più la troppa preoccupazione per il padre.
La rivedo dopo le feste, il 15 Gennaio 2002. Sono state un disastro. Ha chiamato a raccolta tutta la famiglia facendo un tentativo di riappacificazione ma come si sa a volte proprio durante i periodi in cui si dovrebbe essere uniti e gioviali vengono fuori le incomprensioni e i litigi; a casa di Nicoletta sono stati pesanti ”… non hanno neanche fatto finta…” dice laconicamente. L’unica nota positiva è stato il chiarimento con Daniele, il quale promette di darle una mano per mettere fine a questa situazione familiare che mina il loro rapporto.

L’appoggio di Giorgio sembra rassicurarla, ma è combattuta dal tornare a vivere con lui o rimanere ancora un po’ da suo padre. È arrabbiata, dà la colpa alla sua famiglia per essere in questa situazione, per non aver concretizzato nella vita. Tutto sembra darle fastidio. E si sente molto stanca sia fisicamente che mentalmente.

La nuova boccetta che le preparo contiene ancora Centaury e Larch, ma aggiungo:

  • Holly: per la rabbia che la pervade
  • Scleranthus: per l’indecisione su dove vivere
  • Gentian: per questo suo stato di depressione che noto dal modo con cui mi parla, con voce sottile e dall’avvilimento per come sono andate le feste.
  • Hornbeam: per la stanchezza fisica e mentale

Il nuovo appuntamento con Agata è fissato per il 3 Febbraio 2002; è tornata a vivere con Giorgio, ma sta vivendo con lui un rapporto pressoché fraterno, lui si sta prodigando perché Agata abbia quello che gli spetta dalla sua famiglia, che i Suoi finalmente si occupino di suo padre e hanno stabilito dei turni di sorveglianza, ma lei non è felice è risentita nei confronti di suo fratello e della sorella di mezzo che dice le mettano i bastoni fra le ruote, non volendole darle una casa sfitta di loro proprietà dove poter andare a vivere con Giorgio dato che lì dove stanno sono in affitto.

Sento come se ci fosse un blocco che stia rinunciando al suo percorso.
Dice di voler andar via prendersi qualche giorno di vacanza ma non sa come fare con i turni. Le chiedo se affrontare l’argomento con i suoi potrebbe aiutarla a trovare una soluzione, mi dice che ci proverà perché sente il bisogno di riposare.

La boccetta di questa seduta contiene: GenitanLarchCentaury, Hornbeam e:

  • Willow: per il risentimento che sente, dando la colpa ai Suoi per il suo stato e per la convinzione di essere trattata ingiustamente, ma anziché confrontarsi, ingoia la rabbia e si chiude in se stessa sempre più amareggiata.

Disdice il successivo appuntamento dicendo che non può venire perché è piena di complicazioni e che mi telefonerà lei al più presto quando potrà dedicare un po’ di tempo a se stessa.

Passa un po’ di tempo senza che Agata si faccia sentire. Lo fa verso la fine di maggio e viene da me il 10 di Giugno.
E’ distrutta. Nei mesi precedenti il suo ex marito l’aveva messa in una brutta situazione finanziaria. Non aveva ancora ottenuto il divorzio e avendo ancora la casa in comune, lui non si era preoccupato di pagare le spese dell’amministrazione, all’insaputa di Agata, tanto che un giorno lei si è vista bloccare il conto in banca senza neanche sapere perché.

