ARTICOLI CLINICI

Malattie Invernali

Con il termine “malattie invernali” si intendono le patologie da raffreddamento, anche se queste non sono di esclusiva pertinenza dell’inverno, in quanto anche gli acquazzoni e gli sbalzi di temperatura estivi, gli  ambienti con condizionatori d’aria possono provocare patologie da raffreddamento.
I tempi stagionali in cui ci si può “raffreddare” sono dunque molto vari, ma non va dimenticata la tendenza ad ammalarsi di queste forme che ogni persona può avere in modo diverso da altri. Benché questa “tendenza ad ammalarsi” sia a volte in effetti presente, va sfatato il mito del “soggetto fragile di gola o di polmoni” perché, salvo rare situazioni ereditarie dal punto di vista costituzionale, come una carenza immunologica congenita o acquisita, il bambino e l’adulto si trovano in queste condizioni per una serie di atteggiamenti scorretti dal punto di vista terapeutico e alimentare.

Affrontare l’inverno significa prendere in esame le molte forme  di prevenzione oggi disponibili, a volte valide alternative del vaccino antinfluezale in commercio ogni anno.

Come prima cosa è bene ricordare che i comportamenti alimentari corretti sono in grado di gettare le vere basi della difesa immunologia, grazie alla quale possiamo passare un autunno e un inverno sereni e in salute. Gran parte delle persone che si rivolgono al medico per problemi di raffreddamento ripetuto, hanno nella loro storia fatti di gastroenteriti infantili, oppure di parassiti intestinali, o di alcune intolleranza alimentari, o ancora dei fenomeni di costipazione intestinale notevoli.

Uno dei sintomi più frequenti di questa situazione è il classico catarrino fastidioso in gola che c’è sempre. Il trattamento di queste forme avviene attraverso l’identificazione delle intolleranza esistenti e l’impostazione di una dieta di rotazione, che consenta quindi al sistema immunitario della persona di tornare a valori di efficienza e di corretto funzionamento.

E’ fondamentale l’uso, anche continuativo per tutto il periodo invernale, dell’associazione tra vitamina C, almeno 500 mg al giorno e di vitamina P o bioflavonoidi, al medesimo dosaggio. Nei periodi di maggiore intensità di freddo, è utile associare anche la vitamina A ad almeno 5000 U.I. al giorno; più utile può rivelarsi l’utilizzo del suo precursore betacarotene, che non può arrivare a dare effetti da sovradosaggio

Un’altra possibilità terapeutica è l’uso della propoli, che va presa all’inizio di qualsiasi forma infettiva per stimolare le capacità difensive dell’organismo, e anche per la sua intrinseca azione antibiotica. Se ne prenderanno 20 gocce 2 o 3 volte al giorno dall’inizio alla fine della sintomatologia.

Il più importante elemento minerale per i casi acuti infettivi è il Rame. Questo oligoelemento è un potente stimolante delle difese individuali e in fase iniziale acuta accentua subito queste difese, stimolando per esempio l’eliminazione di catarro. In genere nei casi infettivi il Rame può essere associato a Manganese-Rame (1 dose al giorno per 7, 8 giorni), quando si è in presenza di infezioni batteriche, e a Rame-Oro- Argento (sempre 1 dose al giorno per 7, 8 giorni), quando si è in presenza di infezioni virali. Quest’ultimo oligoelemento svolge anche un’intensa azione di stimolo generale, e lo si può pertanto identificare come il ricostituente da convalescenza di qualsiasi malattia infettiva.

Le piante che per le loro caratteristiche possono migliorare le difese immunitarie, prevenire e contrastare i malesseri da raffreddamento sono:

  • Echinacea: immunostimolante generico ma con interessamento particolare delle vie respiratorie superiori,  è  rimedio specifico per chi è a rischio di bronchiti croniche.
  • Uncaria tormentosa: antivirale, antidolorifico, utilizzato anche per dolori di origine infiammatoria (artrite reumatoide).
  • Ribes nigrum: azione simil cortisonica, antiinfiammatoria a livello dell’apparato respiratorio, digestivo e urinario. Le gemme risultano, rispetto alle foglie e ai frutti, più ricche in vitamina C, antocianosidi, flavonoidi e amminoacidi, pertanto il gemmoderivato è utilmente impiegato nella prevenzione delle malattie infettive, nelle deficienze immunitarie e nelle convalescenze.
  • Rosa canina: i frutti naturalmente ricchi in vitamina C sono un valido aiuto nelle affezioni invernali a carico dell’apparato respiratorio.
  • Betula pubescens: sono le gemme maggiormente utilizzate nelle infezioni delle vie respiratorie per la loro attività immunostimolante.

E’ importante sottolineare che la febbre è solo un sintomo ed esprime la reazione di un individuo verso alcuni agenti che lo hanno aggredito. L’antibiotico è un’ottima arma, e in alcune rare occasioni può essere utilizzato efficacemente, ma va ricordato che esso agisce solo sui batteri e sulle patologie che derivano dalla loro azione (polmoniti, broncopolmoniti, tonsilliti batteriche), ma non agisce assolutamente sui virus, che sono invece la causa di più del 90% delle malattie invernali (raffreddori, tracheiti, laringiti, faringiti, eccetera, anche con febbre).

Follow Me!