ARTICOLI CLINICI

SOSTENERE LA TIROIDE PER VIVERE MEGLIO (casi clinici)

La Tiroide svolge funzioni indispensabili alla sopravvivenza e come sempre succede, finche tutto va bene nessuno lo nota, ma quando comincia a non funzionare, nascono i guai. Le cause per non funzionare sono molte, una volta era l’acqua carente di iodio in chi viveva nelle valli montane, adesso si usa integrare lo iodio nel sale, ma esistono altri fattori ben peggiori, l’inquinamento dell’ambiente e gli additivi e residui della coltivazione degli alimenti che contengono sostanze antitiroidee. E poi c’è la vita moderna che ci porta lo stress, ci fa correre e ci fa dire: “non c’è mai tempo abbastanza” e richiede al nostro corpo sempre più energia, attenzione, vitalità e quindi c’è bisogno di una tiroide ben funzionante. Sfortunatamente il calo dell’attività tiroidea è spesso lento e progressivo e non da segni molto evidenti: si da colpa all’età, al troppo lavoro, alla menopausa, ecc… Gli esami della tiroide non sempre sono sufficienti a volte l’ormone c’è ma non è attivo (T3r), e a volte l’ormone circola nel sangue, ma non entra nelle cellule che hanno una sorta di “tiroido-resitenza”. L’occhio attento del medico deve coglierne i segni: mani e piedi sempre freddi, un calo della peluria, una stanchezza anomala e altri esami del sangue che segnalano un rallentamento della tiroide. Ecco che allora intervengono i numerose possibilità di integratori per aiutare la tiroide che non suppliscono ma sostengono le capacità di recupero naturali, come risulta da questi esempi.

Francesca è donna di 71 anni con numerosi problemi di sovrappeso, difficoltà di respiro che i medici non riuscivano a capire, gastrite, colesterolo leggermente alto, dolori alla schiena e problemi alle vene. Osservando vedo ha i capelli che cadono più del dovuto, unghie che si sfaldano, le sopracciglie sono quasi assenti. Inoltre presenta una grande stanchezza lei afferma a causa di una famiglia che non la sostiene e chiede troppo, con un’attività di “nonna a tempo pieno”, un marito esigente e malato da accudire che la porta a scoraggiamento e depressione. Gli esami del sangue mettono in mostra un colesterolo alto, segni di infiammazione, carenza di vitamina D, lieve anemia, ma soprattutto una indicazione di ipotiroidismo anche se gli esami sono nei limiti della norma. Naturalmente per prima cosa faccio una pulizia con fitoterapici drenanti e una dieta disintossicante che ha tolto gli alimenti a cui era intollerante si è sostenuta la tiroide con opportuni integratori e fitoterapici. Oggi a distanza di due anni è calata e ha più energia, il colesterolo è sotto controllo, respira meglio, ma soprattutto non è più depressa e vive meglio il suo rapporto con la famiglia e sta conquistando la sua autonomia dal marito.

Angela è una donna di 36 anni con due figli, alla prima gravidanza è aumentata di 30 kg e gliene sono rimasti poi 20, dopo la seconda ne sono rimasti altri 14 kg, in totale si è ritrovata con un eccesso che sfiora i 40 kg. Da giovane era di peso normale, adesso insiste con diete che segue un po’ e poi interrompe. Naturalmente è stanca ma con due figli piccoli, come può essere altrimenti! Agli esami emerge un colesterolo alto, ma è di famiglia, ce l’ha anche il padre e la sorella, la madre è ipotiroidea e prende Eutirox, ma i miei esami dice Angela sono normali. Invece da un uno sguardo accurato ai suoi tessuti mixedematosi, alla scarsa peluria, alle mani fredde emerge un ipotiroidismo latente che si nota anche esaminando bene gli esami. Quindi una bella dieta disintossicante e dimagrante e un necessario sostegno alla tiroide l’ha riportata ad un calo di peso che richiederà ancora tempo, ma desso cala meglio di altre volte, non vuole smetere e soprattutto non è più così stanca, ma è più vitale e sta cercando un lavoro adesso che i figli non sono più così piccoli.

Tiziana è alla soglia degli 80, ha sempre avuto una salute di ferro e una buona autonomia, ha dedicato la sua vita all’arte e fino ad adesso stava molte ora la suo atelier a dipingere, ma da un po’ sembra che le forze le vengano meno, è sempre più stanca ed è un po’ preoccupata perchè vive da sola, ha una buona rete sociale ma non vuole pesare sugli altri. Non ha disturbi se non un molti raffreddori d’inverno e una stipsi ostinata che non sa come risolvere. Gli esami del sangue sono buoni, ma guardando bene gli indici della tiroide anche se nella norma indicano uno scarso funzionamento. Una adeguata terapia la riporta all’energia di un tempo, non si ammala più molto d’inverno facendo una adeguata prevenzione per i raffreddori e l’influenza, non ha più la stipsi e soprattutto ha ripreso l’attività artistica; la prossima volta mi ha promesso di portarmi un suo lavoro come riconoscenza.

Giovanna è appena entrata in menopausa, da diversi anni lotta con una serie di disturbi e di malattie, dalla cefalea, ai crampi muscolari, sinusite, bronchiti frequenti, dermatiti, e una grande stanchezza con pressione bassa, è lenta nei movimenti e qualche volta si ferma per rincorrere la parola, si è fatta una nota precisa di quello che vuole dire. Ha provato con vari specialisti senza ottenere miglioramenti e la sua tristezza si manifesta con delle lacrime quando descrive la sua situazione. Viene da me per l’intestino e la digestione che è un disastro, soffre di: reflusso, gastrite, colon irritabile con stipsi e diarrea, difficoltà a digerire, naturalmente fa una dieta per le intolleranze alimentari, ma senza giovamento. Dalla visita mi accorgo che certo l’intestino ha la sua importanza nella manifestazione di questi sintomi, ma c’è anche un organo che è stato dimenticato, la tiroide. Le prescrivo l’esame delle temperature basali e gli esami del sangue sulla tiroide, la volta successiva i miei sospetti sono confermati. Le prescrivo una dieta più attenta verso l’esclusione di certi alimenti non tollerati che prima invece consumava e soprattutto un sostegno della tiroide. Ora l’intestino sta meglio, non è ancora del tutto a posto, ma è più vivace e soprattutto intravvede una soluzione ai suoi disturbi ed è tornato il sorriso.

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