ALIMENTAZIONE E BENESSERE ARTICOLI

Mandorla e Prevenzione

La coltivazione del mandorlo nei paesi mediterranei è assai antica, risale almeno a 3000-4000 anni avanti Cristo ed è una dimostrazione della perizia dei primi agricoltori. Quest’albero infatti deve da subito aver affascinato l’uomo, era il primo a fiorire, una sorta di annuncio di rinascita dopo la morte invernale. Il frutto non è però commestibile, se ne consuma il seme, che come in tutte le piante di questa famiglia, le Rosacee, è originariamente tossico. La ragione della pericolosità dei semi di mela,di albicocca ed anche di mandorla, nella sua varietà amara, sta nel fatto che essi contengono grandi quantità di  Amigdalina, che ingerita,  viene degradata ad una molecola assai simile al cianuro. Questa sostanza blocca la respirazione, l’utilizzazione di ossigeno da parte delle cellule e ne causa quindi la morte. La perizia dei contadini medio orientali dell’età del bronzo,  fu quella di selezionare una specie di mandorlo che contenesse piccole e non tossiche quantità di tale sostanza. Il mandorlo nella varietà addomesticata, dolce,  divenne un albero fonte di un seme commestibile importante per le sue proprietà nutritive e terapeutiche.  In ogni caso l’Amigdalina, pur in piccole quantità, è la sostanza caratterizzante ogni tipo di  mandorlo e come tutto ciò che è in natura non è casuale, ne privo di effetti benefici per gli esseri viventi. Le api e tutti gli insetti impollinatori sembrano preferire il mandorlo, rispetto ad altre piante, proprio per la presenza, nel nettare,di questa sostanza. In realtà, come speso succede, piccole quantità di un veleno hanno un effetto tonico e questo spiegherebbe perché le api lo ricerchino e perché anche l’uomo lo ritenga istintualmente frutto importante da sempre. Non è casuale che nella Bibbia si narri che Israele mandasse in dono a Giuseppe, in Egitto, pochi prodotti preziosi della terra di Palestina, tra cui balsamo, miele ed appunto mandorle. Nella tomba del faraone Tutankamon, furono trovate, tra i viveri preparati per il viaggio nell’aldilà, alcune mandorle. Secondo i miei studi , l’uso dell’ Amigdalina o Laetrile, sostanza chimica che può essere ricavata dalle mandorle , oltre che dal nocciolo di albicocca e di molte piante di questa famiglia, non ha alcun valore nel trattamento del cancro, anche se continuano le notizie in questo senso, nell’incontrollato mondo di  Internet. Il suo uso può riservare invece dei notevoli pericoli. Viceversa, il consumo del frutto intero, per la complessità delle sostanze contenute, ha effettivamente interessanti proprietà anticancerogene. Sia nell’animale che nell’uomo , è  risultato utile nella cura e prevenzione del cancro del colon. Le ricerche dei farmacologi si accaniscono per isolare questo o quel principio attivo, con lo scopo di farne un farmaco brevettabile, ma è sempre più evidente come l’alchimia del Creatore sia anni luce avanti rispetto alla capacità dello scienziato odierno. Quasi sempre il principio attivo isolato ha poco effetto e molti danni collaterali. Il frutto o la pianta che troviamo in natura hanno una sinergia di componenti che li rende unici, efficaci ed innocui, in giusta quantità, per gli esseri viventi. Noi superbi tecnocrati del XXI secolo possiamo solo presumere perché le mandorle abbiano un effetto antineoplastico a livello del colon, forse per il contenuto in Biotina o forse proprio per quella piccola quantità di sostanza tossica. Il fatto è che né Biotina , né Amigdalina isolate o sintetizzate hanno effetto terapeutico su questo tipo di tumore, mentre il frutto intero lo manifesta Più banalmente è importante ribadire come la mandorla abbia straordinarie proprietà nutritive. E’ assai ricca di grassi polinsaturi ed è quindi un ottimo completamento di diete vegetariane. L’apporto di Ferro e soprattutto di Fosforo è ottimale, questo spiega l’effetto tonico sul fisico e sulla mente. Forse è proprio il grande contenuto di Fosforo , elemento trofico  per il sistema nervoso ma anche protettivo per il fegato, che spiega perché un medico del tempo di Tiberio, come narra Plutarco, riuscisse sempre a vincere la sfida di bere vino in quantità, senza ubriacarsi, a patto di mangiare prima alcune mandorle. A  proposito dell’effetto di questo frutto sul sistema nervoso, mi sembra inoltre interessare riferire di una ricerca condotta su un gran numero di malati affetti da morbo di Parkinson. L’elemento che emergeva dall’analisi della loro dieta, era lo scarsissimo consumo di mandorle. Questo frutto apporta inoltre buone quantità di Magnesio, di Calcio, di Vitamina E ma anche di un aminoacido, l’Arginina, importante per la crescita staturale e strutturale oltre che per la buona salute dell’apparato cardiocircolatorio. Non solo una mela ma anche una mandorla al giorno toglie il medico di torno.

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