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Sambuco e Influenza Suina

Quest’anno con l’inverno è in arrivo anche un incubo che, gonfiato opportunamente dai media, sta determinando paura nella gente comune e ricchezza per farmacisti ed industria chimica. Questo incubo si chiama influenza suina. La cosa in realtà non va sottovalutata, si tratta di un ceppo virale molto simile a quello della famosa “spagnola” che determinò nel lontano 1918 moltissimi morti, soprattutto tra i soldati della I Guerra Mondiale. Questa epidemia fu la vera vincitrice della guerra, perché falcidiò il nerbo dell’esercito tedesco in particolare, determinando la capitolazione brusca della Germania che poi culminò in una pace ingiusta, concime della successiva, ancor più terribile guerra. Nella ciclicità che caratterizza anche le epidemie , ora questo virus si ripresenta. Ha già creato notevoli problemi nei paesi in cui è appena terminato l’inverno australe. In Argentina, Sud Africa ed Australia non sono stare poche le vittime di questa influenza, tuttavia ciò che colpisce è stato il fatto che si è quasi sempre trattato di giovani, spesso aitanti ed in buona salute. Ad un osservatore superficiale questo fatto può sembrare inspiegabile o fortuito, in realtà è tipico di questo particolare ceppo virale che riemerge con le stesse caratteristiche che aveva mostrato nel secolo scorso, colpendo appunto soldati giovani e vigorosi. Ogni medico sa che la gravità di una malattia è determinata dall’interazione di due fattori, il germe e l’ospite. Sono al pari pericolose malattie causate da un germe aggressivo che colpisce un organismo debole e malattie causate da un germe debole che colpisce un organismo molto reattivo. Nel primo caso il paziente soccombe a causa del germe, nel secondo caso a causa della reazione infiammatoria e catarrale dell’ospite. Il virus dell’influenza suina determina una malattia che si colloca in questa seconda categoria e per questo è innocuo per bimbetti ed anziani, molto pericoloso per i giovani in piena forma. La terapia stessa di una simile patologia è molto difficile: uccidere questo virus debole con un potente antivirale è inutile, stimolare le difese individuali può essere addirittura controproducente. Il vaccino sembra una buona soluzione ma, a parte gli effetti collaterali, non protegge in maniera sicura da un virus che ha una grande tendenza a mutare. L’uomo di oggi, che vive in un mondo asfaltato e cementato, di fronte ad un tale tipo di epidemia si sente impotente, viene colto dal desiderio di chiudersi in casa e cercare su Internet una improbabile pasticca miracolosa. In realtà la soluzione non sta nel barricarsi in una scatola di cemento, ma nell’uscire e camminare in campagna. Dicevano gli antichi che attorno a noi, nel raggio di qualche migliaio di metri, esistono le cure per ogni nostra malattia. Questo è tuttora vero, quello che non c’è più, è la capacità di osservare la Natura che ci circonda e la pazienza di raccogliere e preparare i rimedi che essa ci offre. Tuttavia, nonostante si sia perso quell’istinto primitivo che faceva individuare all’uomo, come all’animale, la pianta curativa per la sua malattia, la scienza e la ricerca moderna ci aiutano e possono essere la nuova guida alla scelta dei rimedi naturali. Esiste in effetti una pianta che ha caratteristiche peculiari, molto adatte a curare questa particolare influenza : il Sambuco. Questo alberello è una sorta di infestante delle nostre campagne, cresce dappertutto, ma è stato da sempre rispettato ed usato dai nostri contadini. Nella mia regione anticamente gli si attribuivano sette doni. Infatti dalla radice si ricavava un decotto utile per la gotta, dal midolli un impiastro per le lussazioni, dalle foglie il necessario per impacchi per le malattie della pelle, dai germogli un decotto utile per le nevralgie, dai fiori un thè depurativo primaverile , dalla corteccia un lassativo e dai frutti uno sciroppo contro le infiammazioni broncopolmonari invernali. La scienza di oggi, la moderna ricerca in ambito fitoterapeutico, hanno dimostrato che i frutti di questa pianta evocano una particolarissima risposta organica : da una parte inducono la produzione di sostanze stimolanti la reazione corporea contro i virus, dall’altra anche fattori che controllano questa risposta, affinchè essa non sia troppo violenta. Questo tipo di effetto terapeutico è proprio quello più specificatamente indicato per la particolare epidemia che sta arrivando, le nostre contadine lo sapevano da sempre, noi ci siamo arrivati per una via molto più tortuosa, quello che conta è constatare ancora una volta che solo nella Natura possiamo trovare una risposta, priva di effetti collaterali, alle nostre malattie.

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