ARTICOLI CLINICI

Ginkgo Biloba: aiutiamo il sistema nervoso e cardiocircolatorio ad affrontare l’inverno

Circa 300 milioni di anni fa, nel periodo Permiano, quando sulla terra prosperavano i dinosauri  ed i continenti erano tutti uniti nella gigantesca Pangea, sul pianeta si svilupparono estese foreste di piante più evolute e resistenti rispetto alle precedenti. Successivamente, impatti meteorici, cambiamenti climatici estremi e spastamenti di masse continentali hanno fatto scomparire non solo i grandi rettili ma anche gran parte di queste pur robuste piante primitive. Una tuttavia ha saputo adattarsi a  tutti questi cambiamenti, unica della sua famiglia, di cui fanno oggi parte solo piante fossili, la Ginkgo biloba , è giunta fino a noi.  Io penso, in linea peraltro con gli antichi, che per capire gli effetti farmacologici di una pianta sia necessario in primis osservarla, conoscerne la storia. Lo stesso si deve fare con un paziente, si osserva, se ne ascolta la storia e poi si capisce quale può essere la sua terapia. Il fatto che un essere vivente abbia potuto sopravvivere a tali stressogeni cambiamenti, vuol dire che esso è una macchina vegetale perfetta, che la sua composizione chimica è tale da renderla quasi inattaccabile dal freddo e dal caldo, dalla carenza di acqua all’eccesso di piogge, dall’eccessiva irradiazione solare alla scarsità di luce. Ho studiato a fondo la composizione chimica di questa pianta ma per capirne il valore terapeutico e necessario fare un balzo intuitivo.

Negli anni recenti è stata oggetto di studi approfonditi che hanno evidenziatro la sua utilità in situazioni cliniche quali  : calo di memoria, morbo di Alzheimer, problematiche degenerative oculari e neurologiche, deficit sessuali, sclerosi multipla, depressione, acufeni e danni cardiocircolatori.

Ma quale è l’essenza della sua indicazione come fitoterapico ?  La Ginkgo biloba è indicata in tutti quei casi in cui viene perduta la capacità di adattamento ai continui cambiamenti-stress ambientali. Sappiamo che ‘uomo è una scimmia equatoriale, è filogeneticamente adattato ad un equilibrio perfetto di luce e buio e ad una temperatura costante. In realtà dall’equatore l’uomo si è espanso su tutta la terra ma ha pagato questa sua migrazione con le malattie degenerative che lo colpiscono quando cessa la spinta vitale degli ormoni sessuali. La somministrazione di Ginkgo biloba è una modalità di integrazione importantissima quando si voglia supportare un individuo nei confronti dei cambiamenti climatici-ambientali che mal sono sopportati per l’età avanzata o per la presenza di  una patologia degenerativa soprattutto di tipo tossico quale la Sclerosi multipla o le varie patologie legate al fumo. Andiamo verso l’autunno, verso il freddo, è necessario un nuovo aggiustamento di tutto il nostro organismo, in coloro che per qualche ragione hanno elementi di fragilità, l’integrazione con Gingko biloba è fondamentale per proteggere strutture nervose e vascolari. 

Costituenti principali del Ginkgo biloba

  • Flavonoidi (24%)
    • Flavoni dimeri (amentoflavone, ginkgetina, bilobetina, sciadopitisina, 5-metossibilobetina, isoginkgetina)
    • Flavan – 3 – oli e loro glicosidi: Kamferolo, quercetina, apigenina, luteolina, miricetina
  • Protoantocianidine (10%)
  • Terpenoidi (6%)
    • Sesquterpeni: lattoni sesquiterpenici quali bilobalide
    • Diterpeni: Ginkgolidi A, B, C, J e M, i composti chimici più caratteristici di questa pianta
    • Triterpeni: gli steroli
  • Alchilfenoli: Ac. Ginkgolici, cardoli e cardanoli contenuti soprattutto nel guscio del seme, ma che si ritrovano in piccola quantità anche nelle foglie. Principali responsabili delle rare reazioni allergiche della droga.

Posologia standard :

Capsule: contenenti l’estratto standardizzato in flavoglicosidi (24%) , 1cps mattino e sera

Ivo Bianchi

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