ARTICOLI CLINICI

I rimedi che alleviano i sintomi della chemioterapia

Propoli e vitamina C per aumentare la Fertilità

Uno dei problemi più gravi che minaccia la struttura e la sopravvivenza stessa della nostra società occidentale è la crescente incidenza di sterilità di coppia. Il problema è ormai talmente diffuso che ha generato un fiorente giro d’affari fatto di ripetute massicce e non innocue stimolazioni ormonali, di fecondazioni assistite e di impianti embrionali, effettuati in Italia ed all’estero. Ma è proprio solo questa la strada, non esistono rimedi naturali per circoscrivere il problema e per limitare cure drastiche e costose solo a pochi casi ? Nell’articolo di oggi focalizzerò l’attenzione sulla sterilità femminile cercando di capire come si possa incidere, con la medicina naturale, sulle cause non prettamente ormonali o di pertinenza chirurgica. Innanzitutto deve essere valutato lo stile di vita delle donne occidentali, perché questo problema affligge specificatamente questa popolazione. Incominciamo col ricordare che tutta una serie di studi hanno evidenziato che il consumo di più di due caffè al giorno è associato ad un netto (+50%) incremento di sterilità, dovuto a problemi tubarici o endometriosi. Il problema può non essere direttamente correlato alla caffeina, bensì all’acido tannico contenuto in tutti i tipi di caffè, anche in quello decaffeinato, oltre che nel tè nero. L’alcool ed il fumo potenziano gli effetti negativi del caffè sul concepimento e predispongono all’aborto spontaneo. Il primo fattore di cui dovrebbe tener conto una donna, desiderando la realizzazione della propria femminilità con una gravidanza, è lo stile di vita. Come ci si addestra prima di intraprendere un viaggio, un esame o una gara sportiva, a maggior ragione ci si deve preparare, talora con qualche rinuncia, alla missione più importante e fruttifera, che è quella di generare una vita che può essere il senso di un’esistenza. Il propoli è un grande rimedio della medicina naturale, le api lo usano per difendere la loro casa da batteri e parassiti. Secondo recenti ricerche il consumo di 500mg di propoli 2 volte al giorno, per un periodo di circa 6 mesi, ha portato ad un incremento del 60% della fertilità, in un gruppo di donne sterili con una lieve forma di endometriosi. Soprattutto nelle donne oltre i 35 anni, è frequente la sterilità legata ad un deficit anche lieve dell’ormone della seconda parte del ciclo mestruale, il Progesterone. La supplementazione giornaliera con almeno 750mg di vitamina C , per qualche mese, corregge questo frequente deficit ormonale. Nel gruppo di età sopra i 35 anni è inoltre sempre utile somministrare vitamina E ( 200 U.I. al giorno ) per arginare lo stress ossidativo tissutale associato all’età. Se invece il problema è negli ormoni tipici della prima fase del ciclo, gli Estrogeni, sarà utile integrare con un aminoacido, il PABA, in ragione di 100mg 4 volte al giorno. In molte donne con ripetuti falliti tentativi di fecondazione artificiale alle spalle, ha giovato la somministrazione di un altro aminoacido, l’L-Arginina, in ragione di 16mg al giorno. Talora carenze di ferro anche lievi, spesso dovute ad un flusso mestruale piuttosto abbondante, possono essere causa di sterilità, ed i livelli di tale elemento devono essere quindi attentamente monitorati. Lo stress, le tensioni lavorative ed affettive, inducono facilmente nella donna di oggi l’aumento di un ormone, la Prolattina, che particolarmente se associato ad un deficit di Progesterone, rende quasi impossibile la gravidanza. Una pianta mediterranea, simile alla Verbena, l’Agnocasto, era già usata ai tempi di Ippocrate, per varie problematiche ginecologiche. Ancora una volta, dopo oltre 2000 anni ci troviamo a dover riscoprire, ciò che gli antichi già sapevano. Trenta gocce mattino e sera dell’estratto fluido di questa pianta, stimolano l’ipofisi a produrre un ormone, l’LH, che è di grande utilità non solo per l’infertilità da deficit di Progesterone ma anche per la fastidiosa sindrome premestruale che affligge moltissima parte del sesso femminile. La ricerca moderna, ma anche la tradizione antica possono quindi essere complementari nel contrastare uno dei più gravi problemi indotti nell’essere umano da un progresso troppo rapido ed accelerato.

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