Mi dice che si era rivolta a un avvocato e che Giorgio si stava occupando della cosa perché lei era molto arrabbiata e non aveva la forza di reagire anche se sentiva che ciò che stava subendo era un ingiustizia che non capiva come il suo ex marito non si fosse rivolto a lei per cercare una soluzione invece i farle cadere addosso quella situazione. Sentiva che se l’avesse visto poteva ucciderlo. Era decisamente negativa verso se stessa e verso gli altri.
Allora le chiesi se dal punto di vista legale avesse ottenuto qualcosa. Mi disse che si che il marito era stato costretto ad accettare di vendere la casa e di pagare i debiti, rifondendo Agata di quello che le spettava.
Le chiesi anche di suo padre e mi disse che da qualche tempo lo avevano iscritto ad una specie di “asilo” per anziani; lo prendevano al mattino e lo riportavano a casa la sera.
Le feci notare che dopo tutto le cose non andavano così male che anche se c’erano stati dei momenti difficili si intravedevano delle soluzioni. Ci pensò un attimo e mi disse che avevo ragione, ma che tutto ciò che le era successo l’aveva stancata e ancora non aveva potuto fare quel periodo di riposo a cui tanto anelava. Ma si rese conto che appena la questione con il suo ex marito si fosse conclusa avrebbe avuto la possibilità, anche economica, di poter partire per una breve vacanza.
Le diedi una nuova boccetta in cui ripercorrevo il sentiero già intrapreso: GenitanLarchCentaury, Hornbeam, Holly. A questa boccetta mi venne in mente in mente di affiancare un’ essenza spagirica: la Melissa che aveva un forte tropismo verso il femminile, dato che mi disse non sentirsi più sessualmente attiva (presumo dalla mancanza di autostima che la pervadeva in quel periodo) e perché è un buon equilibratore del sistema nervoso. Le dico come prenderla iniziando al giorno di luna piena con sette gocce per il primo ciclo lunare, poi 5 gocce al secondo ciclo lunare, poi 3 gocce al terzo ciclo lunare e infine un goccia al quarto ciclo lunare.

Ci rivediamo il 1° di Agosto. Sta decisamente meglio. La vicenda con il marito si è conclusa, il rapporto con Giorgio sembra funzionare e suo padre continua a frequentare il centro per anziani. Ha ridotto molto il fumo (fumava più di un pacchetto di sigarette al giorno) e sul lavoro il suo principale le ha fatto una proposta importante: dato che la responsabile andrà a breve in pensione vorrebbe lei a sostituirla. Questo a Agata ha fatto un immenso piacere perché riconoscere di saper lavorare, ma d’altro canto si sente in colpa per la sua collega più anziana a cui il posto sarebbe toccato di diritto visto che aveva più esperienza. E per questo non voleva accettare, non voleva fare un torto alla sua collega.

Ragioniamo sul fatto che quell’avanzamento di carriera se lo era meritato evidentemente perché sapeva fare bene il suo lavoro e che non era responsabile della vita degli altri, rinunciare per la sua collega non avrebbe giovato a nessuno: lei avrebbe avuto il rimpianto di aver lasciato qualcosa a cui teneva.

I fiori di questa boccetta sono: LarchCentaury e aggiungo:

  • Walnut: perché penso sia un cambiamento importante la responsabilità che avrebbe avuto nel suo lavoro
  • Elm: per accettare la sfida che l’attende

Ci ritroviamo in autunno inoltrato il 4 Ottobre 2002. Ha fatto la sua scelta ha detto sì al suo principale e di lì a un mese sarà la responsabile del negozio. Questo momento magico, come lei dice è però offuscato dalle continue incomprensioni con i familiari. Ancora litigi e in più la figlia della sorella non l’ha invitata al suo matrimonio. Un duro colpo per lei. Ma mi sembra più propensa a pensare che nonostante tutto la sua famiglia può essere lei con il suo compagno e che da lì deve trarne la gioia della sua quotidianità. Pensa alla maternità.

Questa sua nuova prospettiva la considero positiva e mi limito a darle LarchCentaury, Holly ( per la rabbia che continua a nutrire verso i suoi familiari) e:

  • Olive: perchè dal colloquio è venuto fuori che si sente un po’ spossata e che dovrebbe dare il meglio di sé sul lavoro.

Passano due mesi prima del nuovo colloquio. Ci vediamo il 18 Dicembre 2002. Il suo principale per le feste di Natale l’ha mandata nel negozio di Milano per sostituire una ragazza in maternità. È felice perché si trova a contatto con gente nuova, un altro modo di lavorare, mi dice; tutti sono entusiasti di lei. Per tre settimane deve prendere il treno tutte le mattine alle sette e torna a casa dopo le nove. È pesante ma la gioia di queste gratificazioni la mettono di buon umore. Ha anche un altro atteggiamento nei confronti della sua famiglia passerà il Natale con i genitori del suo fidanzato portando con sé solo suo padre “…almeno ho vicino persone che mi vogliono veramente bene…”sono le sue parole. C’è più risentimento che rabbia nei suoi pensieri. Il mio intervento terapeutico cambia in: LarchCentaury, Olive, Willow. Ci auguriamo buone vacanze con la speranza di un 2003 pieno di serenità.

