ARTICOLI IVO BIANCHI

RIMEDI ANTI VIRALI NATURALI

Estratto dai Quaderni Scienza Natura a cura del Prof. Ivo Bianchi
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Sono qui elencati i rimedi certamente utili in questa fase epidemica ma non da assumere peraltro casualmente. Il consiglio del medico, del farmacista, la documentazione individuale o le informazioni che trovate sui miei video, podcasts o dirette on line, guideranno nella scelta dei rimedi specifici per la persona nell’ambito di questo gruppo di molecole certamente utili. La scelta dei rimedi è stata fatta in base ad uno studio su tutte le possibili opzioni che offre la Medicina Naturale, ma non solo, per prevenire od attenuare i sintomi del virus in atto. Ogni affermazione ha origine da lavori e documenti che non riporto per ragioni di tempo, ma che chiunque può verificare con una ricerca anche on line. Naturalmente non esistono certezze assolute, bisogna sempre vigilare ed in caso di sintomi specifici rivolgersi al proprio medico di fiducia, tuttavia una informazione ponderata penso sia utile a tutti, soprattutto in questa fase di congestione della struttura sanitaria nazionale. La terminologia che uso non è sempre alla portata di tutti, tuttavia preferisco una comunicazione scientifica poiché mi rivolgo soprattutto ai miei allievi e pazienti che sono certo apprezzeranno questo approccio non banale.

Fornirò anche delle posologie, esse sono tuttavia indicative e dovranno essere avvalorate da un medico esperto. Per rendere ancora più fruibile questo lavoro, dedicherò il successivo quaderno ad alcune ricette esemplificative.

PIANTE MEDICINALI

ASTRAGALUS MEMBRANACEOUS

Pianta della famiglia delle Fabaceae da sempre utilizzata come “ricostituente” in Medicina Tradizionale Cinese. In particolare la sua radice si usa sin dall’antichità per combattere le infezioni virali. L’Astragalo riduce la durata e la gravità dei sintomi nel trattamento acuto del raffreddore, ma è anche in grado di aumentare la quantità dei globuli bianchi nella leucopenia cronica, fattore specifico di debilità immunologica. L’Astragalo stimola il sistema immunitario attivando la fagocitosi dei monociti e dei macrofagi, aumentando la produzione di interferone g e l’attività delle cellule Natural Killer, migliorando l’attività dei linfociti T e potenziando altri meccanismi antivirali. Questa pianta sembra inoltre utile nei casi in cui il sistema immunitario sia stato danneggiato dall’esposizione a sostanze chimiche o radiazioni. I polisaccaridi contenuti nella radice di Astragalus membranaceus contribuiscono al rafforzamento generale delle strutture immunitarie.

In uno studio in aperto su soggetti proni al raffreddore la profilassi con Astragalo è risultata efficace con ampia riduzione delle recidive. L’Astragalo trova la sua applicazione ideale nella profilassi delle infezioni virali anche croniche con debilitazione e sudorazione spontanea, ma è utilissimo anche durante gli episodi di infezione acuta. Esso ha l’effetto di ribaltare l’equilibrio Th1 /Th2 verso Th1 inducendo la sintesi di IFN g e IL-2 cosa particolarmente utile appunto in tutte le patologie virali.  L’Astragalo è anche un tonico cardiovascolare e renale, tende a stimolare e regolarizzare la funzione cardiaca specialmente in caso di sforzi.

Si utilizza la radice polverizzata ma la maggior attività terapeutica è nell’estratto secco.

Posologia indicativa: circa 400mg x2

ANDROGRAPHIS PANICULATA

Pianta della famiglia delle Acantaceae, la cui conoscenza è anch’essa da attribuire alla Medicina Tradizionale Cinese, dove viene suggerita come amaro tonico. Essa recentemente è stata utilizzata in alcuni studi clinici come rimedio antinfiammatorio contro i sintomi dell’influenza (rinorrea, cefalea, faringite, tosse, dolori muscolari …). Il meccanismo d’azione dell’estratto di Andrographis, tuttavia, non è stato ancora chiarito, anche se è dimostrato un effetto anti-PAF (Platelet-Activating Factor, mediatore chimico dell’infiammazione). Molti dei suoi effetti terapeutici si spiegano tenendo conto della sua capacità di inibizione dell’Interleuchina 6. Tra l’altro è proprio questa interleuchina a provocare i maggiori danni in corso di malattia da COVID-19.

Ricerche recenti hanno dimostrato una specifica attività di questo fitoterapico non solo in caso di virosi in generale ma anche di AIDS (in questi pazienti aumenta i livelli di linfociti CD4) e di cancro, soprattutto prostatico ma anche della mammella, colon, fegato.

