ALIMENTAZIONE E BENESSERE ARTICOLI MEDICINA INTEGRATIVA

Ganoderma Lucidum (Reishi): Composizione chimica e attività biologica

È il fungo più noto nella micoterapia e probabilmente anche quello con il numero più elevato di studi. È maggiormente conosciuto con il nome giapponese di “reishi”, mentre il nome cinese è Ling Zhi o Ling chi. E’ annoverato fra le 10 sostanze naturali più efficaci e per tutto l’Oriente è considerato il fungo dell’immortalità. Il primo utilizzo documentato del Ganoderma risale a 4.000 anni fa, dove viene classificato in un antico erbario come medicamento superiore e riservato alla famiglia reale. [1].

Il Ganoderma lucidum contiene principalmente:

  • Sali minerali: Fe-Zn-Cu-Mn-Mg-K-Ca e Germanio
  • Vitamine: A-C-E-Gruppo B (in particolare folina) -Ergosterina (precursore della vitamina D2)
  • Aminoacidi: 17 tra cui tutti gli essenziali
  • Enzimi, quasi 100, in buon parte coinvolti nel processo di detossificazione (citocromo P 450)
  • Proteina, Ling zhi 8 coinvolta nell’attività immunomodulante del reishi.
  • Steroli, precursori ormonali
  • Adenosina
  • Polisaccaridi, costituiti da glucosio, galattosio, mannosio con tratti di xilosio e fucosio.
  • Triterpeni: Acido Lucidenico, Acido Ganoderico[2].

Ad ogni componente corrispondono specifiche attività terapeutiche, le quali possono essere di tipo “diretto” come l’attività antinfiammatoria, anti-batterica, anti-virale, anti-fungine ed antistaminica (maggiormente ascrivibili alla presenza di triterpeni), e di tipo indiretto, come l’attività immuno-modulante, quella ipoglicemizzante e quella antitumorale (più dipendenti dall’azione dei beta-glucani) (Tabella 1)[3].

Reishi1

 

Beta-glucani: potenzialità ad alto spettro

Per beta-glucani si intendono glucani in cui le unità di glucosio che si ripetono consecutivamente nella catena principale sono in forma beta. L’indicazione “b-1,6: b-1,3-glucano”, tipica di molti glucani ramificati presenti nei funghi (Fig. 1), indica che la catena centrale costituita da legami 1-3 ha delle ramificazioni che si dipartono dalla posizione 6 (Fig. 1).

Reishi2

Fig.1 La struttura ripetitiva di base di un glucano b1-3, con catene laterali b1-6.

I glucani sono anche identificati in base al loro grado di ramificazione [4] o branch degree (BD) che va da 0 per le sole catene lineari fino a massimo ideale di 1 per quelli in cui tutti i siti della catena centrale presentano ramificazioni. I livelli di attività antitumorale sono legati al loro peso molecolare, al grado di ramificazione e alla solubilità in acqua.

Caratteristiche biologiche

I beta-glucani sono sostanze in grado di modificare la risposta biologica di un organismo a causa della loro capacità di influenzare l’attività del sistema immunitario. Come polimeri del glucosio, i beta-glucani mostrano anche un’influenza positiva sulla crescita dei ceppi probiotici nel tratto intestinale e nel miglioramento del profilo dei lipidi nel sangue.

I beta-glucani migliorano la performance del sistema immunitario senza causare una reazione eccessiva e la loro azione è mediata dal cambiamento dell’attività dei macrofagi e delle cellule T (linfociti), che si deduce dalla produzione e dall’espressione di citochine. L’assorbimento nell’organismo avviene con l’aiuto degli enterociti. I beta-glucani sono trasportati attraverso le pareti cellulari del sistema gastrointestinale alla linfa e quindi nel sangue dove interagiscono con i macrofagi e migliorano la funzionalità del sistema immunitario.

Meccanismi di azione

Sulla base di studi in vitro, si è osservato che i beta-glucani agiscono su diversi recettori immunitari tra cui Dectina-1, il recettore del complemento (CR3) e TLR-2/6 e innescano un gruppo di cellule del sistema immunitario tra cui macrofagi, neutrofili, monociti, le cellule natural killer e le cellule dendritiche. Di conseguenza, sia la risposta innata sia quella adattativa possono essere modulate dai beta-glucani e possono anche migliorare la fagocitosi opsonica (in cui l’agente estraneo viene rivestito con una proteina-self modificata dall’attivazione) e non-opsonica.

