ALIMENTAZIONE E BENESSERE ARTICOLI

Sei quello che mangi…non è un modo di dire!

Quante volte abbiamo sentito questa frase. Forse così tante da farle perdere significato e farla passare inosservata. Eppure si sa che se soffriamo di acidità di stomaco, il consumo di caffè peggiora la nostra condizione, se soffriamo di intestino pigro, il consumo regolare di frutta e verdura ne migliora la regolarità. Ci sono alimenti la cui composizione è utile per combattere lo stress, la sindrome premestruale; altri alimenti aiutano a contrastare la perdita di Calcio dalle ossa. L’elenco è veramente lungo.
La scienza della nutrizione ci ha abituati a focalizzare l’attenzione sui macronutrienti, sulle calorie, sulle vitamine, sui sali minerali, sugli acidi grassi contenuti negli alimenti. Tutte queste sostanze siamo ormai certi che giocano un ruolo fondamentale interagendo con le nostre strutture cellulari.
Ma c’è altro. Ci sono gli acidi nucleici, in particolare l’RNA. Questa molecola funge da messaggero a da stampo per tutte le proteine che vengono codificate dal DNA. In pratica: senza l’RNA, il DNA non può mettere in atto le informazioni in esso contenute e le cellule non avrebbero la possibilità di creare le strutture proteiche che ci permettono di vivere e stare in salute. Ogni essere vivente è caratterizzato dal proprio patrimonio genetico. Esistono vari tipi di RNA, tra cui il cosiddetto “microRNA”. Si tratta di materiale genetico estremamente attivo, coinvolto in una miriade di reazioni metaboliche con il compito di regolarle, sia in modo positivo che negativo. Fino a poco tempo fa si credeva che esso fosse prodotto solo all’interno delle nostre cellule e si pensava che ogni essere vivente di “costruisse” il proprio. Non è così. Un gruppo di ricercatori*, recentemente, ha scoperto nel siero e nel plasma di molti Cinesi una elevatissima concentrazione di un preciso tipo di microRNA presente nel riso di cui si nutrono giornalmente. Lo studio, effettuato sia su colture celluari sia in vivo, ha dimostrato che questo microRNA è in grado di regolare l’espressione di un recettore epatico implicato nel controllo della colesterolemia.
Questo studio apre gli orizzonti a futuri campi di ricerca in ambito nutrizionale, che arricchisce le nostre conoscenze sui motivi per cui certi alimenti ci fanno bene ed altri meno.
C’è di più. Trattandosi di materiale genetico, dovrebbe far riflettere sul ruolo degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM). Che tipo di microRNA possono sintetizzare? Saranno molecole riconosciute dagli altri esseri viventi? Quale sarà il loro ruolo all’interno delle nostre cellule, una volta che ci nutriamo di essi? Esiste obiettivamente un rischio grave di condizionamento della nostra salute che fino ad oggi è stato scarsamente valutato e studiato.

*: Cell Res. 2011 Sep 20. doi: 10.1038/cr.2011.158

Simona Tadini

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