C’è un razionale per il suo uso, preventivo e curativo, nell’infezione da Epstein Barr virus (Mononucleosi), evento da non sottovalutare mai anche nei bambini. Questa pianta inibisce inoltre le sostanze infiammatorie rilasciate soprattutto a livello respiratorio da eosinofili, monociti, linfociti e piastrine attivate. Ciò conferma l’utilità non solo nelle malattie infiammatorie virali, ma anche nelle manifestazioni allergiche spesso associate. Questa pianta manifesta una specifica attivazione sinergica quando associata all’Eleuterococco.

Posologia indicativa: circa 800mg x2

SAMBUCUS NIGER

Pianta della famiglia delle Caprifoliaceae, da sempre in uso nelle patologie invernali nelle regioni alpine, ha provati e  specifici effetti antivirali che si manifestano soprattutto nei confronti dei virus influenzali sia di tipo A che di tipo B oltre che degli herpes virus  (herpes, citomegalovirus e virus della mononucleosi).Vari studi hanno dimostrato che gli estratti di bacche di Sambuco, se somministrati precocemente, riducono la durata dei sintomi influenzali, mediamente dai 6 giorni classici, a sole 24 ore. Le sostanze contenute nel Sambuco inibiscono la replicazione del DNA virale, possono essere quindi utili non solo nell’influenza ma in generale in tutte le virosi, AIDS compreso.

A livello più specificatamente immunologico il Sambuco stimola specificatamente le citochine reattive-infiammatorie (IL-1, TNF-, IL-6, IL-8). Si tratta quindi di un potente immunostimolante che può essere utile nei pazienti iporeattivi, ed immunodepressi. L’attivazione della reattività è particolarmente indicata in corso di virosi, patologie che spesso inducono immuno soppressione. La presenza di febbricola defettiva ed astenia è indicazione specifica del fitoterapico che viceversa non andrebbe impiegato in caso di patologie batteriche e di risposta immunitaria vivace. Va anche valutato il suo impiego nei pazienti neoplastici, soprattutto in una prima fase della malattia ed in corso di terapie immunosoppressive quali chemio e radioterapia.

È singolare, ed avvalora ancora una volta le mie convinzioni sull’importanza della classificazione delle piante, il fatto che due erbe della stessa famiglia (Sambuco e Caprifoglio) siano all’apice dell’interesse dei medici di Medicina Naturale che lottano contro le epidemie da secoli, sulle Alpi ed in Cina.

Posologia indicativa: circa 200mg x2

AGLIO

Notissima pianta della famiglia delle Liliaceae, contiene lo 0,1-0,36% di un olio essenziale costituito da composti solforati (allicina, diallil bisolfuro, diallil trisolfuro, altri). A questi composti volatili si aggiungono S-metil-L-cisteina sulfossido, proteine, minerali, vitamine, glicosinolati, enzimi (alliinasi, per ossidasi e tirosinasi). Si è osservato che l’Aglio possiede un’attività antimicrobica ad ampio spettro contro molti generi di batteri, virus, vermi e funghi. L’Aglio inibisce specificatamente la produzione di Interleuchina 6, citochina infiammatoria implicata nella patogenesi di molte delle complicanze legate all’infezione da Corona virus. Come alimento od integratore dovrebbe essere impiegato sempre in questa fase epidemica.

Dal punto di vista sperimentale, visto che oggi la tradizione e l’usanza pur millenaria è poco considerata, c’è da segnalare un interessante articolo (Avicenna J Phytomed. 2016 Jul-Aug; 6(4): 458–267) in cui si parla del coronavirus della bronchite del pollo curata con estratti di Aglio e del suo effetto preventivo sulla replicazione del virus. Qualcuno obietterà che si tratta di studi sull’animale e non sull’uomo, ma di un virus di origine animale si tratta e comunque nessun contributo è da trascurarsi.

Posologia indicativa: circa 250mg x2

CAPRIFOGLIO

Il Caprifoglio è stato utilizzato per più di un secolo nella medicina tradizionale cinese, spesso consumato in forma di tè. I ricercatori hanno ora identificato nella pianta una molecola antivirale MIR2911 (presente anche nel decotto) che inibisce il virus dell’influenza A (famiglia di virus che comprende influenza spagnola, suina ed aviaria) agendo su due geni essenziali per la replicazione virale influenzale. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Cell Research. I risultati mostrano che il decotto di Caprifoglio ha un’attività antivirale ad ampio spettro. Questa è stata la prima volta che un prodotto naturale è stato scientificamente provato utile per tale virus che ha grande tendenza a mutare ed è quindi poco responsivo ai trattamenti standard. Si deve rilevare che antivirali ad ampio spettro e trattamenti che agiscono su più virus, sono fondamentali nella lotta contro i virus che emergono e poi riemergono in forme diverse, come sta succedendo oggi con il CODIV-19.

Posologia indicativa: circa 180 millilitri di succo di Caprifoglio tre volte al giorno o 3 tazze di decotto al giorno.

