ARTICOLI CLINICI

Una Cura Fitoterapica della Chinetosi

La chinetosi chiamata dagli anglosassoni Motions Sickness da noi più prosaicamente detta mal d’auto, mal di mare o mal d’areo, è un disturbo fortunatamente non grave, ma che condiziona notevolmente chi ne soffre, visto il tipo di vita attuale pieno di continui spostamenti con i più disparati veicoli.
Il sintomo principale è una sensazione di nausea più o meno pronunciata dovuta a movimenti ritmici o irregolari impressi al corpo dai mezzi di trasporto. La nausea in genere porta al vomito, ci può essere cefalea, sudore freddo, pallore, senso di vertigine e di malessere che durano anche dopo essere scesi dal mezzo di trasporto.
Riguardo all’origine di questo disturbo non ci sono chiarezze, ma si concorda sulla complessità dei fattori e sul coinvolgimento dei sensori del movimento situati nell’orecchio interno infatti se mancano per qualche motivo questi sensori la chinetosi non si verifica. Un certo contributo è dato anche dagli stimoli visivi, ma è di minore importanza in quanto anche i non vedenti possono avere la chinetosi. Molto più importante per la genesi è anche il movimento lento e di due direzioni diverse contemporaneamente in verticale e orizzontale. Sono coinvolti anche fattori psichici ed emozionali, in quanto esperienze pregresse condizionano i sintomi e particolari stati emozionali possono aggravarli, o annullarli. Sicuramente è coinvolto il cervello centrale con i centri che regolano il vomito e il senso cinestesico.

La medicina ufficiale ha alcuni farmaci di qualche efficacia, se assunti almeno 20-30 minuti prima dell’evento. Sono la Scopolamina (N-butilbromuro di joscina)  (BUSCOPAN – TRANSCOP cerotti) farmaco anticolinergico antispastico che agisce solo sulla componente gastrointestinale riducendo lo spasmo. C’è poi la Prometazina (FARGANESSE) antistaminico di prima generazione ad azione anticolinergica e poi il Dimenidrinato (XAMMINA) antistaminico, anticolinergico. Riguardo a questi farmaci, l’azione sul sintomo è scarsa e a volte assente, in compenso gli effetti collaterali sono sicuri; vano da sonnolenza, depressione, stanchezza, tachicardia, assenza saliva, stipsi, ritenzione urine, midriasi, ipertono oculare, sudorazione assente, broncospasmo, ipertensione, acufeni, impotenza. Per tutti questi effetti i farmaci sono controindicati in caso di glaucoma, prostatici, cardiopatici, miastenia.

La fitoterapia, ha un rimedio sicuro e senza effetti collaterali, come spesso succede nella fitoterapia non è conosciuto molto dai medici, ma l’azione è rapida e certa. Si tratta dello ZENZERO che è la tra le dieci piante più usate al mondo per le sue multiformi proprietà. Lo Zingiber officinalis (nome scientifico dello zenzero) è pianta delle regioni tropicali, ma è esportata in tutte le parti del mondo già dai tempi antichi, era conosciuta dai greci e dai romani che ne facevano grande uso nei loro medicinali. E’ conosciuta come spezia di cucina molto efficace, serve per fare una bevanda il Ginger, ma il suo vero uso è la terapia medica, è capace di spiazzare molti dei farmaci chimici conosciuti e la chinetosi ne è un esempio.
Per prima cosa siamo sicuri dell’assenza di azioni collaterali, se data in caso di chinetosi gli effetti non desiderati che può dare sono comunque positivi. Ad esempio di fa scomparire il reflusso, di togliere l’acidità gastrica, di eliminare i crampi, di togliere le infiammazioni e togliere i dolori articolari, i dolori mestruali e di essere antiossidante e pure antitumorale. Tutti effetti non legati ai sintomi della chinetosi ma che sono azioni utili e fanno parte delle sue principali azioni terapeutiche. Secondo la medicina antica è utile a togliere catarro e muco in ogni posto dove si trova, quindi è miracolosa per raffreddori, influenza, sinusiti, bronchiti e questa funzione è ancora valida e ci possiamo dimenticare paracetamolo e simili.
Riguardo alle azioni sulla chinetosi, quale farmaco chimico riesce in un unico composto a togliere nausea, vomito, crampi intestinali, cefalea e senso di malessere? Lo zenzero si. E’ cos’ efficace che viene dato alle gravide per il vomito mattutino con ottimi risultati.

