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L’Autismo

Definizione

Autismo è il termine che si riferisce ad una complessa alterazione dello sviluppo neuropsichico che interessa l’area della interazione sociale e della comunicazione verbale e non verbale. Si manifesta nei bambini prima dei 30 mesi di età, con picco attorno ai 18 mesi , con prevalenza per il sesso maschile. Talora i segni della malattia sono già osservabili nel primo anno di vita mentre in altri casi la malattia interrompe bruscamente uno sviluppo sino ad allora normale. Essa può accompagnarsi ad alterazioni della integrazione sensoriale benché i sensi non siano deficitari. Alcuni di questi bambini presentano quadri convulsivi che spesso non rispondono ai farmaci antiepilettici. Nella maggior parte dei bambini ammalati non è possibile rilevare patologia cromosomica, né alterazioni anatomiche specifiche a carico delle strutture cerebrali .
Le conoscenze attuali della comprensione della malattia indicano che l’autismo in realtà non è una malattia vera e propria ma piuttosto uno spettro di disordini, una gamma di situazioni patologiche.
Queste sono omogenee tra loro per la presenza di disturbo relazionale, uso anomalo del linguaggio e comportamenti ossessivi e compulsivi ma colpiscono ciascun soggetto con diversa penetranza e si esprimono perciò con gravità differente.
Infatti lo spettro dei disturbi autistici o sindromi autistiche comprende le forme più gravi, non verbali e con gravi disturbi funzionali gastrointestinali e neurologici, le forme meno gravi e perciò, a torto, considerate non autistiche e definite come disordine generalizzato dello sviluppo o disordine disintegrativo o pervasivo dello sviluppo (PDD), sino ai deficit di attenzione, con o senza iperattività (ADD, ADHD) ed alla sindrome di Asperger in cui il linguaggio è presente ed il livello di intelligenza elevato. In quest’ultimo caso il bambino o ragazzo viene considerato “ bizzarro “ o volontariamente asociale e spesso colpevolizzato.

ADHD             Sindrome di Asperger               PDD                         Autismo

Negli anni cinquanta l’autismo era condizione rara, prevalente in America, dove era stimata 1 o forse 2 casi ogni 10.000 nati, oggi questa patologia è esplosa, in forma quasi epidemica, in tutti i paesi del mondo.. Le famiglie dei bambini colpiti erano ancora, come e più di adesso, sole contro la malattia. Accadde che taluni genitori, osservassero peggioramenti dei figli legati al cibo e miglioramenti a seguito di eliminazione di alcuni alimenti, all’assunzione di farmaci antifungini e di vitamine ed integratori alimentari.
Dopo la pubblicazione del libro del professor Rimland che sosteneva l’origine organica e non psicologica della malattia, tanti genitori iniziarono a scrivere a Bernard Rimland le loro esperienze ed egli iniziò a raccogliere e studiare questa crescente massa di dati.
Nel 1965 Bernard Rimland, favorevolmente colpito dai risultati ottenuti da Ivar Lovaas con una metodica di insegnamento che verteva sulla spinta a di modificazione comportamentali ( quelle che ora chiamano A.B.A.), fondò Autism Society of America (ASA) allo scopo di fornire un forum informativo per i genitori con le proposte di cura che si andavano proponendo e definendo e sui risultati raggiunti.
Nel 1967 Rimland fondò l’istituto Autism Research Institute, ( A.R.I.) un centro finalizzato alla raccolta, valutazione e diffusione delle ricerche sull’autismo. La malattia era in aumento e non risparmiava i figli dei medici, dei farmacologi, dei fisiologi che finirono per ingrossare le fila dei ricercatori clinici.
Sulla spinta delle necessità specifiche laboratori di analisi misero a punto nuovi test diagnostici e promossero la ricerca; crebbero ditte farmaceutiche per la produzione delle sostanze terapeutiche e dei prodotti alimentari per i bambini autistici.
Lo studio intenso della letteratura scientifica, l’analisi delle centinaia di casi riportati dai genitori dei bambini autistici convinsero Rimland e i suoi colleghi che c’era molto che poteva essere fatto per aiutare subito molti bambini affetti.
Per accelerare la diffusione di queste informazioni A.R.I. convocò una prima Consensus Conference nel 1995, chiamata col nome di Defeat Autism Now ! ( DAN ! ) che significa “Sconfiggi l’Autismo Ora” per significare che l’autismo era da considerare curabile, subito.
Il successo fu tale che fu deciso di stilare un documento che raccogliesse l’intera gamma di terapie biomediche rivelate efficaci nei bambini autistici (Biomedical Assessment Options Manual). Da allora la DAN! Conference si riunisce regolarmente 4 volte all’anno radunando i medici clinici ed i ricercatori. I genitori sono attivamente coinvolti e 2 volte all’anno la conferenza si amplia con dei corsi di informazione per i genitori e di preparazione e perfezionamento per medici .La diffusione delle opzioni terapeutiche è diventata sempre più imponente grazie anche ad Internet . Io stesso nell’ormai lontano 2005 ho organizzato una importante conferenza su questa tematica a Verona.

