ALIMENTAZIONE E BENESSERE ARTICOLI

I pericoli nascosti dei Cibi Industriali – 2° Parte

Elaine Hollingswort
Coloranti chimici: trappole per gli incauti
Probabilmente gli additivi più pericolosi e mono necessari sono i coloranti. Perlomeno i conservanti, per quanto siano nocivi, servono a uno scopo. L’unico vantaggio dei coloranti è che così il produttore riesce a mascherare dei cibi mezzi putrefatti e ben poco naturali convincendo la gente a comprarli, pensando che siano freschi e  nutrienti. I coloranti sono una trappola per gli incauti, in particolare i bambini, che sono attratti dai colori brillanti e vivaci.
I coloranti alimentari naturali sono usati raramente, perchè costano molto di più di quelli chimici, spesso derivati dal catrame di carbon fossile, notoriamente cancerogeno. La tartrazina è solo uno fra tanti esempi. Viene usata per colorare il cibo di giallo, arancione e verde, e si trova nelle bibite, nelle marmellate, nelle creme, nelle guarnizioni, nelle bevande a base di latte e in molti prodotti da forno.
Circa il 10% del pubblico è intollerante o allergico alla tartrazina, e nessuno ne conosce gli effetti a lungo termine su persone  che non presentano sintomi visibili immediati.
E’ uno dei coloranti azoici, tutti legati al cancro del tratto intestinale. Dà luogo anche ad altri sintomi, come problemi cutanei e respiratori, e inoltre molti la considerano tossica per il sistema nervoso centrale. Questo e altri coloranti sintetici avrebbero dovuto essere vietati fin dall’inizio.
La prossima volta che andate al supermercato, date un’occhiata ai colluttori antiplacca. Eccoli là, tutti in fila nel loro arcobaleno sintetico: rosa shocking, arancione brillante, verde smeraldo, azzurro mare e rosso scarlatto. Ammiccano per essere invitati a entrare nella vostra bocca per sciacquare le vostre delicate membrane assorbenti e lasciarvi avvelenare.
I consumatori accorti riescono a evitare la maggior parte degli additivi alimentari, ma uno difficile da scoprire è lo zolfo. Da anni si usa per evitare che la frutta secca diventi marrone. Se la frutta ha un aspetto morbido e il colore è brillante, contiene zolfo. Non sarà altrettanto tenera, ma se vi abituerete a consumare frutta secca senza zolfo la troverete gradevole, e il piacere sarà prolungato dalla masticazione più lunga. Sarà più sana se la farete rinvenire in acqua prima del consumo, ripristinando l’umidità e la morbidezza. In genere nei negozi di alimenti naturali si trova frutta secca senza zolfo, ma è bene essere sempre sospettosi e controllare prima dell’acquisto. Quelli che vengono chiamati “solfiti” sono una minaccia molto più ardua da scovare. Alcuni ristoranti li spruzzano sugli ortaggi dell’insalata per mantenerne l’aspetto  fresco, come anche su frutti di mare e patate fritte. Alcuni soggetti hanno reazione come diarrea, attacchi acuti d’asma, nausea, perdita di coscienza e perfino shock anafilattico.