In studi su animali, dopo somministrazione orale, si è visto che la struttura principale beta-glicosidica 1-3 lineare dei beta-glucani è difficilmente digerita. La maggior parte dei beta-glucani entrano nel piccolo intestino prossimale e alcuni sono catturati dai macrofagi. Essi sono internalizzati e frammentati all’interno delle cellule, poi trasportati dai macrofagi al midollo e al sistema reticolo endoteliale.

I piccoli frammenti di beta-glucani sono poi rilasciati dai macrofagi e “presi in carico” da altre cellule immunitarie, che determinano differenti tipi di risposte immunitarie. Tuttavia, i beta-glucani di diverse dimensioni e modelli di ramificazione possono avere effetti sulla risposta immunitaria significativamente variabili.

L’analisi dell’interazione delle cellule umane con i beta-glucani ha chiaramente dimostrato che il recettore del complemento 3 (CR3, CD11b / CD18) è il principale responsabile per il legame del beta-glucano così come i suoi effetti biologici. CR3 è considerato il recettore più importante per la rimozione di complessi iCRb opsonizzati attraverso fagocitosi. Nella figura 2 è schematizzata l’azione dei beta-glucani mediante rafforzamento del legame dell’agente patogeno[5-22].

Reishi3

Fig. 2. Il legame di cellule immunitarie al patogeno: dove il beta-glucano è presente, raddoppia il legame, aumentando così l’attivazione di cellule immunitarie

La chimica dei triterpeni

I triterpeni del Ganoderma (GTs), derivano dallo scheletro base del lanostano.

Kubota isolò l’acido ganoderico A e B dal Ganoderma lucidum (FR.) KARST nel 1982 (Fig. 3) [23]. Da allora sono stati isolati più di 316 triterpeni dai corpi fruttiferi, spore, e micelio del Ganoderma, insieme alla loro struttura, attività biologiche e dati di spettro 13C-NMR. [24]

Reishi4

Fig.3 Acidi Ganoderici

La maggior parte dei GTs mostra un’ampia gamma di attività biologiche, incluse quelle antitumorali, anti HIV-1, antiipertensive, antiangiogeniche, immunomodulatorie, antiandrogeniche, anti-epatite B, antiossidanti, anticomplemento e antimicrobiche [25-28].

Numerosi studi in HPLC e in NMR sono stati utili per identificare i numerosissimi triterpenoidi presenti e, dove possibile, correlarli con la loro attività biologica; inoltre, avere una mappa più o meno specifica della composizione in triterpeni del Ganoderma lucidum ci permette di valutare la qualità del prodotto o smascherare specie diverse.

2.3 Reishi e Germanio organico

Il Ganoderma lucidum può contenere fino a 6.000 ppm di Germanio organico. La proprietà più importante del Germanio organico si estrinseca nella stimolazione del sistema immunitario. In particolare, per quanto riguarda i natural killer, l’aumento della capacità citolitica inizia già dal secondo giorno, raggiungendo il picco nel quarto giorno, esaurendosi infine in una settimana dall’ultima somministrazione; si assiste ad un incremento del 30% della citolisi, rispetto a gruppi di controllo trattati con placebo. Inoltre il Germanio stimola i linfociti T a produrre linfochine, MIF (Fattore di Inibizione della Migrazione), MAF (Fattore di Attivazione dei Macrofagi), fattori chemiotattici, CSF (Fattore Stimolante le Colonie), linfotossine. L’azione specifica del Germanio è a livello biochimico, poiché rende disponibile l’Ossigeno alla cellula, con implicazioni importanti per diverse patologie umane, incluso il Cancro. Tra queste, gran parte delle patologie degenerative, del ricambio, o da cause carenziali. Agisce come semi-conduttore nei processi di trasporto degli elettroni all’interno della cellula, consentendo così la formazione di ATP con produzione finale di sostanze molecolari non tossiche (Acqua); importante è anche la sua azione anti-ossidante nei confronti della Cisteina. Le cellule immunitarie, come i delicatissimi linfociti, acquistano così una capacità energetica sufficiente al proprio compito di operare anche in ambiente ipossico come il tessuto neoplastico[29-30].

ATTIVITA’ TERAPEUTICA DI GANODERMA LUCIDUM

La Risposta allergica mediate da istamina è un passaggio da citochina TH1 a citochina TH2

Reishi5
Fig. 4

Queste due parti del sistema immunitario sono mutualmente inibite ed in stato di equilibrio: il corpo passa 12 ore nello stato TH1 (attività antivirale, battericida e antiparassitaria) e poi 12 ore nello stato TH2 (attività pro-infiammatoria) (Fig.4).

