ALIMENTAZIONE E BENESSERE ARTICOLI

La dieta vegetariana, il cancro e il professor Veronesi

Nelle settimane passate ci sono state numerose occasioni in cui il professor Umberto Veronesi ribadito l’idea della presunta superiorità del vegetarianesimo rispetto a altri regimi alimentari. Questo è avvenuto in contemporanea al lancio del suo ultimo libro, che ha trovato ampi spazi di diffusione su gran parte della stampa (“Verso la scelta vegetariana”, edizioni Giunti, scritto con Mario Pappagallo, giornalista del Corriere della Sera). Ci fa sicuramente piacere che uno dei decani della medicina italiana (già oltre gli 86 anni) si esprima seguendo liberamente la sua linea personale di pensiero. Se non ce lo si può permettere alla sua età, quando lo si può fare?
Siamo perfettamente d’accordo con la scelta di rifiuto della carne rossa: il suo uso è antiecologico e può portare ad una serie di problemi degenerativi importanti. Chiunque abbia un motivo etico per eliminare la carne rossa dalla propria alimentazione troverà la nostra approvazione. Eppure ci nasce qualche severa perplessità, dal momento che il professore si esprime anche in qualità di immagine di riferimento dell’oncologia italiana. L’eliminazione della carne, in genere, rende meno facile ilcontrollo dell’insulina nell’organismo. L’eccesso di latticini nell’alimentazione comporta un documentato aumento del rischio di sviluppo di cancri ormonali (primo tra tutti quello del seno, di cui il nostro autore dovrebbe essere molto esperto) e la scelta di effettuare un solo pasto al giorno – alla sera, nel momento di massima increzione insulinica – può appunto peggiorare la gestione della sensibilità insulinica.

Alla luce di ciò, dobbiamo capire il significato delle comunicazioni fatte dalla UICC (Unione Internazionale Contro il Cancro), dalla AICR (American Institute of Cancer Research) e dalla WCRF(World Cancer Research Fund) relativamente all’insulinoresistenza. Le tre istituzioni appena citate (vero centro statistico ed epidemiologico sulla relazione tra alimentazione e cancro) segnalano che mantenere una corretta gestione della sensibilità insulinica è importante per prevenire e anche percurare le forme tumorali. Il professor Veronesi segnala come sane abitudini che, invece, i massimi organi oncologici mondiali stanno scoprendo determinanti per favorire lo sviluppo tumorale anziché controllarlo.

Vladimiro Colombi

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