Il 24 Febbraio 2003 viene da me con uno spirito combattuto da vari sentimenti. Mi dice che sembra che la sua vita sia spaccata in due.
La sua trasferta a Milano è stata un successo ha avuto grandi gratificazioni sia dal lato economico che da quello professionale. Il suo principale l’ha messa a parte di un progetto che aveva in menta e vuole lei per portarlo a termine. L’apertura di un nuovo negozio esclusivo dove lei si dovrebbe occuparsi di tutto: la scelta della merce da vendere, la scelta degli arredi, insomma un bel passo avanti mi dice. Questo le mette un po’ paura, ma è eccitata dal nuovo lavoro, anche se permane un po’ di senso di colpa nei confronti delle colleghe.

Il punto dolente di questo periodo è che i suoi familiari hanno deciso di mettere suo padre in un istituto a tempo pieno. Lei non era d’accordo perché le sembra di abbandonarlo per sempre e si chiede come una famiglia così numerosa non abbia trovato altra soluzione, ma purtroppo deve accettare perché l’alternativa sarebbe prenderselo lei in carico e questo farebbe andare in fumo i suoi progetti lavorativi e la convivenza con Giorgio.

Le do LarchCentaury, Pine, Walnut.

Il 10 Marzo 2003 viene entusiasta. È nel pieno del trasferimento nel nuovo negozio che verrà inaugurato da lì a poco. È stata in giro per sfilate, in varie città d’Italia e si accinge a prendersi tre giorni di ferie per andare in un centro benessere prima dell’apertura del negozio.
È sempre combattuta per suo padre, che vede giacere in un letto di istituto imbottito di calmanti perché non dia “troppo fastidio”, data la sua malattia che lo rende alquanto “fastidioso” come le fanno notare i suoi fratelli.

Con Giorgio, hanno deciso di comprare una casa tutta loro, visto che i fratelli non l’hanno aiutata neanche in questo.

Sento che sta decisamente migliorando LarchCentaury, Pine sono i fiori che metto nella sua nuova boccetta.

Il 28 Maggio 2003 mi telefona dicendomi se poteva passare quella sera da me. Le dico che non c’erano problemi. Suona il campanello verso le otto. Era molto elegante. Mi disse che era venuta personalmente per esprimermi la gratitudine di ciò che avevo fatto per lei, per come la sua vita era cambiata. Le risposi che io non avevo fatto altro che fare un cammino con lei in cui entrambe avevamo ricevuto qualcosa di molto importante: la consapevolezza delle nostre capacità.

Mi disse che era pronta a camminare da sola e che nonostante alcune cose non si fossero risolte, aveva acquisito la capacità di affrontarle con il minor danno per lei trovando sempre qualcosa per cui andare avanti.

Agata dal 10 di Gennaio 2005 è madre felice di Agnese.

La Floriterapia mira non soltanto ad alleviare le sofferenze quotidiane, ma anche al di là di esse, a far intravedere un principio di realizzazione superiore, la coscienza d se stessi come esseri spirituali. Perciò il fiore non dona nulla che l’individuo non sia in grado di conquistarsi da solo; il fiore spinge l’uomo a reagire alle difficoltà, senza sostituirsi alla sua opera. Il fiore ben scelto diviene il maestro spirituale spingendo “l’allievo” a conquistarsi da solo la sua vittoria, così come disse Bach nel suo “Guarisci te stesso” “….Il nostro fine nella vita consiste nel seguire i dettami del nostro Io Superiore, senza subire le influenze negative degli altri. Lo si può raggiungere solo se proseguiamo piano piano per la nostra strada, senza arrecare danni a nessuno o con l’odio o con la crudeltà…..”

Alessandra Arcuri

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