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Cos’è l’Autismo

Abstract
L’autismo è una patologia epigenetica in cui i fattori ambientali giocano il ruolo determinante. L’autismo si traduce in un malfunzionamento di un network complesso in cui sono interconnesse e lavorano insieme differenti strutture cerebrali del Sistema Nervoso, che partecipano del network citochinico del Sistema Immunitario, del Sistema Gastroenterico e del Sistema Endocrino.

Discussione
L’autismo è un complesso disordine dello sviluppo neurologico in cui sono state riconosciute interazioni fra le influenze epigenetiche ed ambientali. Le caratteristiche presenti nella persona con autismo, anche se differenti tra individuo e individuo, sono contestualmente: la compromissione nella qualità dell’interazione sociale e nella comunicazione, interessi ristretti e problemi comportamentali. Si tratta di una patologia multifattoriale (esistono diversi fattori scatenanti) e multisistemica (coinvolge diversi sistemi dell’organismo).

Quasi ogni giorno su PubMed viene riportata la notizia di un nuovo gene coinvolto nella patologia autistica, ma in realtà sono talmente tanti che è impossibile rintracciare in un gene o in un set di geni la causa dell’autismo. Spesso l’autismo si accompagna ad una  mutazione genetica de novo, in tutti quei casi in cui effettivamente c’è stata una perdita di materiale genetico, altre volte invece si rintraccia in cariotipi apparentemente normali. La risposta a questa variabilità ce la dà l’epigenetica. L’epigenetica è quella scienza che studia l’attività della regolazione dei geni, sia nelle interazioni causali fra i diversi geni, sia come risultato della loro espressione o non espressione. Tutto questo avviene tramite processi chimici che possono anche non presentare cambiamenti nel codice del DNA ma che sono in grado di modificare il fenotipo dell’individuo e la sua progenie. Normalmente è ciò che possiamo vedere di diverso fra gemelli monozigoti. Il DNA possiede frammenti di programmi criptati ereditati dagli antenati e via via modificatisi nel corso della storia. Quei geni possono restare silenti, attivarsi o non attivarsi. Il DNA di ogni cellula è però difeso dalla cromatina, e sono proprio quelle alterazioni nella struttura della cromatina che sono in grado di influire sull’espressione dei geni. Tutti gli agenti ambientali: sostanze chimiche, farmaci, stress psicofisico, sono in grado di influenzare biochimicamente la cromatina e indurre delle modificazioni nell’espressione dei geni.

I tossici ambientali sono il primo fattore determinante. Si rintracciano negli studi sperimentali alterazioni nella corteccia cerebrale causata ad esempio dall’esposizione all’Arsenico Inorganico (normalmente presente, anche in misure eccezionali, nelle comuni acque delle tubature e inoltre i composti inorganici di arsenico sono prevalentemente utilizzati come pesticidi, soprattutto nei frutteti). Ma quello che risulta più interessante è che tale esposizione è in grado di attivare l’espressione dei geni dello stress, tra cui GRP78, GRP94 e CHOP. Studi sullo stress ossidativo dimostrano che provoca apoptosi (cellule che si autodistruggono) nel cervello, generando una tossicità cerebrale. Si attiva un processo infiammatorio da parte dell’organismo con l’obiettivo di liberare l’organismo da tessuti necrotici.
Lo stress ossidativo, come ben descrive la PsicoNeuroEndocrinoImmunologia (PNEI), determina un incremento di catecolammine (adrenalina, noradrenalina e dopamina), ma anche un persistente livello alto del cortisolo. Costante incremento del cortisolo produce degenerazione degli assoni noradrenergici centrali e necrosi delle cellule dell’ippocampo (problema fondamentale che determina il particolare stile di memoria degli autistici). Si genera quindi uno stato infiammatorio generale. Il perdurare dell’elevato livello di cortisolo in circolo produce danni sia al sistema immunitario che al sistema nervoso.Inoltre, il più potente fattore di detossificazione dell’organismo, il glutatione epatico, è molto sensibile ad un elevato livello di stress ossidativo. Le ricerche hanno dimostrato che quando lo stress ossidativo è aumentato e la concentrazione di adenosina è elevata, ciò produce un modello che simula correttamente il profilo metabolico dell’ autismo.

L’autismo quindi si presenta in casi di rare mutazioni genetiche ma anche nelle SNP (Polimorfismo Nucleotide Singolo). Gli studi hanno dimostrato che ci sono segmenti di genoma che sono polimorfici in relazione al numero di copie genomiche. Queste variazioni di numero di copie (CNV) hanno un ruolo in diverse malattie come il morbo di Alzheimer, morbo di Crohn e l’autismo.
Numerosissime mutazioni Cvn sono implicate nello sviluppo dei disturbi autistici.Più precisamente il meccanismo risiede nella variazioni del numero di copie (Cnv) di uno stesso gene che normalmente viene ripetuto anche più volte lungo uno stesso cromosoma. Questo tipo di polimorfismi possono modificare o cancellare pezzi di DNA durante la replicazione del genoma.
Questo significa che la cellula è sottoposta ad uno stress che ne intasa i motori, i mitocondri, le centraline energetiche, producendo una serie di problemi fisiologici a catena.