Fattori come lo stress e l’esposizione ad agenti chimici indeboliscono la capacità del corpo di difendersi, non tanto danneggiando la risposta immunitaria cellulare del proprio organismo (TH1- capacità del corpo di riconoscere e distruggere corpi estranei), ma attraverso un innalzamento cronico della risposta immunitaria umorale (TH2), uno stato pro-infiammatorio che normalmente predomina in caso di guarigione di ferite locali o di risposta allergica istamino-mediata. Quando un innalzamento cronico della risposta immunitaria umorale si prolunga, questo è conosciuto come “Th1 to Th2 Shift”.

In questo passaggio la tipologia di citochine è passata da un modello antivirale, antibatterico, antiparassitario (Th1) a un modello infiammatorio di riparo (Th2) ma non ritorna allo stato Th1 entro le 12 ore, come di consueto. Questa elevata risposta immunitaria pro-infiammatoria è chiamato Stato Th2. Le risposte allergiche istamino mediate sono passaggi di durata prolungata dallo stato Th1 allo stato Th2. Per questa ragione, allergia ed asma sono considerate “condizioni Th2. Finché dura questo passaggio, c’è poco sollievo dai sintomi causati da questa “condizione Th2”. Studi hanno supportato la capacità dei polisaccaridi di reishi di ripristinare i livelli di produzione di IL 2 che sono stati inibiti dall’invecchiamento. In tre studi questo è stato dimostrato negli splenociti di topi invecchiati [31].

Ganoderma Lucidum (reishi) – Proprietà antinfiammatorie

Nel fungo reishi sono stati identificati più di 100 triterpeni ad alta ossigenazione. I predominanti sono gli acidi ganoderici A-Z. [32]

E’ stato mostrato che il Ganoderma lucidum possiede specifiche proprietà antiinfiammatorie ed il suo uso tradizionale è stato collegato alla presenza di questi acidi ganoderici che mostrano proprietà anti infiammatorie [33].

 Reishi6

Fig. 5 – Struttura acido ganoderico C

Il composto qui illustrato, acido ganoderico C (Fig.5), isolato attraverso una attento frazionamento di un estratto con solvente non polare di Ganoderma, è stato indicato come responsabile di gran parte dell’attività anti infiammatoria del fungo [34]. Il dott. Stavinoha ha dimostrato come 50 mg di questo fungo abbiano un effetto antinfiammatorio pari a 5mg di idrocortisone [35]. Gli acidi ganoderici A, B, G e H hanno mostrato attività maggiori dell’acido salicilico [36].

Ganoderma lucidum (reishi)- proprietà immuno modulanti

Nel 2003, l’Instituto Portoghese Superior de Engenheria de Lisboa (Biotechnology Section), guidato dal prof. Amin Karmali, ha condotto una analisi delle proprietà enzimatiche di 500 mg di biomassa di Ganoderma lucidum (reishi). Il professor Karmali concluse che le proprietà immunoterapeutiche nella nutrizione con funghi sono dovute a:

  1. i) complessi di polisaccaridi legati a proteine, responsabili del rafforzamento della risposta immunitaria
  2. ii) enzimi che da una parte prevengono lo stress ossidativo (attività del SOD e laccasi), dall’altra inibiscono la crescita cellulare (attività proteasiche).

iii) enzimi coinvolti nei processi di detossificazione (cytochrome P-450) [37,38].

Nel riepilogare gli effetti immuno modulatori dei polisaccaridi di reishi, i ricercatori Lin e Lei (1994) stabiliscono che i polisaccaridi del reishi promuovono in modo significativo una risposta mista dei linfociti, antagonizzando gli effetti inibitori di farmaci immunosoppressivi ed antitumorali; mostrano un effetto bifasico sull’attività dell’ interleuchina (IL)-2 ; aumenta la sub popolazione di cellule sia L3T4+ e Lyt 2+ (L3T4 e Lyt 2+ sono timociti responsabili della produzione di rilevanti quantità di IL-2 a seguito di stimolazione mitogena); stimolano l’attività citotossica dei linfociti T e promuovono la secrezione IL-1 nelle cellule dell’essudato peritoneale. In definitiva, l’attivazione immunitaria è causata dall’attivazione delle cellule APC (cellule presentanti l’antigene) dovuta all’incontro dei beta-glucani del fungo; questi ultimi infatti sono simili al LPS (lipopolisaccaride), antigene che in natura identifica i batteri. Per questo li fagocitano, li espongono sulla membrana cellulare e attivano i Th-0 e tutto il sistema immunitario sopra descritto. Quindi i beta-glucani agiscono come una sorta di “vaccino” anti LPS, [39]; anche l’effetto antivirale è marcato, in quanto il fungo stimola una diminuzione linfocitaria dei CD8, la classe meno specializzata, spesso causa di problemi infiammatori cronici, mentre stimola direttamente la quota CD4, i quali subiscono una deplezione in pazienti neoplastici e affetti da HIV. Il fungo stimola inoltre la produzione di interferone il quale blocca la proliferazione virale rendendolo un ottimo strumento terapeutico contro i virus herpes simplex di tipo 1 e 2, virus influenzale A, Epstein Barr virus (EBV) e HIV [40]. Quest’ultimo virus è contrastato anche grazie alla componente triterpenica ossigenata [41].