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Vi è oggi grande consenso nel ritenere che nell’espressione della sindrome giochi un ruolo importante la combinazione di fattori genetici ed ambientali. In altre parole bambini nati sani ma predisposti possono diventare autistici per effetto di uno o più fattori ambientali che agiscono da stressori. Nessuno studio ha definitivamente individuato una specifica tossina ambientale colpevole, piuttosto sembra siano necessarie la concomitanza di più tossine e differenti meccanismi. I modelli interpretativi attualmente formulabili sono :

  • Contaminazione da metalli pesanti, in particolare Mercurio e Piombo
  • Vaccinazioni
  • Auto immunità e allergia
  • Virus
  • Intolleranza a glutine, casein e lieviti
  • Disfunzione della metallotioneina

Alterazioni biochimiche caratteristiche delle popolazione dei bambini autistici, sono in particolare :

  • bassi livello di vitamina B 6 e scarso legame della stessa con il magnesio
  • Bassi livelli endocellulari di zinco

Le sindromi autistiche devono essere considerate come una malattia multisistemica. Le alterazioni biochimiche che ne stanno alla base sono così complesse che è impensabile trovare un solo rimedio che da solo possa risolverle.
Inoltre anche se i bambini affetti presentano sintomi comuni e medesime alterazioni biochimiche, non esiste una cura identica per tutti, ogni situazione deve essere considerata come unica e i rimedi prescritti davvero personalizzati.

La maggior parte degli interventi terapeutici efficaci non derivano da ipotesi di lavoro formulate in asettici istituti di ricerca farmacologia bensì dalle case dei bambini ammalati, dove genitori coraggiosi, intelligenti e intuitivi hanno provato a curare i tanti disturbi dei loro sfortunati figlioli con quello che potevano gestire da soli,senza la necessità della ricetta del medico: gli alimenti, le sostanze naturali, le vitamine, la nistatina, i probiotici.

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Terapia Integrativa

  • Vitamina B6 e Magnesio

Diversi studi hanno riportato effetti positivi con l’uso del Magnesio e della vitamina B6 nei pazienti autistici. In particolare è stato dimostrato che l’associazione vitamina B6 e magnesio migliora i disordini neuro-comportamentali nell’autismo grazie alle modificazioni dei valori di Magnesio intraeritrocitario. E’ consigliabile assumere un dosaggio di vitamina B6 (piridossal 5 fosfato) di 50 mg/die se il paziente ha età inferiore ai 5 anni e di 50-100 mg/die sopra i 5 anni e un dosaggio di magnesio bisglicinato di 200-400 mg/die.

  • Vitamina D

L’autismo è risultato associato ad una deficienza di vitamina D. In patologie così gravi dovrebbe essere sufficiente mantenere livelli di 25(OH)D nel range 55-70 ng per ml. In questi pazienti la vitamina D non dovrebbe essere integrata in modo più aggressivo del necessario mentre dovrebbero essere svolti monitoraggi frequenti dei valori di 25(OH)D e del calcio nel siero. Si consiglia l’integrazione di 7,5-15 mcg di Vitamina D. E’ utile l’integrazione con Calcio (1000 mg/die) e Vitamina D (15 mcg /die) insieme.

  • Zinco picolinato 20-50 mg /die

Nei pazienti autistici i livelli di zinco sono bassi. Uno studio condotto su 11 bambini cinesi autistici (età 2-9 anni) nel 2010 ha confrontato l’alimentazione per 3 giorni di questi bambini con i fabbisogni dietetici standard (DRI) previsti in Cina. Lo zinco, il calcio, la vitamina A, B6 e C e l’acido folico non hanno soddisfatto i livelli DRI rivelando la grave carenza di vitamine e nutrienti nei pazienti autistici. Pertanto può essere utile integrare lo zinco, in particolare nella forma picolinato che viene assorbita maggiormente e a dosaggi di 20-50 mg/die.

  • Calcio

L’ATP13A4 è un membro della famiglia delle ATPasi tipo V coinvolta nella regolazione del calcio e la sua espressione è regolata gradualmente. Studi clinici suggeriscono che l’ATP13A4 possa giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo del sistema nervoso e il suo danneggiamento possa contribuire ai sintomi associati all’autismo. In questa patologia ci sarebbe quindi un difetto nella regolazione del calcio. Si consiglia un’assunzione di calcio di almeno 1 g/die diviso in più dosi e somministrato separatamente dallo zinco. E’ utile invece l’associazione con Vitamina D.

  • Vita A 2500-5000 UI

I bambini autistici spesso hanno diete restrittive che possono portare ad una carenza di vitamina A e questo comporta perdita di vista che può anche diventare permanente. Pertanto è opportuno monitorare periodicamente i livelli vitaminici nell’autistico ed eventualmente integrare la vitamina A. Si suggerisce di non utilizzare betacarotene che non viene convertito a forma attiva nei bambini ma semmai olio di fegato di merluzzo in perle, sottoposto ad trattamento che ne elimini il mercurio.