Leggi blande, veleni ovunque
Negli Stati Uniti ci sono decessi a sufficienza perchè venissero introdotte delle leggi a tutela del pubblico. Sfortunatamente, sono leggi senza mordente. Anzichè eliminare i solfiti, oggi i ristoranti hanno semplicemente l’obbligo di specificare che vengono utilizzati. Gli alimenti in scatola sono spaventosamente pieni di sostanze tossiche, sali e non- nutrienti.
La maggior parte delle vitamine e dei minerali si perde durante la lavorazione, così come tutti i preziosi enzimi senza i quali il corpo non riesce a funzionare in modo efficiente. Le lattine stesse pongono un problema grave per via della sostanze che disperdono nell’alimento. Ciò diventa particolarmente pericoloso nel caso di agrumi in scatola, frutti di bosco o altri cibi acidi. In alcuni esperimenti è stata dimostrata una contaminazione dei contenuti  pari a 150 parti per milione. Inoltre, è risaputo che i soggetti con ipersensibilità vanno incontro a crisi violente se esposti al rivestimento bruno-dorato utilizzato per evitare che il metallo alteri il colore del cibo. Per chiudere le lattine si utilizza il piombo, e anche questo finisce nel cibo. Chi conserva il cibo in scatola nel frigorifero è a caccia di problemi, dato che la contaminazione aumenta enormemente  da un giorno all’altro. Accadde un incidente di questo genere a una famiglia di Los Angeles che aveva portato delle graziose stoviglie da un viaggio in Messico, fra cui una caraffa in cui era stato conservato del succo d’arancia in frigorifero per vari giorni. Uno dei figli morì e gli altri membri della famiglia si ammalarono gravemente  prima che ci si rendesse conto che il piombo della caraffa era finito nel succo d’arancia. Il pericolo delle lattine non è altrettanto drammatico, naturalmente. Se lo fosse, il cibo in scatola sarebbe bandito dal mercato e le persone sarebbero  molto più sane. Tuttavia il principio è identico, e i pericoli sono lenti e cumulativi. Le industrie alimentari fanno cose disgustose. Per facilitare la sbucciatura, c’è chi riduce in poltiglia le bucce di frutta e verdura usando soluzione caustiche come la soda. Per evitare la perdita di clorofilla si usa il carbonato di magnesio o la magnesia, sia che abbiate bisogno di un lassativo o meno. Nella preparazione possono essere usati agenti rassodanti come calcio monofosfato, cloruro di calcio e citrato.
Dato che il cibo in scatola sarebbe grigio o poco allettante senza un ritocco estetico, vi si aggiungono comunemente soda o cloruro di stagno. La maggior parte di queste sgradevoli sostanze non viene elencata in etichetta, ma potete stare certi che ci sono lo stesso. I produttori sostengono che queste sostanze si “dissipano”, ma visti i loro precedenti quanto a sincerità e premura per il prossimo, non ne siamo convinti.

Pane bianco: l’unico motivo è il profitto
C’è un vecchio proverbio che dice “Più il pane è bianco, più la vita è corta”, eppure i fornai continuano a produrre un pane asfittico, pericoloso, di un bianco cadaverico, e la gente continua a ingurgitarlo e a darlo ai propri figli inconsapevoli. Probabilmente vostra madre ve lo dava, spesso spalmato di burro e marmellata, ed era un premio, una parte della vostra crescita. Come tante cose della vostra infanzia, è difficile associarlo ad un veleno. Eppure è veleno, ed è impossibile conquistare o mantenere una salute ottimale consumando questa roba.
Per 30 anni, la farina è stata sbiancata con tricloroammina,  tossica per il sistema nervoso centrale. Ora viene sbiancata con ammoniaca, alluminio, gesso e diossido di cloro, tutte sostanze pericolose, a dispetto delle garanzie di sicurezza da parte dei produttori. Molti scienziati condannano questa pratica, e negli esperimenti sui topi è stato dimostrato che mangiare farina trattata con diossido di cloro provoca ritardi nella crescita. La motivazione è il profitto: la decolorazione permette  di usare farine di pessima qualità e di prolungare la conservazione del prodotto. I produttori non si preoccupano del fatto che togliendo alla farina il colore se ne elimini anche il nutrimento.
Escludendo il processo di decolorazione, tutti i pericoli che si annidano nella farina bianca riguardano anche il frumento integrale. Dunque, non ci si può congratulare nemmeno con chi serve sistematicamente alla famiglia il pane scuro, a meno che non si macini personalmente la farina usando cereali biodinamici (per evitare la farina bromurata) e faccia il pane in casa, oppure usi un essicatore per alimenti per trattare i chicchi di cereali (che mantengono i principi nutritivi se la temperatura non supera i 40°C). Se preferite il pane tradizionale, panificare in casa può essere un’opportunità per riportare un pò di antico calore nella vita familiare e coinvolgere i bambini tenendoli per un pò lontani dalla televisione e dalla strada. Ma anche il pane migliore contiene glutine, che fa male alla salute.
Se vi state lamentando di quanto tempo ci vuole per panificare, ricordate che i chicchi di frumento sono trattati con veleni al mercurio, e nei magazzini vi si spruzza  sopra del gas cianogeno. Poi, i fornai saturano l’impasto con propionati di sodio o calcio, che distruggono l’enzima che permette al nostro corpo di assimilare il calcio. Lo usano perchè impedisce la formazione di muffe, senza preoccuparsi che tutto ciò che ritarda la crescita di un organismo vivente possa anche essere pericoloso per le persone. A questo mix inquietante aggiungete il bromo che si trova in tutte le farine commerciali, e capirete perchè così tante persone sono allergiche ai farinacei! Quindi, se volete fare il pane usate solo cereali biologici.
In una pagnotta possono esserci fino a 80 ingredienti, ma solo pochi sono indicati in etichetta. La maggior parte sono non-alimenti, e molto pericolosi. Ci sono coloranti, conservanti, antimuffa, miglioranti delle farine, antiossidanti, volumizzanti, emulsionanti, lievitanti e lucidanti. Alcuni sono sostituti di uova, latte e grassi naturali, perchè le sostanze chimiche costano meno degli alimenti veri. Altri servono a facilitare la distribuzione e ritardare la scadenza del prodotto. Questo pane chimico resta “fresco” e soffice a lungo, e perchè non dovrebbe? Non è più vero cibo, e non c’è niente che possa andare a male.
Prima che tutti si saranno decisi ad agire, quasi tutto il pane sarà diventato immangiabile, sia per gli umani che per gli animali. Persino le larve di scarafaggio sono più sagge di tanta gente: loro non mangiano la farina bianca. Non solo questa è spaventosamente piena di veleni, ma tutte le vitamine, i minerali e gli enzimi sono stati rimossi durante la macinatura e dati in pasto ai maiali. La farina “arricchita” è una farsa. Infatti sono vitamine di sintesi ricavate dal catrame quelle che vengono aggiunte una volta che si sono persi tutti i nutrienti naturali. Il pane fatto con questo tipo di farina è uno strumento di morte, e sulla  confezione ci dovrebbe essere il simbolo del teschio con le tibie incrociate.
E’ saggio evitare qualsiasi cibo che abbia dei numeri elencati fra gli ingredienti. Quei numeri sono stati messi per via delle pressioni dei consumatori – troppe persone restavano intossicate, o addirittura uccise, perchè non sapevano cosa stavano mangiando – e la maggior parte di quei numeri rappresenta sostanze chimiche che nessuna persona sana di mente sceglierebbe volontariamente di mangiare o bere. Per esempio, l’”additivo 920″ è prodotto usando peli di animali e piume di pollo. L’anonimo “miglioratore per farine”, che si trova in molti tipi di pane industriale e figura in tante ricette per la macchina del pane, va evitato perchè contiene alluminio e altri additivi pericolosi.