Proprietà antiallergiche

Studi sull’azione antiallergica del reishi hanno mostrato l’inibizione della produzione di istamina dovuta in particolar modo ai triterpeni come l’acido ganoderico C e, più in generale, date da un’azione di modulazione del sistema immunitario, con riassetto di un corretto equilibrio dei linfociti TH1 e TH2 [42]. Nella rinite allergica e nell’asma allergica il reishi elimina le IgE, l’eosinofilia e l’interleuchina 4, eliminando i sintomi e dimostrando di aver riequilibrato la bilancia TH1-TH2 con il ritorno del sistema immunitario all’efficienza precedente la malattia allergica. [43].

Malattie autoimmuni

Le malattie autoimmuni sono circa 80; in queste forme patologiche il sistema immunitario non riconosce le sostanze self, ossia quelle proprie del nostro organismo, quindi si comporta come se incontrasse un agente estraneo e le attacca. Tra queste patologie possiamo annoverare tra le più comuni, la tiroidite di hashimoto, il LES e l’artrite reumatoide; quest’ultima consiste in una infiammazione cronica delle articolazioni dovuta ad uno squilibrio TH1(per lo meno in una fase iniziale). Questo produce l’aumento di 2 auto-anticorpi: l’anti citrullina e il fattore reumatico, oltre che infiammazione con cellule e interleuchine. Auto-anticorpi e infiammazione a livello sinoviale e articolare, causano il processo infiammatorio cronico. Il reishi agisce sul sistema immunitario in maniera duplice: 1) lo stimola in condizioni di immunodepressione, 2) lo smorza in condizioni di risposta immunitaria abnorme, come avviene nelle malattie autoimmuni. Il reishi agisce sui sintomi grazie all’azione dei triterpeni ossigenati e alla loro azione cortison-like; e con i beta-glucani che riportano la bilancia TH1-TH2 in equilibrio [44].

Attività anti tumorale

L’azione del Ganoderma lucidum, si esplica a diversi livelli: da un lato i beta glucani sono soprattutto capaci di promuovere lo stimolo immunologico, mentre i triterpeni agiscono direttamente sulle cellule tumorali, riducendone la tendenza proliferativa ed invasiva, inoltre il germanio aumenta la disponibilità di ossigeno fungendo anche come antiossidante e immunostimolante [44]. Studi in vitro e in vivo indicano che il reishi ha effetti chemiopreventivi [45], allevia la nausea indotta da chemioterapia [46], migliora l’efficacia della radioterapia [47], e aumenta la sensibilità delle cellule tumorali ovariche al cisplatino [48]. È risultato efficace anche nel prevenire la nefro-tossicità indotta da cisplatino [49]. I triterpeni identificati possono inibire l’invasione tumorale riducendo l’espressione delle metalloproteinasi [50] e diminuendo le metastasi tumorali limitando l’attaccamento alle cellule endoteliali [51]. Inoltre gli estrattiti di reishi possono inibire la 5-alfa-reduttasi, un enzima importante che converte il testosterone in diidrotestosterone, ed è sovraregolato nell’iperplasia prostatica benigna [52].

Attività epatoprotettiva

Per quel che riguarda l’attività a livello epatico del reishi, i principi attivi coinvolti, riguardano il citocromo P450, i beta-glucani, triterpeni, ed enzimi antiossidanti. Il citocromo P450 è utile in tutti i processi depurativi del fegato, l’acido ganoderico è in grado di ridurre la riproduzione del virus dell’epatite B(HBV) [53]. L’acido ganoderico R e S e l’acido ganosporerico A, sono in grado di proteggere l’epatocita da sostanze altamente tossiche come il tetracloruro di metano [54]. Nelle disfunzioni di lievi entità, è in grado di riportare i livelli delle transaminasi nei range di normalità e in tempi brevi, mentre necessita di tempi maggiori, l’azione di “pulizia dei grassi” dagli epatociti, in caso di steatosi epatica [55]. Anche in patologie più gravi come l’epatite B, il reishi ha dimostrato la sua efficacia. In uno studio randomizzato in doppio cieco su pazienti affetti da epatite B, la somministrazione del fungo ha riportato a valori normali le transaminasi nel 33% dei casi e negativizzato il virus HVB (7 pazienti su 52), grazie alla sua componente in beta-glucano [56].