  • Vitamina C 1000 mg/die in più somministrazioni

Alcuni studi hanno dimostrato una maggiore vulnerabilità del paziente autistico nei confronti dello stress ossidativo. La difesa endogena antiossidante è insufficiente a suggerimento che l’antiossidante esogeno possa giocare un ruolo cruciale per la prevenzione dello stress ossidativo nell’autismo. Il cervello e il sistema digerente (entrambi anormali nell’autistico), sono particolarmente sensibili allo stress ossidativo. Studi in doppio cieco, controllati con placebo, hanno dimostrato che antiossidanti potenti come la vitamina C migliorano significativamente la salute del paziente autistico. I benefici dovuti a questa integrazione e ad altri interventi nutrizionali potrebbe essere dovuta ad una riduzione dello stress ossidativo.

  • Acidi grassi essenziali omega 3, 750 – 1200 mg ; EPA,750 mg, DHA 250 – 500 e GLA 50 – 100 mg / die

Gli omega-3 sembrano essere di beneficio nel mitigare alcuni sintomi dell’autismo. Gli omega-3 presentano un’azione protettiva sulle membrane cellulari. L’utilizzo di integratori contenenti acidi grassi Omega-3 può aiutare i bambini depressi o con difficoltà di apprendimento, problemi comportamentali o con disturbi di iperattività e deficit di attenzione. In uno studio in particolare i ricercatori hanno preso in esame 28 bambini depressi, di età compresa fra 6 e 12 anni, somministrando sia Omega-3 che placebo per un mese. Venti bambini hanno portato a termine lo studio. L’integrazione con Omega-3 comprendeva una combinazione di acido eicosapentenoico (EPA) e docoesaenoico (DHA). Sono stati misurati i livelli di depressione all’inizio del test e dopo 2-4-6-8-12 e 16 settimane. Si sono utilizzate tre diverse scale di valori per quantificare il livello della depressione: CDRS- CDI-CGI. Alla fine dello studio i ricercatori hanno trovato che sette bambini su dieci nel gruppo Omega-3 hanno ottenuto un livello di riduzione della depressione del 50% o più, nessuno nel gruppo di controllo con placebo.
Il meccanismo d’azione dell’integrazione sulle funzioni cognitive sembra essere specifico al tipo di acido grasso DHA che si ritiene possa favorire la trasmissione degli impulsi elettrici nel cervello.
Si suppone che l’EPA favorisca l’aumento del flusso del sangue nell’organismo e che influisca anche sugli ormoni e sul sistema immunitario, i quali hanno un effetto diretto sulle funzioni cerebrali

  • Trimetilglicina

Sono riportati vari casi clinici, pur in forma aneddotica, di miglioramento di molti sintomi, in soggetti autistici, utilizzando la Trimetilglicina, di cui è precursore la Dimetilglicina. La base teorica della somministrazione di questa sostanza è che si vanno a stimolare i processi di metilazione, meccanismo biochimico essenziale ai fini della ossigenazione tissutale, deficitario appunto nei pazienti autistici.

  • Tirosina 500-1500mg

L’aminoacido tirosina, in quanto precursore diretto della Dopamina, neurotrasmettitore ad effetto stabilizzante sulla cellula nervosa, è indicata nell’autismo.

  • GUNA Awareness

Un prodotto di mia formulazione, pur non disponibile in Italia, reperibile tuttavia attraverso la Farmacia Vaticana, ha avuto grande successo in tutto il mondo nel trattamento di questa condizione morbosa. Il composto omeopatico GUNA Awareness è una complessa formulazione nella quale troviamo quantità piccole ma fisiologiche di ormoni (Melatonina, Ossitocina, TRH), fattori di crescita neuronale ( NT3, NT4, BDNF ), oligoelementi (Vanadio, Zinco, Cromo, Calcio, Molibdeno ), vitamine ( ac. folico, vit. B12 ), organoterapici (Lobo Frontale, Lobo Temporale ), molecole specifiche (Trimetilglicina, Ubichinone ) e vari rimedi omeopatici tutti in bassa diluizione e specifici per il loro tropismo neuropsichico ( Rana bufo, Zincum metallicum, Lachesis, Silicea, Cicuta virosa, Aurum metallicum, Cupru metallicum).

La sinergia di tutti questi componenti ha realizzato un mirabile effetto Burgi che ha determinato un vero e proprio sblocco nel comportamento e nel linguaggio di molti bambini autistici, in diverse parti del mondo. Questo prodotto, per nulla pubblicizzato, a distanza di anni, tuttora riscuote un lusinghiero successo per i risultati che ottiene, per la semplicità della somministrazione in gocce e per il costo molto contenuto. La posologia è di 15 gocce sublinguali prima dei 3 pasti.

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Ivo Bianchi

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