Dello zenzero si usa la radice, gli scienziati hanno trovato che contiene l’1- 2 per cento di un olio essenziale ricco di gingerolo, zingerone e shogaolo, sostanze fenoliche dal sapore pungente e dalle proprietà aromatiche, che bloccano gli effetti della nausea da movimento agendo direttamente sulle mucose dello stomaco, regolando così in modo efficace la peristalsi gastrointestinale e la conseguente nausea. Questa azione è stata confermata da due studi dalla équipe brasiliana di J.A.A. Serite e coll e di due ricercatori giapponesi, Y. Kasahara e coll. e J. Yamahara e coll. e. che hanno dimostrato la capacità dello zenzero ad inibire le secrezioni gastriche.
Ci sono anche i lavori clinici (fatti sull’uomo) che confermano la sua azione antichinetosi. Il più famoso venne fatto su 37 studenti universitari scelti tra i più soggetti alla chinetosi (sic). Venenro sottoposti al trattamento della “sedia dell’astronauta” un vero apparecchio di tortura che fa parte degli allenamenti per i voli spaziali, è una sedia che ruota sul suo asse a velocità variabile e fa venire un vero giramento di… testa. Il vomito è assicurato, c’è solo da vedere dopo quanto tempo arriva. Gli studenti furono divisi in tre gruppi e quello che ha resistito di più aveva preso 960 mg di zenzero in polvere 20 minuti prima, il vomito è arrivato dopo 320 secondi di media (più di 5 minuti di giramenti!). Il gruppo che ha ricevuto il farmaco chimico (Xamamina) ha vomitato dopo 210 secondi di media (3 minuti e mezzo) e il gruppo di controllo 110 secondi (meno di 2 minuti). Quindi lo zenzero è di gran lunga più efficace del farmaco chimico.

Un altro studio è stato effettuato con i cadetti della marina danese negli anni 80. (Si vede che nell’addestramento è compreso il sacrificarsi per la scienza). Sono stati scelti 80 giovani di età16 – 19 anni, tra quelli più soggetti al mal di mare. A metà gruppo venne somministrato 1g di polvere di zenzero, mentre l’altra metà ricevette un placebo. I cadetti vennero portati per mare con il tempo peggiore possibile per la loro prima esercitazione, e inevitabilmente arrivò il vomito. Il gruppo che aveva assunto lo zenzero però mostrò un numero di sintomi di nausea e vertigini inferiore in modo significativo, con minori episodi di vomito e di sudore freddo rispetto al gruppo placebo.

Come usare allora lo zenzero? Si utilizza la radice da assumere in varie forme. Radice essiccata in polvere alla dose di 1 g (mezzo cucchiaino da tè) da prendere 20 minuti prima di partire per il viaggio. La forma più semplice è in tisana dolcificata con miele, se si vuole si può portare in un thermos per una seconda assunzione anche in viaggio. Si possono prendere la capsule o compresse di zenzero (arrivare ad un dosaggio di 1 g di radice essiccata). Si può usare anche la Radice fresca  (5-6 g) tagliata con tagliatartufi sul cibo anche in insalata o bollita nella tisana, sempre 20 minuti prima di partire. Molto pratica e gradevole è la Radice candita (almeno 10 g) è buona come digestivo come le precedenti, ma l’inconveniente è la grande quantità di zucchero.

Ecco quindi un sistema molto pratico economico per risolvere la chinetosi, di sicura efficacia e senza controindicazioni, che vi consiglio di provare.

Dr. Grazioli Ruggero
v. Cefalonia, 55  cap 25124 Brescia
tel. 030.2425575    fax 03.02476127
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