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Polline

Dopo il miele, un altro importante prodotto dei nostri piccoli imenotteri è il polline.
Anche qui ce n’è per tutti i gusti, a seconda di quali fiori avrà maggiormente frequentato quella famiglia di api.Si va da pollini più scuri a pollini più chiari, da pollini più amari ad altri meno amari: va però sottolineato che il polline ha comunque un sapore tendente all’amaro, cosa di cui tener conto perché non sempre gradita, ed è per questo motivo che si usa miscelarlo ad altri alimenti più dolci.
Infatti può essere consumato tal quale, lasciandolo sciogliere lentamente in bocca, oppure mescolato al miele o alla propoli, o nel latte o nello yogurt come prima colazione.
L’assunzione mista a miele non ha solo un significato di miglior palabilità, ma ne ottimizza anche l’assorbimento. Si può mescolare anche a miele e propoli per ottenere tutti i benefici dei tre prodotti apistici integrati, ed è sempre in ogni caso importante masticarne i granuli a lungo al fine di migliorarne l’assorbimento.Purtroppo il polline che si trova in commercio è ben diverso dal polline fresco, sia dal punto di vista organolettico che da quello nutritivo, in quanto deve subire un processo di essiccazione che ne altera in parte il valore nutrizionale. L’ideale rimane pertanto il consumo di polline fresco, cosa peraltro raramente possibile a meno che non si sia apicoltori.

Il polline è considerato un alimento tra i più ricchi e completi, al punto da essere stato battezzato “superalimento”, poiché contiene moltissimi principi nutritivi indispensabili.
Vediamone in dettaglio la composizione, perché sono proprio i suoi costituenti a renderne ragione delle proprietà.
Innanzitutto vi sono presenti acqua, carboidrati e lipidi, soprattutto gli acidi palmitico, oleico e lignocerico, ma anche l’acido linoleico che è un acido grasso essenziale notoriamente utilissimo per l’apparato cardiovascolare.Le proteine sono una quantità significativa, cioè circa il 20% del suo peso secco, e questo è importante soprattutto per chi segue una dieta vegetariana privandosi del notevole apporto proteico animale. In particolar modo la lisina è un aminoacido non di rado carente in chi segue una dieta vegetariana. Invece la taurina, ben rappresentata nel polline, è un aminoacido coinvolto nel mantenimento del ritmo cardiaco e nella regolazione intracellulare di alcuni elettroliti. Essa, insieme alla vitamina C, protegge le cellule cardiache dalla perossidazione e inoltre, modulando il tono calcico, riduce l’attività degli agenti vasocostrittori.In definitiva, nel polline sono rappresentate quasi tutte le vitamine (del gruppo B, inclusa la B12 che raramente si trova in fonti vegetali, rendendo nuovamente il polline una fonte preziosa per chi segue una dieta vegetariana, le vitamine A, D, E, C) e i bioflavonoidi.Nel polline d’api sono presenti anche polisaccaridi e fibre vegetali che favoriscono il transito intestinale.Esso è inoltre ricco di enzimi e di moltissimi oligoelementi (potassio, sodio, fosforo, calcio, magnesio, ferro, manganese, cobalto, rame, zinco, fluoro, iodio, cromo, selenio, zolfo, molibdeno, nichel) oltre che di sali minerali, e infine contiene anche gli acidi nucleici (DNA ed RNA).Il tutto offerto al modesto valore calorico di circa 250 kal per 100 grammi!

Sebbene la molteplicità di sostanze contenute nel polline in maniera significativa lo rendano noto in primis come alimento energizzante, come ottimo “ricostituente” per persone debilitate, inappetenti, vegetariane o sportive, in realtà il polline d’api ha moltissime altre proprietà benefiche per il nostro organismo, sempre derivate dalla sua ricchezza e completezza nutrizionale.
Tra i suoi costituenti vengono chiamati in causa specialmente i flavonoidi – ed in particolare la rutina di cui il polline è ricchissimo – che sono molecole dal forte potere antiossidante e antinfiammatorio, antinfettivo e anche, seppur indirettamente in quanto sempre in virtù della capacità antiossidante ed antiflogistica, anticancerogeno!È soprattutto grazie alla riconosciuta proprietà di potenti antiossidanti che i bioflavonoidi contribuiscono a stabilizzare e rafforzare i capillari e a ridurre le infiammazioni, rendendo il polline un’utile integrazione alimentare nei soggetti per i quali è necessaria una protezione sulle pareti venose e capillari, come coloro che sono affetti da patologie venose croniche, quali fragilità capillari, varici, emorroidi. Questo, unitamente alla presenza di acidi grassi essenziali, fa sì che il polline possa entrare nella schiera degli alimenti consigliati ai fini della prevenzione delle patologie cardiovascolari.Ancora i flavonoidi aiutano a mantenere in buono stato il collagene, rendendosi utili per la salute dell’epidermide.
Il polline d’api, sempre per merito delle virtù dei flavonoidi, è stato altresì utilizzato con successo nella prevenzione e come coadiuvante nella cura dell’ipertrofia prostatica benigna.L’azione antiossidante si rende protettiva anche nei confronti del sistema immunitario, ed in ciò consiste il razionale utilizzo del polline quale integratore nelle malattie infettive e nella prevenzione dal cancro.Per finire ricordiamo le capacità antistaminiche dei flavonoidi, che concorrono pertanto alla modulazione degli stati allergici.

Francesca Moggi

Fonti:

  • Buck AC, Cox R, Rees RW, Ebeling L, John A. Department of Urology, University Hospital of Wales, Cardiff “Treatment of outflow tract obstruction due to benign prostatic hyperplasia with the pollen extract, cernilton. A double-blind, placebo-controlled study”  British Journal of Urology. 1990 Oct;66(4):398-404
  • E. W. Rugendorff,  W. Weidner,  L. Ebeling,  A. C. Buck “Results of Treatment with Pollen Extract (CerniltonR N) in Chronic Prostatitis and Prostatodynia” British Journal of Urology Volume 71, Issue 4, pages 433–438, April 1993
  • E. Furusawa,  S. C. Chou,  A. Hirazumi,  A. Melera “Antitumour potential of pollen extract on lewis lung carcinoma implanted intraperitoneally in syngeneic mice” Phytotherapy Research Volume 9, Issue 4, pages 255–259, June 1995
  • M.G.L Hertog , E.J.M Feskens, D. Kromhout, M.G.L Hertog, P.C.H. Hollman , M.G.L. Hertog , M.B. Katan “Dietary antioxidant flavonoids and risk of coronary heart disease: the Zutphen Elderly Study” The Lancet, Volume 342, Issue 8878, Pages 1007 – 1011, 23 October 1993
  • T. S z c z ê s n a  “Concentration of selected elements in honeybee-collected pollen” Journal of Apicultural Science Vol. 51 No. 1 2007
  • C. Mateescu “Apiterapia. Come usare i prodotti dell’alveare per la salute” M.I.R. edizioni, 2008
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