ARTICOLI VARIO

Tutta la materia è energia, anche in medicina

La medicina convenzionale si propone di comprendere e curare il complesso e delicato equilibrio organico e psichico dell’uomo attraverso l’impiego di sostanze chimiche di sintesi (farmaci), pure o combinate con altre sostanze, talora anche di origine naturale, formulate secondo i criteri della chimica farmaceutica contemporanea. Oggi, infatti, le case farmaceutiche, indissolubilmente legate alla scienza medica ufficiale, fondano la loro crescente attività proprio nell’incessante ricerca e commercializzazione di nuove sostanze farmacologiche per uso diagnostico e terapeutico.

Questo approccio, basato esclusivamente sulla chimica, è certamente piuttosto limitato, spesso infruttuoso e ricco di effetti collaterali, ma trova la sua logica applicazione in un contesto medico che tende ad identificare la malattia nei sintomi che essa presenta.
Tutto questo perché la scienza medica, nonostante ritenga di aver fatto progressi epocali nell’ultimo secolo, si ostina ad ignorare evidenze scientifiche note ormai da decenni.

Sono trascorsi più di sessant’anni da quando Albert Einstein teorizzò e dimostrò la formula mondialmente riconosciuta secondo cui E=mc². Questa “semplice” formula racchiude in sé l’intero Universo. Infatti, da un lato dell’equazione c’è la E, ovvero, l’energia e dall’altro c’è tutto il resto (massa per accelerazione al quadrato). Detto in modo molto più semplice, tutto è energia, sia ciò che vediamo e che è tangibile, sia ciò che non vediamo ed è impalpabile. Einstein stesso chiarì definitivamente questo concetto asserendo che:“tutta la materia è energia”.Anche il nostro corpo quindi è energia, ovvero un complesso sistema di frequenze, lunghezze d’onda e spettri cromatici.

La medicina convenzionale ha riconosciuto l’esistenza e la validità scientifica di quanto affermato sopra solo in piccolissima parte, ovvero, unicamente per quanto riguarda le fasi diagnostiche: tant’è che l’ECC, l’EEG, la RMN ed altri tipi di indagini diagnostiche, si avvalgono delle frequenze emesse dal nostro organismo.
Non si spiega quindi il perché queste conoscenze non vengano impiegate anche in ambito terapeutico. O meglio, si spiega solo in termini squisitamente economico-commerciali che ben poco avrebbero a che fare con l’interesse verso la salute ed il benessere degli individui.
Infatti, mentre il farmaco è in grado di lavorare sui sintomi del paziente, eliminandoli o riducendoli (salvo rischi di effetti collaterali) senza neppure sfiorarne la causa, un possibile intervento sulle frequenze può rimuovere la causa della malattia evento, questo, molto meno redditizio per le case farmaceutiche.

L’omeopatia, l’omotossicologia e molte altre medicine non convenzionali lavorano appunto sull’energia del paziente e sulle sue frequenze alterate, cercando di riportarle allo stato fisiologico originale. Infatti, tutte le malattie e tutti i disturbi nascono da un’alterazione di energia a livello cellulare. Solo a seguito del protrarsi per anni di anomalie nei campi elettromagnetici emessi dall’organismo, si verifica il danno a livello di materia, ovvero, la malattia fisica.

Mi riservo di approfondire i percorsi diagnostici e terapeutici basati sull’energia nei miei prossimi articoli. Intanto, concludo questa breve introduzione all’argomento citando un’affermazione del medico ungherese Albert Szent-Gyoryi, Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1937 per le sue scoperte sulla vitamina C:“curare gli esseri umani in assenza del concetto di energia, significa curare materia morta”.

Vincenzo Matera
www.dottmatera.com

Follow Me!