Azione ipocolesterolemizzante.

Il reishi attua la sua azione ipocolesterolemica, attraverso 2 azioni: la prima attraverso il blocco della sintesi endogena del colesterolo e la seconda attraverso un ridotto assorbimento enterico, attribuibile all’alto contenuto di chitina e fibre. Il reshi sembra bloccare la via biosintetica del colesterolo sia a livello della HMg-CoA reduttasi (acido ganoderico B e acido ganodermico) (Fig. 6) [57], così come fanno le statine le quali tra l’altro sono presenti in tutti i funghi; ma anche a livello di trasformazione di lanosterolo a colesterolo, inibendo l’enzima lanosterol 14 alfa demetilasi. (Fig.7) [58] Questa azione è dovuta al ganoderolo A, ganoderolo B e all’acido ganoderico Y.

reishi7
Fig.6. Biosintesi del colesterolo

reishi8
Fig.7 . Demetilazione al carbonio 14

ESPERIENZE CLINICHE

CASO CLINICO 1

Bambino maschio di 8 anni di età, la madre riferisce che fino al 4° anno di vita soffriva di dermatite atopica, poi è comparsa una marcata allergia ai pollini, soprattutto rispetto alle graminacee, che gli causava una forte oculorinite allergica. Nei due anni precedenti la terapia standard consigliata dall’allergologo consisteva in un mese circa di terapia antistaminica in gocce, un collirio antistaminico e, all’occorrenza, uno spray nasale cortisonico.

Ho consigliato, a partire dal primo di marzo, l’assunzione di reishi, estratto idroalcolico del corpo fruttifero. L’estratto secco è stato poi reidratato e la formulazione è sotto forma di sciroppo da 250 ml. Venivano somministrati 10 ml tutte le mattine a colazione, che corrispondono a 500 mg di estratto secco, con la seguente percentuale di attivi:

 Reishi9

Nei periodi di massima sintomatologia (solo per il mese di maggio) veniva consigliato di aggiungere un collirio naturale (Allercon) e spray nasale a base di luffa. (Luffa comp Heel).

Per valutare l’efficacia del reishi in particolare, veniva richiesto alla madre di appuntare il numero di volte in cui si rendeva necessario l’utilizzo di antistaminico, di spray cortisonico o collirio antistaminico. Considerando che gli anni precedenti il bambino non era mai sceso sotto i 30 giorni di utilizzo di prodotti antistaminici, sia per via orale che topica (gocce oculari e spray nasali). Dai primi di marzo a circa fine giugno 2015 l’attività del reishi si è dimostrata eclatante; il bambino, infatti, ha utilizzato solamente 6 volte l’antistaminico orale e circa una decina di volte il collirio, passando il periodo più critico di certo non peggio degli anni precedenti, in cui gli venivano quasi continuamente somministrati farmaci.

CASO CLINICO 2

Adulto Maschio di 45 anni, da sempre sofferente di rinite allergica dovuta ai pollini di graminacee, che negli ultimi anni sfociava anche in un’asma allergica.

La terapia abituale consisteva nell’utilizzo di antistaminici in compresse che il paziente si somministrava nei periodi di massimo sintomo, aggiunti a spray cortisonici nasali e spray orali a base di salbutamolo. In alcuni casi riferiva di aver utilizzato anche compresse di cortisonico.

Anche in questo caso si è utilizzato il reishi da marzo a giungo, somministrando giornalmente 2 capsule da 550 mg l’una di estratto secco, con le medesime percentuali di attivi sopra descritte.

Si consigliava, nei periodi di maggior sintomatologia, uno spray orale a base di Cuprum metallicum e Virburno lantana, e uno spray nasale a base di Luffa.

Nell’anno precedente era stato necessario ricorrere all’antistaminico orale per circa 30 giorni, anche se non consecutivi ed il salbutamolo era stato utilizzato una decina di volte, mentre per gli spray nasali l’utilizzo, nel periodo allergico, era quasi quotidiano.

Dopo i quattro mesi di trattamento con reishi l’utilizzo di salbutamolo è avvenuto una sola volta, lo spray nasale al cortisone non è mai stato utilizzato e l’antistaminico è stato utilizzato per circa 5-6 volte.

