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Dieta senza latte e senza glutine nell’autismo

Studi sulla dieta gluten-free e/o caseina-free per i bambini con disturbi dello spettro autistico (ASD) dimostrano che diversi bambini  rispondono positivamente all’applicazione di un intervento dietetico mirato. Altre ricerche suggeriscono inoltre che i bambini con diagnosi di ASD possono essere classificati in diversi sottogruppi in base a fattori diversi, tra cui fattori gastrointestinali (GI), microbioma atipico e anomalie e deficit della funzione immunitaria.

Uno studio recente condotto da Witeleiy, Shattock ed altri, “Gluten- and casein-free dietary intervention for autism spectrum conditions”, pubblicato su Frontiers in Human Neuroscience nel 2012, ha osservato che la maggior parte degli studi pubblicati in merito alla dieta senza latte e senza glutine indicano cambiamenti positivi statisticamente significativi nella riduzione della sintomatologia dei disturbi autistici. In particolare, sono state riportate modifiche positive nelle aree della comunicazione, dell’attenzione e dell’iperattività. Gli studi mostrano ancora alcuni difetti metodologici nella misurazione dei dati, probabilmente perché non sono stati individuati i diversi sottogruppi relativi alle diverse variabili fisiologiche presenti.  Gli studi non hanno analizzato su quali basi si definivano responder o non-responder le reazioni individuali alla dieta.

Con la pubblicazione di studi controllati di gruppo a medio e a lungo termine sui risultati ottenuti con l’osservazione rigorosa di una dieta senza glutine e caseina, correlati a diversi fenotipi biologici, è comunque emerso il dato evidente che una dieta diretta al fenotipo autistico ha prodotto in molti casi risultati positivi. S’intrecciano a queste analisi i dibattiti sul particolare microbioma presente nell’autismo e sullo stato del Sistema Gastrointestinale nel fenotipo autistico.

Resta comunque ancora aperta la discussione se tale intervento dietetico dovrebbe far parte delle linee guida sulle migliori pratiche adottabili per migliorare le condizioni di salute nell’autismo ma certamente è indiscutibile che l’osservazione di una dieta scrupolosa, attenta ai fattori dell’infiammazione, delle risposte allergiche e della tutela del Sistema Immunitario, nonché dell’equilibrio glicemico, possa portare ad uno stato di salute generale  migliore, con vantaggi osservabili anche sul Sistema Gastroenterico e quindi al Sistema Nervoso.

In particolare, un precedente studio condotto da Pennesi CM, Klein LC “Effectiveness of the gluten-free, casein-free diet for children diagnosed with autism spectrum disorder: based on parental report”, pubblicato su Nutritional Neutroscience nel Marzo del 2012, ha sostenuto che la dieta ha sicuramente avuto efficacia in quei bambini i cui genitori avevano segnalato prima dello studio la presenza di sintomi gastrointestinali, oppure diagnosi di allergie e intolleranze alimentari. Tra i risultati attesi c’erano infatti il miglioramento nei comportamenti ASD, la scomparsa di alcuni sintomi fisiologici e un miglioramento generale nei comportamenti sociali rispetto ad un altro sottogruppo di bambini i cui genitori non avevano segnalato prima dell’inizio dello studio alcuno di questi sintomi o di queste diagnosi o particolari sensibilità.

Una variabile fondamentale nel successo dello studio è stata indubbiamente la rigorosa osservanza nell’esecuzione della dieta, valutando sempre molto attentamente quali alimenti avrebbero potuto contenere anche in minime tracce di glutine o di caseina e la condivisione del gruppo di famiglia della dieta da seguire.

Questi risultati suggeriscono che la complessa varietà di dati fisiologici presenti nell’autismo influenzano i risultati nell’attuazione di una dieta senza glutine e caseina e risentono indubbiamente dello stato del Sistema Gastroenterico e dei fattori immunitari. Questi due dati, accanto alla presenza di particolari aplotipi genetici e ad alcuni polimorfismi specifici che predispongono a  particolari fragilità del Sistema Gastro Enterico e a trasformare alcune sostanze morfino-simili in peptidi oppioidi,  possono giocare un ruolo nel differenziare il gruppo di coloro che si definiscono come responder alla dieta e coloro che invece ancora oggi sono definiti non-responder e dimostrano l’importanza di ulteriori indagini nelle varie sfumature, fattori che influenzano l’efficacia degli interventi tra i bambini con ASD.

 Studi analizzati:

  • De Magistris L, Alterations of the intestinal barrier in patients with autism spectrum disorders and in their first-degree relatives. Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition, 2010 Oct.
  • Heberling CA, Hypothesis for a systems connectivity model of autism spectrum disorder pathogenesis: Links to gut bacteria, oxidative stress, and intestinal permeability, Medical  hypotheses, 2013 Mar.
  • Hernandez-Lahoz C, Neurological disorders associated with gluten sensitivity, Revista de Neurologia. 2011 Sep.
  • Letizia Bernardi, http://www.spazioasperger.it/index.php?q=caratteristiche-dell-asperger&f=192-il-microbioma
  • Pennesi CM, Klein LC, Effectiveness of the gluten-free, casein-free diet for children diagnosed with autism spectrum disorder: based on parental report”, Nutritional Neutroscience, 2012 Mar.
  • Pietzak M., Celiac disease, wheat allergy, and gluten sensitivity: when gluten free is not a fad,  Journal of Parenteral and Enteral Nutrition, 2012 Jan.
  • Souza NC, Intestinal permeability and nutritional status in developmental disorders, Alternative Therapies in  Health and Medicine,  2012 Mar-Apr.
  • Whiteley P, Shattock P, et al., Gluten- and casein-free dietary intervention for autism spectrum conditions, Frontiers in  human Neuroscience, 2012.

 

Dott.essa Letizia Bernardi

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