ARTICOLI CLINICI

L’Omotossicologia nella salute del Fegato

Si tiene oggi a Milano alla presenza di oltre 300 medici “Epatos. Dalla medicina tradizionale alla Low Dose Medicine”, il XXIV Congresso Nazionale dell’Associazione Medica Italiana di Omotossicologia (AIOT). Dal 1989 le sedi congressuali sono due: Milano e Roma. Questo sodalizio medico, fondato dal dott. Ivo Bianchi con altri colleghi 26 anni fa, ha assunto un ruolo sempre più importante nel panorama italiano della Medicina Complementare. «Il mio impegno fin da subito è stato quello di creare una vera associazione medico scientifica. Per questo all’AIOT possono essere iscritti esclusivamente medici e veterinari e sono banditi quegli esoterismi e quelle affermazioni millantatorie che hanno spesso danneggiato l’immagine delle Medicine Complementari agli occhi della classe medica ufficiale e del pubblico. Si è partiti dal concetto ippocratico “primum non nocere” e sono state prese in considerazione tutte quelle metodiche terapeutiche prive di effetti collaterali. Questo è stato il momento di allontanamento dalla Medicina Convenzionale e di ricerca nell’ambito della Medicina Tradizionale. Il secondo e più difficile obiettivo che ci siamo posti è stato individuare terapie efficaci e provarne gli effetti in modo accettabile da parte di tutta la comunità medico scientifica. Questo è stato il momento di allontanamento dall’Esoterismo e di avvicinamento alla scienza intesa però alla maniera aristotelica».

Perché fate riferimento ad Aristotele?

«Aristotele distingue la scienza dall’esperienza affermando che l’esperienza si occupa del “che” e la scienza del “perché”. Entrambi gli elementi concorrono a formare i principi universali che possono essere individuati intuitivamente da una funzione della nostra mente, il “nous”, che permette di superare ogni problema metodologico-tecnico. Per Aristotele la scienza inizia quando finisce l’attività del “nous” e ha finalità dimostrativa dell’attività intuitiva della mente. La scienza per Aristotele si fonda su principi primi, indimostrabili e non derivabili da altro. Il nostro congresso si muove in questo stesso ambito».

Quali sono le note salienti del congresso?

«Nella prima parte si parlerà di esperienza della “nuova fisica dell’acqua”, una molecola comune, superficialmente ritenuta banale. Questa molecola, origine e mantenimento della vita, è estremamente duttile nel modo in cui può sviluppare l’energia necessaria alle cellule viventi e trasmettere e conservare le informazioni. Queste esperienze sono riferite da personaggi del mondo scientifico di fama indubitabile. La seconda parte del Congresso è dedicata all’esperienza e all’arte medica, con particolare riferimento a un organo chiave per la salute: il fegato».

Chi partecipa?

«Eminenti studiosi e ricercatori di fama mondiale, rappresentanti del mondo accademico e della ricerca in Omeopatia, Omotossicologia e Medicina Biologica. Il XXIV Congresso si prospetta come un evento di grande risonanza scientifica e mediatica destinato a lasciare profonda traccia nella storia ed evoluzione delle “Low Dose Medicines”. Per fare qualche esempio, il professor James Nagy, dell’Università di Atlanta, studioso delle terapie con Interferone e Ribavirina nell’ambito delle Epatiti virali, a Milano parlerà di una sua straordinaria esperienza clinica con l’impiego di quantità infinitesimali di Interferone. Ha ottenuto buoni risultati terapeutici, senza gli effetti collaterali e gli altissimi costi delle stesse sostanze usate in dosi elevate nella pratica medica corrente. I professori Valentina Smesnoi e Victor Pyntea, immunologi dell’Università di Bucarest, parleranno di alcune esperienze cliniche importanti, sempre nell’ambito della patologia virale epatica, avute nel loro Paese con alcune originali formule omeopatiche pensate e prodotte in Italia. Paradossalmente alcuni di questi prodotti farmaceutici italiani, di grande successo in tutto il mondo, per una “vacatio” legislativa non sono ancora disponibili in Italia. La speranza è che siano recepite le direttive europee sul farmaco omeopatico e sia liberalizzata l’immissione sul mercato di nuove associazioni terapeutiche omeopatiche».

Su che cosa verterà il suo intervento?

«Come Presidente AIOT e Direttore della Scuola Triennale di Omotossicologia, parlerò sulle possibilità offerte, nell’ambito di svariate patologie epatiche, dalle sostanze fitoterapiche, minerali o biochimiche, usate nelle piccole ma ponderali quantità tipiche dell’Omotossicologia. Alcuni schemi terapeutici, frutto della mia esperienza clinica in ambito epatologico, saranno discussi per dimostrare che molte delle acquisizioni farmacologiche del passato possono essere tuttora utili per affrontare le molteplici manifestazioni della patologia epatica. La Medicina Tradizionale può utilmente integrare l’approccio farmacologico convenzionale».

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