CASO CLINICO 3

Paziente di 79 anni, femmina, con diagnosi di artrite reumatoide da circa 15 anni. La terapia consisteva nell’utilizzo di deltacortene da 5 mg per 6 giorni a settimana, e 1 compressa di leflunomide (arava), sempre per 6 giorni. Così faceva da circa 10 anni. Nonostante ciò lamentava, in alcuni periodi dell’anno, dolori difficilmente gestibili con la terapia. Nel settembre 2013 ho consigliato l’utilizzo di 2 capsule al giorno di reishi, nella stessa formulazione di cui sopra, riducendo progressivamente l’assunzione di cortisone secondo il seguente schema: per i primi 2 mesi, 5 compresse di deltacortene; in assenza di peggioramenti, all’inizio del terzo mese, riduzione a 4 compresse. Procedendo con lo stesso schema e valutando di volta in volta, dopo circa 13 mesi abbiamo stabilizzato la terapia a 2 compresse settimana di deltacortene, mantenendo sempre la medesima quantità di reishi, fino ad arrivare alla data odierna (ottobre 2015), dove la paziente assume 1 cpr di deltacortene/settimana.

In questi due anni circa, nonostante la riduzione dei dosaggi cortisonici, ha riferito miglioramento della sintomatologia dolorosa, e descrive una migliore qualità della vita dovuta, a suo avviso, alla riduzione degli effetti collaterali della terapia cortisonica. Il tutto è confermato dagli esami ematologici in diminuzione progressiva, in particolare il fattore reumatoide (marcatore sierologico sensibile ma poco specifico) e, soprattutto, della proteina C-reattiva (CRP) cha aumenta in modo significativo nell’artrite reumatoide, tanto da costituire anche un test di monitoraggio della malattia stessa.

Data: 28/10/2013 PCR 29mg/l. Data 29/09/2014 PCR 13,2 mg/l. Data 21/09/2015 PCR 12,4 mg/l

