ARTICOLI CLINICI

Non solo Iodio ma anche Selenio per la salute della Tiroide

Tratto dal Volume di Prossima Pubblicazione:

La Tiroide
Cause e  Conseguenze delle sue Malattie
Come prevenirle e curarle con Rimedi Naturali e Dieta

 Come non mi stanco di ribadire, il nostro organismo non è fatto di sistemi che viaggiano univocamente, su una rotaia, bensì di una congerie di funzioni in equilibrio dinamico tra di loro. Il fatto che la tiroide produca due diversi ormoni, con composizione e struttura diversa, non è casuale. E’ un meccanismo, come molti altri, adattivo all’ambiente ed all’alimentazione. In presenza di una proporzione elevata Iodio rispetto al Selenio, viene prodotto prevalentemente T4 e scarsa è la quota trasformata in T3. In presenza di percentuali elevate di Selenio rispetto allo Iodio, i tessuti periferici trasformano attivamente il T4 in T3. Ciò che conta per la funzione tiroidea non è tanto lo Iodio, ma l’equilibrio tra Iodio e Selenio. Questo non deve sorprendere, per il metabolismo osseo non conta tanto il Calcio, quanto il rapporto tra Calcio e Fosforo.  La funzione gonadica è regolata da un continuo bilanciamento dei livelli di Zinco e di Rame. Nel caso della tiroide la cosa è molto importante. Infatti in presenza di una preponderanza di T4 vengono stimolate le proliferazioni cellulari, in presenza di un eccesso relativo di T3, le ipertrofie cellulari. Ne consegue che la  supplementazione di Iodio è utile soprattutto nei momenti in cui il corpo necessiti di una spinta accrescitiva, soprattutto di ossa e muscoli, ma anche di tessuti in generale. La supplementazione di Selenio sarà invece molto importante quando si voglia arginare le spinte accrescitive, cosa molto importante in età avanzata quando non necessita più la spinta accrescitiva ma è essenziale una modulazione di eventuali fatti proliferativi, comuni in senescenza.  In realtà entrambi i  minerali sono importanti ma bisogna conoscerne la funzione. Lo Iodio, che è più utilmente somministrato al mattino, è utile, anche nell’adulti per arginare i processi involutivi-degenerativi. Il Selenio, più indicato in somministrazione serale, è importante, soprattutto dopo una certa età per arginare spinte proliferative anomale.

E’ interessante rilevare che il Selenio è minerale molto raro, che si ritrova quasi sempre in associazione con il Rame. Il Selenio ha, paradossalmente, una azione inibitoria sulla tiroide paragonabile a quella del Rame. Infatti esso stimola la trasformazione di T4 in quel  T3 che andrà poi ad inibire il TSH ipofisario.

E’ interessante rilevare che la carenza contemporanea di Iodio e Selenio può portare non solo ad ipotiroidismo ma anche ad una tendenza proliferativa a livello di vari tessuti. Emerge quindi il concetto che per una ottimale funzione tiroidea è necessario integrare sia Iodio che Selenio ed analoga supplementazione va fatta in caso di ipotiroidismo. Questo è tanto più attuale ai nostri giorni, Infatti se un tempo la carenza di iodio portava semplicemente ad un ingrossamento compensatorio della tiroide, al gozzo, oggi, tale carenza, unita alla gran massa di cancerogeni ambientali, concomitando un deficit di Selenio, apre la strada non solo a noduli gozzigeni ma anche al carcinoma tiroideo.

Ivo Bianchi

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