ARTICOLI CLINICI

Infezioni da Candida e metalli pesanti

Le micosi, in particolare quelle da Candida Albicans, sono emerse negli ultimi decenni come un rilevante problema sanitario di cui soffrono sempre più spesso adulti e bambini, in particolare, nei paesi industrializzati.
I lieviti da Candida fanno parte della normale flora microbica del tratto gastrointestinale, del cavo orale, dell’apparato urogenitale e della cute ma condizioni di disbiosi intestinale (alterazione della flora batterica) e di difese immunitarie deficitarie possono permettere a questi funghi di proliferare in modo patologico.
Tra le cause maggiormente conosciute della crescita anomala di Candida ci sono: i ripetuti trattamenti antibiotici e/o cortisonici, le terapie immunosoppressive, le diete squilibrate eccessivamente ricche di zuccheri raffinati, il diabete, l’uso della pillola anticoncezionale, ecc.
Poche persone sanno invece che l’intossicazione da metalli pesanti, derivanti dalle otturazioni dentali in amalgama e da altre possibili fonti, oltre ad essere una condizione molto diffusa, rappresenta una delle cause più frequenti di candidosi ricorrenti o croniche.
I funghi e i lieviti sono noti, infatti, per la loro capacità di legare metalli pesanti: per questo motivo vengono impiegati, sia a livello industriale che nelle miniere per legare argento, oro e altri metalli ed ottenere una buona estrazione.

Il Dott. Dietrich Klinghardt, esperto mondiale di intossicazioni da metalli pesanti e chelazione, afferma che: “il corpo è in grado di usare il lievito per combinare i metalli pesanti e renderli inattivi.
L’organismo preferisce la Candida ai metalli pesanti.”

Il Dott. Robert B. Johnson, che ha ripreso ed ampliato gli studi di Klinghardt aggiunge: “Molte volte, quando i metalli pesanti vengono rimossi e chelati dal corpo, il lievito si riduce notevolmente.
Alti livelli di lievito inducono meno danni alla salute rispetto ai metalli pesanti, per questo si ritiene che il corpo produca lieviti per proteggersi dalle tossine pericolose.”

Da quanto sopra, si evince che l’infezione da Candida è sintomo di un altro problema:
l’indebolimento del sistema immunitario. Per attuare un trattamento realmente efficace contro la Candida è necessario, anzitutto, identificare e rimuovere l’agente o gli agenti che hanno causato tale indebolimento progressivo, fattore che ha permesso alla Candida di proliferare in modo anomalo.
Come già detto, i metalli pesanti sono certamente i primi responsabili di una situazione di immunodepressione, cioè una minore capacità di difesa dei linfociti e macrofagi.
I trattamenti anti-candida suggeriti dalla medicina convenzionale si basano sull’uso di antimicotici e di antibiotici, i quali possono aggravare la situazione, poiché distruggono la flora batterica intestinale, esaurendo ulteriormente il sistema immunitario, senza peraltro andare all’origine del problema.
Un trattamento anticandida coerente e realmente efficace deve prendere in considerazione le cause della micosi oltreché i suoi effetti e per far ciò è necessario contemplare più aspetti: la detossificazione connettivale, la chelazione ed il drenaggio emuntoriale delle tossine, tra cui i metalli pesanti e la Candida.
Ovviamente sto parlando sempre ed esclusivamente di specifiche sostanze omeopatizzate, che per loro natura, hanno il potere di penetrare all’interno della membrana cellulare senza intasare ulteriormente gli organi emuntori (gli organi emuntori sono quelli che depurano l’organismo dagli scarti = fegato, reni, sistema linfatico, pelle, polmoni ed altri).
La detossificazione connettivale dà luogo ad una mobilizzazione massiccia delle tossine accumulate nei tessuti. Tra le tossine mobilizzate ci saranno, quantità più o meno importanti di metalli pesanti che devo essere tempestivamente chelate, ovvero, catturate da specifiche sostanze (dette chelanti) e rese inattive, altrimenti lungo il percorso di uscita potrebbero ridistribuirsi nei tessuti. Anche la Candida va mobilizzata per poi essere espulsa. Infine, con il drenaggio emuntoriale si provvederà a sbloccare o semplicemente a stimolare le vie di eliminazione dell’organismo: qualcosa di simile “all’apertura di un rubinetto”.

Dott. Vincenzo Matera
www.dottmatera.com

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