COPTIS CHINENSIS

Pianta della famiglia delle Ranuncolaceae la cui conoscenza è anch’essa da attribuire alla Medicina Tradizionale Cinese nella quale si usa ampiamente il rizoma da secoli per trattare dissenteria, diabete, pertosse, afte ed eczema. La pianta contiene alcaloidi, cumarine, chinoni e soprattutto Berberina (10%). Gli estratti della pianta sperimentalmente inibiscono tutti i genotipi di epatite C (HCV) ad una dose non citotossica. Il meccanismo è quello del blocco della fusione-entrata del virus nella membrana cellulare e questa pianta è quindi una grande speranza non solo per cura dell’epatite C, ma anche di tutte le altre patologie da virus RNA, tra cui quindi anche quelle da Corona virus.  

Posologia indicativa: circa 500mg x2

ELEUTEROCOCCO

Pianta della famiglia delle Araliaceae, originaria della Siberia orientale, la cui conoscenza è da attribuire alla ricerca Russa. Nonostante appartenga alla stessa famiglia del Panax ginseng è molto diversa, nella sua composizione ed attività terapeutica, da questo. Dal punto di vista farmacologico non contiene ginsenoidi ma eleuterosici e soprattutto acido caffeico e siringina. Essa è conosciuta soprattutto come adattogeno, per la sua capacità di migliorare le funzioni fisiche e mentali e mettere in grado l’organismo di reggere meglio allo stress. Questa è la ragione del suo frequente impiego da parte degli sportivi.  Tuttavia quello che a noi attualmente interessa è il fatto che, in esperimenti su cavie, l’Eleuterococco aumenta l’immunità antivirale ed in vitro la fagocitosi della candida da parte dei leucociti umani, di cui stimola anche la proliferazione. Altri studi indicano che gli estratti di Eleuterocco inibiscono il rinovirus, il virus respiratorio sinciziale (RSV) e quello dell’influenza A, tutti quindi virus a RNA come i Corona virus. Tali estratti non hanno effetto sugli adenovirus o sul virus dell’herpes simplex tipo I (HSV-1) ma questo fatto poco ci tange. L’Eleuterococco aumenta la resistenza nei confronti di noxae tossiche, che forse non sono estranee alla suscettibilità al virus da parte della popolazione ed ha inoltre un effetto anti proliferativo su cellule leucemiche. In corso di chemioterapia per la leucemia, potenzia l’azione di antimetaboliti impiegati.

Riassumendo possiamo dire che l’Eleuterococco, aumenta la resistenza fisica in diversi tipi di sport e riduce la sensazione di affaticamento. Esso possiede un utile effetto anti infiammatorio inibendo l’espressione della ciclossigenasi-2 (COX-2). Ma le proprietà che più ci interessano sono quelle immunologiche mediate dallo stimolo sui linfociti NK, T helper (+25%), B (+ 25%). Usato come preventivo in uno studio su bambini ha portato a riduzione dell’incidenza di polmonite del 60% e del 10% dell’incidenza di varie forme infettive in generale. Esso stimola la produzione di interleuchina 1 e 2, ma anche della 6, fatto questo che, a mio parere, lo controindica in fase acuta ma lo rende prezioso in prevenzione ed in convalescenza.

Posologia indicativa: circa 300mg/die di radice polverizzata a contenuto standardizzato di eleuteroside E (almeno 0.5%) e B ( almeno 0.5%).

GEMMOTERAPICI

CORYLUS AVELLANA

Il gemmoterapico di Nocciolo ovvero di Corylus Avellana è di estremo interesse in questo tempo di Corona virus, esso tende infatti a diminuire le tendenze alla sclerosi-fibrosi a livello organico generale ed a livello epatico e polmonare in particolare. In realtà le conseguenze più gravi del virus che determina la nota polmonite interstiziale, sono proprio le fibrosi a livello polmonare che possono rappresentare un residuato permanente della malattia. In questo particolarissimo momento mi sembra quindi utile assumere questo gemmoterapico, privo di alcun effetto collaterale. I soggetti a rischio, in relazione all’età dovrebbero assumerlo da subito; nei soggetti con sintomi dovrebbe essere assunto al loro esordire e fino al completo sparire della tosse.

Posologia indicativa: circa 60 gocce mattino e sera in prevenzione, 60 gocce ogni 6-8 ore in fase acuta, indipendentemente dai pasti.

OLII ESSENZIALI

EUCALIPTUS GLOBUS                              

Essenza antisettica, antipiretica e tonica, utile nelle broncopneumopatie acute e croniche, nell’asma e tubercolosi. L’olio essenziale è eliminato in parte attraverso le mucose respiratorie favorendo in tal modo le secrezioni.

Posologia indicativa: circa 4 gocce mattino e sera con un po’ di miele o burro, in prevenzione, 6 gocce ogni 8-12 ore in fase acuta, indipendentemente dai pasti

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