ARTICOLI CLINICI

La Micoterapia: nuova frontiera dell’immunonutrizione

In questi ultimi anni è emerso un certo interesse per il mondo dei funghi, da sempre considerati pregiati alimenti, ma ora anche cibo dalle utili proprietà  medicinali.
E questo in realtà era già noto anticamente da popolazioni come i Maya, che utilizzavano funghi per scopo sciamanico e divinatorio e da sempre in Oriente, dove i funghi sono usati non solo nella dieta, ma anche nella pratica terapeutica quotidiana.
La tradizione medica occidentale ha lasciato sempre poco spazio allo studio dei funghi per  la loro velenosità, il loro misterioso ed improvviso apparire e sparire nei boschi ed invero sono esseri particolari, tanto da essere stato loro assegnato un regno vivente a parte.
I funghi si pongono biologicamente tra le piante e gli animali, avvicinandosi anche da un punto di vista evolutivo più a questi ultimi, infatti: mancano di clorofilla, sono eterotrofi e quindi incapaci di sintetizzare autonomamente il proprio nutrimento che si procurano invece per assorbimento; la parete cellulare è composta, non di cellulosa, ma di chitina, sostanza presente anche nell’esoscheletro di crostacei,  insetti, ragni; contengono glicogeno, non amido, molecola di riserva degli animali.

Il regno dei funghi comprende un’enormità di specie dall’altissimo potenziale d’azione: lieviti, muffe, microscopici patogeni, da cui poi si sono ricavati anche antibiotici e poi funghi superiori provvisti di corpo fruttifero che vengono utilizzati oggi in micoterapia.
I funghi sono composti per una buona percentuale di proteine, di pochissimi lipidi e scarsi carboidrati, molte sono le fibre presenti che sappiamo agevolare la motilità intestinale. Per il loro basso contenuto calorico, i funghi sono consigliati nella sindrome metabolica che comprende patologie come l’obesità, il diabete, l’ipertensione. Sono poi in essi contenuti molti minerali: fosforo, magnesio  potassio, germanio, selenio, vanadio; vitamine: B1, B2, B3, biotina, colina,  vitamina C e precursori di vitamina A e D. In particolare i funghi contengono potentissimi enzimi, principalmente nel micelio. Si pensi a quali substrati riescono a digerire: legno, materiale organico come insetti. Questi enzimi svolgono un’importante azione contro lo stress ossidativo, diminuendo la per ossidazione lipidica tramite l’apporto di SOD (maggiormente contenuto nello Shiitake nel Coriolus) e di inibizione sulla crescita tumorale, stimolando il sistema immunitario tramite la laccasi (maggiormente presente nel Reishi). Ma i funghi soprattutto contengono specifiche sostanze bioattive che sono responsabili di ciò per cui oggi ci si interessa a questi organismi, cioè la loro  azione immunostimolante. Queste molecole sono i polisaccaridi, metaboliti primari del fungo, quindi indispensabili alla sua sopravvivenza e crescita, che si trovano in tutti i funghi, in particolare a livello del corpo fruttifero. I b-glucani che compongono la parete cellulare dei funghi, sono polisaccaridi, molecole a lunga catena costituite da strutture ripetitive, polimeri di residui monosaccaridici, uniti da legami glucosidici. La variabilità strutturale dei polisaccaridi è elevatissima, sia per le possibilità combinatorie di formare composti complessi che per le capacità di ramificazione e gli effetti immunostimolanti di queste molecole dipendono proprio da queste due variabili.

I polisaccaridi sono molecole ad alto peso molecolare e a lunga catena e non riescono ad essere scisse, ciò comporta  una reazione immunitaria sia da parte della prima linea difensiva innata dell’organismo, con attivazione di macrofagi, natural killer e rilascio di TNF, IL12 e conseguente INFg, sia della seconda linea immunitaria specifica-adattiva con attivazione dei linfociti T (CD8+ e CD4+). La somministrazione dei funghi comporta un innalzamento del piatto TH1 della bilancia immunologica, con conseguente shift TH2-TH1, che  attraverso il rilascio di IL2 e produzione di INFg, risponde all’assedio di virus, batteri intracellulari e cellule neoplastiche. L’efficacia antitumorale del fungo è dovuta proprio alla sua capacità di attivazione della risposta immunitaria dell’organismo, piuttosto che ad un’azione citotossica diretta.

E’ indispensabile utilizzare funghi provenienti da coltivazioni biologiche; il fungo assorbe dal substrato nutrimento, minerali, vitamine, ma anche metalli tossici come piombo, cadmio e mercurio. Si scelgano preparati, visto i costi in genere non irrisori, che permettono di sfruttare tutti i principi del fungo in sinergia. E’ meglio quindi che nella formulazione sia compreso sia l’estratto secco del fungo, perchè è solo attraverso l’estrazione acquosa che si possono isolare le sostanze idrosolubili, in particolare i potentissimi b-glucani, che la polvere di fungo intero in cui sono conservati le componenti liposolubili, ergosterolo, terpeni, fitosteroli. Non sono descritti effetti secondari importanti in seguito all’utilizzo dei funghi, è certo che essi esercitano un’azione detossificante e quindi si possono manifestare sintomi, all’inizio della terapia, come eruzioni cutanee, emicranie, vertigini, diarrea o nausea, ricollegabili  a quest’azione di depurazione.
L’azione terapeutica di molti funghi, come ad esempio l’ABM, è stata scoperta osservando come le popolazioni locali, che ne facevano uso quotidianamente nella dieta, come contorno ai cibi, fossero particolarmente longeve, sane e indifferenti a patologie immunitarie. Il consumo alimentare di funghi ha un effetto di prevenzione su svariate ed assai diffuse malattie: diabete, ipercolesterolemia, aterosclerosi, ipertensione, predisposizioni ad alcuni tipi di tumore.

I principali campi d’impiego di supplementi alimentari a base di funghi medicinali sono le patologie metaboliche, infettive, neoplastiche e degenerative.
L’Agaricus Blazei Murrill contiene una concentrazione molto più alta, rispetto gli altri funghi, di b-glucani, per questo è molto indicato in ambito oncologico.
Nella terapia antitumorale il fungo indispensabile è poi il Maitake, i cui polissacaridi sono molto biodisponibili e attivano celermente le difese. E’ indicato come antimetastatico, da associarsi anche a chemioterapia e in funzione preventiva, si utilizza giornalmente per lunghi periodi. Lo Shiitake, molto poco assorbibile, si assume in caso di deficit immunologico, ma è indicato in particolare se il paziente presenta anche un quadro di sindrome metabolica. In caso di patologie virali, che silenti possono negli anni evolvere in forme tumorali, si consiglierà il fungo Coriolus, da cui sono state isolate comunque due polisaccaridi potenti in linee tumorali ormono dipendenti. Infine i due funghi dell’immunodeficienza, dell’astenia, della convalescenza, dell’esaurimento, antiaging e indispensabili nella prescrizione dello sportivo così come dell’anziano sono: il Cordyceps, tonico e restauratore dell’energia vitale, e il Reishi fungo adattogeno chiamato “fungo dell’immortalità” che ossigena, rigenera e svolge un’azione antinfiammatoria generale.

I funghi rappresentano un insostituibile “cibo curativo” da introdurre nella dieta per prevenire predisposizioni patologiche costituzionali o in terapia, se si è già in fase di malattia, così come viene insegnato da millenni dalla medicina orientale.

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