Proteggetevi dai cibi tossici
Quelli che dovrebbero essere i nostri “custodi”, i governi, hanno fallito miseramente nel compito di provvedere a salvaguardare la nostra salute. Diventano tutti molto miopi quando sono in gioco gli interessi delle multinazionali e trascurano completamente di darci la protezione di cui abbiamo assoluto bisogno, che meritiamo e per cui paghiamo. Questo è un argomento troppo complicato per i politici. Ancor più sinistri sono l’industria alimentare, che è troppo ricca, e i suoi lobbisti, che sono troppo potenti e/o generosi per farsi mettere i bastoni tra le ruote per le loro pratiche pericolose dai politici, quand’anche questi ne  avessero la motivazione, l’interesse o le competenze. Ma in ogni caso non ce l’hanno, e probabilmente sarà sempre così.Come sempre, dobbiamo essere noi stessi a proteggerci!
Per fare un esempio dell’atteggiamento incurante adottato dal governo australiano e da altri governi di paesi “civilizzati”, quella che segue è una lista di alcune sostanze  che è permesso utilizzare all’interno di alimenti: alcool benzilico, alcool isopropilico, alcool etilico, propanolo, glicerina, mannitolo, sorbitolo, polidestrosio, acetato di etile, monoacetina, diacetina, triacetina, citrato di trietile, grassi e oli commestibili, clorudo di sodio, eritrolo, agenti modificanti, amidi naturali, maltodestrine, gelatina, oli idrogenati, silicato di calcio, caseinato di potassio, alluminiosilicato di sodio, carbonato di magnesio, alluminosilicato di calcio e sodio, calcio fosfato tribasico e idrossifosfato di calcio.
Queste sostanze chimiche sono ammesse a fare parte di ciò che mangiamo! Pensate che il vostro governo abbia una minima idea di quali danni alcune o tutte queste sostanze possano arrecare? C’è mai stato qualcuno che abbia considerato quali interazioni possano avere queste sostanze chimiche? Pur non essendo espressamente indicato, io ho buoni motivi per sospettare che alcune di queste sostanze siano contenute negli alimenti per la prima infanzia! Se è permesso usare l’aspartame nei cibi per neonati, perchè non anche le sostanze sopra elencate, molte delle  quali sospettate di cancerogenicità? Siete disposti a nutrire la vostra famiglia con queste sostanze? Io sicuramente no, ed è per questo che non acquisto mai cibi industriali. Spero che vogliate seguire il mio esempio.

Dott. Mauro Piccini – Omeopata
www.agopunturaomeopatiapiccini.it

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