ARTICOLI CLINICI

Equiseto, magnesio e fosforo per contrastare la osteoporosi

Una delle problematiche mediche di cui si fa oggi un gran parlare è l’Osteoporosi. Si tratta della rarefazione della trama ossea che, aggravandosi, porta al rischio di fratture a vari livelli. In realtà la frattura ossea, spesso per un trauma banale, che si verifica nel soggetto anziano, è cosa molto seria, perché può essere l’innesco di tutta una serie di altri problemi anche gravi. Questa evenienza va quindi curata, soprattutto in prevenzione.

Secondo la medicina naturale non ci si deve tanto focalizzare sulla patologia in sé quanto sull’individuo. Ogni persona ha una fisiologica tendenza a sviluppare l’osteoporosi, tuttavia la strada per cui arriva a questo, sarà peculiare e personale. L’osso è un tessuto vivo e metabolicamente attivo. Esistono nel suo ambito le cellule che costruiscono, gli osteoblasti, e quelle che demoliscono, gli osteoclasti. Dalla loro azione coordinata emerge appunto la dinamica vitale del tessuto scheletrico. La medicina convenzionale cura la maggior parte dei casi di osteoporosi con i Bifosfonati, molecole chimiche sintetiche che agiscono bloccando l’attività degli osteoclasti, talora iperattivi in menopausa. L’uso a tappeto di questi farmaci, peraltro molto costosi, blocca un aspetto della vita dell’osso: esso tende a proliferare ma non a rinnovarsi. Si verifica la crescita di tessuto anomalo, le fratture guariscono molto più lentamente ed eventuali interventi sull’osso, quali quelli di implantologia dentaria, sono a rischio.

Le proposte della medicina naturale sono più articolate. Innanzitutto è importante il momento preventivo precoce. È necessario assicurarsi che, soprattutto le donne in giovane età, abbiano un buon apporto di calcio e vitamina D. In tal modo si raggiunge un picco massimo di massa ossea e la pur normale perdita che si verificherà da adulte non porterà mai ad una vera osteoporosi. Anche se nel sesso femminile la rarefazione ossea è in gran parte legata alla carenza di estrogeni, la proposta terapeutica non è tanto quella della terapia sostitutiva in menopausa, quanto quella di sostenere precocemente la funzione ovarica.

Nella donna di oggi spesso tende ad esserci un decadimento ovarico già dopo i 35-40 anni, che determina, oltre ad ipofertilità, l’innesco dell’osteoporosi. Esistono in medicina naturale farmaci innocui e molto efficaci per sostenere fin dai primi sintomi una zoppicante funzione ovarica. Vanno tuttavia valutati molti altri fattori.

Nonostante i tentativi di supplementazione, l’assorbimento di calcio, nell’anziano, non è sempre ottimale e quindi sufficiente per un ruolo terapeutico nell’osteoporosi. Del resto non ci si può spingere oltre un certo dosaggio, per il rischio di indurre calcolosi renale o calcificazioni anomale tissutali. Già dal 1800 la medicina naturale usa un minerale dello stesso gruppo del calcio, ma assai più potente a livello osseo, lo stronzio. L’attività remineralizzante di tale elemento, privo di effetti collaterali, è stata confermata da innumerevoli e recenti lavori scientifici. Inoltre va considerato che la struttura minerale dell’osso è complessa e fatta non solo di calcio ma anche di altri minerali quali il fosforo e il magnesio. La somministrazione di fosforo in piccole quantità, quindi come oligoelemento, ha la funzione di stimolare le ghiandole paratiroidi, che sono le vere regolatrici del metabolismo osseo e che tendono a diventare ipofunzionanti con l’età. Spesso nei soggetti con osteoporosi è stato riscontrato un malassorbimento di magnesio e l’integrazione, in questi casi, del minerale porta ad importanti risultati. Nell’osso tuttavia non esiste solo la componente minerale, ma anche la struttura proteica, su cui i minerali poggiano.

Nell’anziano malnutrito e defedato, è soprattutto questa la parte che soffre e determina l’osteoporosi. Esiste in natura una pianta comune, molto particolare, perché è una sorta di fossile vivente, l’Equiseto. Ricchissima di silice, minerale che stimola la formazione della struttura proteica dell’osso e la funzione del tessuto connettivo in generale, è priva di effetti collaterali e dovrebbe essere considerata in quelle particolari forme di osteoporosi dovute prevalentemente all’invecchiamento della matrice ossea.

Prevenzione e cura possono quindi, anche nel caso dell’osteoporosi, essere fatte al naturale, è necessario un minimo di ragionamento, ma questo sforzo di personalizzazione terapeutica ripagherà con l’efficacia e l’assenza di effetti collaterali.

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