Dott. Paolo Novelli

Bibliografia

  1. Reishi Mushroom – Ganoderma lucidum. American Herbal Pharmacopoeia and Therapeutic Compendium, p.1.
  2. Bluhm, T.L. and Sarco, A. 1977. The triple helical structure of lentinan, a β-(1-3)-D-glucan. Canadian Journal of Chemistry 55, 293-299.
  3. Bohn, J.A. and BeMiller, J.N. 1995. (1-3)- β-D-glucans as biological response modifiers: a review of structure-functional activity relationships. Carbohydrate Polymers 28, 3-14.
  4. Borchers, A.T., Stern, J.S., Hackman, R.M., Keen, C.L., Gerschwin, M.E., 1999. Mushrooms, tumors and imunity. Proc Soc Exp Biol Med, 221, 281-293.
  5. Chihara G., “Recent progress in immunopharmacology and therapeutic effects of polysaccharides,” Dev Biol Stand. 1992;77:191-7.
  6. Ghoneum, M., Wimbley, M., Salem, F., McKlain, A., Attalan, N. and Gill, G. 1995. Immunomodulatory and anticancer effects of active hemicellulose compound (AHCC). International Journal of Immunotherapy 11, 23-28.
  7. Ikekawa, T., Nakanishi, M., Uehara, N., Chihara, G. and Fukuoka, F. 1968. Antitumour action of someBasidiomycetes, especially Phellinus linteus. GANN, 59, 155-157.
  8. Ikekawa, T., Uehara, N., Maeda, Y., Nankinishi, M. and Fukoka, F. 1969. Antitumour activity of aqueousextracts of edible mushrooms. Cancer Research 29, 734-735.
  9. Jaskari,J., Kontula, P., Siitonen, A., Jousimies-Somer, H., Mattila-Sandholm, T., Poutanen, K., 1998. Oat beta-glucan and xylan hydrolysates as selective substrates for Bifidobacterium and Lactobacillus strains. Appl Microbiol Biotechnol, 49,
  10. Jason C. Cooper, PharmD, Nannette Turcasso, PharmD., BCPS; “Immunostimulatory Effects of Beta-1, 3-glucan and Acemannan”. Medical University of South Carolina.
  11. Kidd, P.M. 2000. The use of mushroom glucans and proteoglycans in cancer therapy. Alternative Medicine Review 5, 4-27.
  12. Minato, K., Mizuno, M., Ashida, H., Hashimoto, T., Terai, H. and Tsuchida, H. 1999. Influence of storage conditions on 175-181. immunomodulating activities of Lentinus edodes. International Journal of Medicinal Mushrooms 1, 243-250.
  13. Miura NN, Ohno N, Aketagawa J, et al., “Blood clearance of (1–>3)-beta-D-glucan in MRL lpr/lpr mice”. FEMS Immunol Med Microbiol. 1996 Jan; 13(1): 51-57.
  14. Mizuno, T. 1996. A development of antitumour polysaccharides from mushroom fungi. Food Ingredients Journal (Japan), 167, 69-85.
  15. Nicolosi,R., Bell, S.J., Bistrian, B.R., Greenberg, I., Forse, R.A., Blackburn, G.L., 1999. Plasma lipid changes after supplementation withbeta-glucan fiber from yeast. Am J Clin Nutr, 70, 208-212.
  16. Patchen ML; D´Alessandro MM; Brook I; Blakely WF; MacVittie TJ, „Glucan:: Mechanisms Involved in Its “Radioprotective” Effect“, Journal of Leukocyte Biology, Vol 42, Issue 2 95-105
  17. Patchen ML; DiLuzio NR; Jacques P, et al., “Soluble polyglycans enhance recovery from cobalt-60—induced hemopoietic injury”. J Biol Response Mod, 1984 Dec, 3:6, 627-33.
  18. Sawai, M., Adachi, Y., Kanai, M., Matsui, S. and Yadomae, T. 2002. Extraction of conformationally stable (1-6)-branched (1-3)- β-glucans from premixed edible mushroom powders by cold-alkaline solution. International Journal of Medicinal.
  19. Liby, K.T.; Yore, M.M.; Sporn, M.B. Triterpenoids and rexinoids as multifunctional agents for the prevention and treatment of cancer. Rev. Cancer 2007, 7, 357–369.
  20. Hill, R.A.; Connolly, J.D. Triterpenoids. Prod. Rep. 2012, 29, 780–818.
  21. Kubota, T.; Asaka, Y.; Miura, I.; Mori, H. Structure of Ganoderic acid A and B, two new lanostane type bitter triterpenes from Ganoderma lucidum (FR.) Helv. Chim. Acta 1982, 65, 611–619
  22. Quing X.., Zhang et al., A Comprehensive Review of the Structure Elucidation and Biological Atctivity of Triterpenoids of Gandoerma Lucidum, Molecules, 2014.
  23. Boh, B.; Berovic, M.; Zhang, J.; Lin, Z.B. Ganoderma lucidum and its pharmaceutically active compounds. Annu. Rev. 2007, 13, 265–301.
  24. Xu, Z.; Chen, X.; Zhong, Z.; Chen, L.; Wang, Y. Ganoderma lucidum polysaccharides: Immunomodulation and potential anti-tumor activities. J. Chin. Med. 2011, 39, 15–27.
  25. Shiao, M.-S.; Lin, L.-J.; Yeh, S.-F.; Chou, C.-S. J Nat Prod, 1987, 50, 891.
  26. Lin, L.-J.; Lee, K.R.; Shiao, M.-S. J Nat Prod 1989, 52, 595.
  27. Lin, L.-J.; Shiao, M.-S. J Chromatogr 1987, 410, 195.
  28. Shiao, M.-S.; Lin, L.-J.; Chen, C.-S. J Lipid Res 1989, 30, 287.
  29. Mainwaring M et al., Complete Remission of Pulmonary Spindle Cell Carcinoma after Treatment with Oral Germaniun Sesquioxide, CHEST 117/2, Feb 2000.
  30. Fukuzava H: Multidisciplinary treatment of head and neck cancer using BCG, OK-432, and GE 32 as biologic response modifiers, Head Neck, 16:1, pp:30-8, 1994.
  31. Powell M.,(BSc.(Hons), Dip.Ac, Dip.CHM, MRCHM), reveals the benefit of the Gandoderma Lucidum mushroom for the treatment of TH2 conditions,
  32. Reishi Mushroom – Ganoderma lucidum. American Herbal Pharmacopoeia and Therapeutic Compendium P.9
  33. . Kubota, T. et al. (1982) Hely Chim Acta, 65,611 12
  34. Khoda, H. et al (1985) Chem Pharm Bull, 33 1367-1374
  35. Stavinoha W. et al., Study of the anti-inflammatory efficacy of Ganoderma lucidum. In: Recent advances in Ganoderma lucidum research, Ed. by B. K. Kim et al., Korea: The Pharmaceutical Society of Korea, 3-10
  36. Koyama K, Imaizumi T, Akiba M, Kinoshita K, Takahashi L, Suzuki A et al. Antinociceptive components of Ganoderma lucidum. Planta Med 1997;63:224–7.
  37. (2003) The Possible Role of Mushroom Nutrition as a Delivery Agent for Enzyme Therapy in Cancer care-Chemical and Biological Properties of Mushroom Nutrition. Mycology   News,   Vol. 1, Edition 7. March, P.7. (Available from www.mycologyresearch.com ).
  38. (2004)   Detoxification-The Role of Mushroom Nutrition. Mycology News, Vol. 1, Edition 9. September, p.5. (Available from www.mycologyresearch.com ).
  39. Keipur S., Riahai H. et al.. Investigation of the Antibacterial Activity of a Clorophorm Extract of Ling Zhi or Reishi Medical Mushroom Ganoderma lucidum, Int J Med MUSHR, 2008, 10-4.
  40. Alpern GM. I Funghi che guariscono. Ed Punto d’Incontro, 2007.
  41. Quing X.., Zhang et al., A Comprehensive Review of the Structure Elucidation and Biological Atctivity of Triterpenoids of Gandoerma Lucidum, Molecules, 2014.
  42. Martin Powell (BSc.(Hons), Dip.Ac, Dip.CHM, MRCHM), The use of Ganoderma lucidum (Reishi) in the management of histamine media- ted allergic responses reveals the benefit of the Gandoderma Iucidum mushroom for the treatment of TH2 conditions.
  43. Ardigò, W. Reishi: il fungo per la longevità , Tecniche mediche associat Set 2015
  44. Bianchi, I., Taronna, Bianchi; Il Fungo dell’Immortalità, ed. Mosmaiorum, 2013.
  45. Weng CJ, Yen GC. The in vitro and in vivo experimental evidences disclose the chemopreventive effects of Ganoderma lucidum on cancer invasion and metastasis. Clin Exp Metastasis. 2010 May;27(5):361-9
  46. Wang CZ, Basila D, Aung HH, et al. Effects of ganoderma luci- dum extract on chemotherapy-induced nausea and vomiting in a rat model. Am J Chin Med. 2005;33(5):807-815.
  47. Kim KC, Jun HJ, Kim JS, Kim IG. Enhancement of radiation re- sponse with combined Ganoderma lucidum and Duchesnea chrysan- tha extracts in human leukemia HL-60 cells.   Int J Mol Med. 2008 Apr;21(4):489-98
  48. Zhao S, Ye G, Fu G, Cheng JX, Yang BB, Peng C. Ganoderma lu- cidum exerts anti-tumor effects on ovarian cancer cells and enhances their sensitivity to cisplatin. Int J Oncol. 2011 May;38(5):1319-27.
  49. Pillai TG, John M, Sara Thomas G. Prevention of cisplatin induced nephrotoxicity by terpenes isolated from Ganoderma lucidum occur- ring in Southern Parts of India. Exp Toxicol Pathol. 2011   Jan;63(1-2):157-60
  50. Gordan JD, Chay WY, Kelley RK, et al. And what other medications are you taking?”. J Clin Oncol. 2011 Apr 10;29(11):e288-91.
  51. Li YB, Wang R, Wu HL, et al. Serum amyloid A mediates the inhibi- tory effect of Ganoderma lucidum polysaccharides on tumor cell adhe- sion to endothelial cells. Oncol Rep. Sep 2008;20(3):549-556.
  52. Noguchi M, Kakuma T, Tomiyasu K, et al. Randomized clinical trial of an ethanol extract of Ganoderma lucidum in men with lower urinary tract symptoms. Asian J Androl. Sep 2008;10(5):777-785
  53. Li YQ, Wang SF: Anti hepatitis B Activities of Ganoderic Acid from Ganoderic lucidum. Biotechnol lett.28 (11):837-47. 2006.
  54. Lin ZB, Zhang GL, Wang YH, Ni W, Teng HL, Hepatoprotective role of Ganoderma lucidum polysaccharide against BCG-induced immune liver injury in mice. World J Gastroenterol. 2002 Aug;8(4):728-33
  55. Gao YH et al.. Hepatoprotective Activity and the Mechanism of action of Ganoderma Lucidum, Intl Journal of Medical Mushrooms.5 pp 111-31.
  56. Gao Y et al.: A Phase 1-2 study of Ganoderma lucidum Extract in Patients with Chronic Hepatitis B.Int J Med MUSHR.
  57. Bianchi, I., Taronna, Bianchi; Il Fungo dell’Immortalità, ed. Mosmaiorum, 2013.
  58. Hajjaj H et al.: Effect of 26-oxygenosterols from Ganoderma lucidum and their activity as cholesterol synthesis inhibitos.Appl Environment Microbiol.2005 Jul 7 (7) 3653-8.
Follow Me!