La metilazione del DNA è una delle più importanti modificazioni post-replicative del genoma. Normalmente fino a quando il ciclo della metilazione funziona correttamente, i processi di mielinizzazione, regolazione immunitaria e produzione di nuovo RNA e DNA per le cellule nuove, avvengono correttamente.
Le mutazioni nel ciclo di metilazione predispongono invece l’individuo a sviluppare patologie multifattoriali e multisistemiche.
Questo meccanismo modifica anzitutto l’espressione genica dei geni. La metilazione è indispensabile per pulire bene l’organismo dalle tossine derivanti dall’ambiente e questo avviene proprio perchè alcuni gruppi metilici si legano alle tossine prima di poterle rimuovere. E’ stato infatti studiato a lungo l’influsso delle tossine ambientali e si è visto da studi condotti sugli animali che, una volta esposti a tossici ambientali (metalli pesanti come arsenico, nichel, cromo e soprattutto mercurio ma anche idrocarburi) quegli animali presentavano una metilazione del DNA alterata.
Negli esseri umani, per tutta la vita embrionale e fetale, anche lo sviluppo del cervello è molto suscettibile al danno causato da esposizione a sostanze chimiche tossiche presenti nell’ambiente (farmaci assunti in gravidanza, additivi e pesticidi presenti negli alimenti, stress acuto della madre, ecc.). E soprattutto lo è il Sistema Immunitario. Abbiamo visto che un danno alla metilazione impedisce una perfetta detossicazione da tutti i tossici ambientali ma anche dai prodotti di scarto del metabolismo e proprio a causa di ciò favorisce l’instaurarsi di patologie croniche degenerative perchè attiva l’espressione dei geni dello stress e quindi, sbilanciando l’asse della bilancia immunitaria Th1 – Th2 innesca processi infiammatori.
Quello che osservano tutti coloro che si occupano di autismo è che queste persone vivono come se fossero perennemente in condizioni di stress e la loro fisiologia lo manifesta attraverso disturbi gastroenterici, iper o ipo sensibilità sensoriali, allergie, disturbi percettivi, iperattività, reattività agli inquinanti, difficoltà di detossificazione, disturbi dell’umore, ecc. Se si formano insufficienti gruppi metilici a causa della mutazione nel ciclo della metilazione il processo si blocca e non ci saranno più sufficienti gruppi metilici per prevenire patologie autoimmuni e provvedere al silenziamento genomico.

Questa differenziazione cellulare avviene soprattutto a livello di quelle frazioni di DNA che fino a poco tempo fa veniva chiamato DNA ridondante, quello che sembrava essere un’ inutile “replicazione” della base del DNA. Le sequenze di DNA ripetute sono invece fondamentali per il corretto funzionamento dei geni. Alcune entrano in azione in momenti specifici della vita di quell’organismo, come in adolescenza o in menopausa. L’enzima che codifica ogni gene è l’enzima UHRF1 (Università di Toronto). Questo è il gene regista, quello che durante la mitosi regola tutto il codice e impronta corregge eventuali errori oppure non lo fa e quindi si producono mutazioni o anche semplici polimorfismi.
Semplici per modo di dire, perchè il silenziamento o l’iperattivazione di alcuni geni può portare notevoli danni all’organismo, disregolando il sistema immunitario e tutto il network citochinico psico-neuro-endocrino-immunitario. Ad esempio un polimorfismo del gene COMT è associato alla tolleranza alla sofferenza e agli stress fisici ed emotivi, porta ad una ipersensibilità al dolore ed è correlato al dolore mandibolare. Spesso questi bambini avvertono una sensibilità che supera la soglia normale ed anche una carezza può essere avvertita come dolorosa.

Le modificazioni epigenetiche sono molto più frequenti di quelle genetiche e sono ereditabili mitoticamente, ma riguardano il segnale che spegne o attiva quel gene e quindi si può, in teoria, lavorare sull’organismo: anzitutto liberandolo dai tossici, dagli stressor e restituendo i giusti indispensabili nutrienti, per fare in modo che la cromatina si ricostituisca e il DNA torni in grado di regolare l’espressione genica.
Si possono sedare i sistemi e regolare lo stress ossidativo ed è possibile silenziare il network citochinico attraverso misure omotossicologiche, per esempio frenando l’IL-1 e attivando l’IL-10.
L’Il-10 è sostanzialmente un soppressore della risposta immune cellulo-mediata, ma il ruolo di questa citochina nelle patologie croniche infiammatorie è legato alla sua ipoespressione. La sua somministrazione omepatizzata (low dose) ripristina il normale equilibrio della bilancia immunitaria Th1/Th2, mentre si è visto che queste sostanze proposte in modalità allopatica, a pari di altri farmaci, possono aggravare meccanismi fisiologici già compromessi.
L’acqua è un enorme conduttore di risonanza, fornisce  l’informazione necessaria alle cellule viventi anche con dosi minime di sostanza e inoltre consente di trasmettere e conservare quelle informazioni. Se un organismo non è in grado di difendersi adeguatamente dall’attacco e dalla proliferazione di virus non è nemmeno in grado di impedire l’accumulo dei metalli pesanti. Intossicazioni da metalli pesanti, così come patologie gastrointestinali, sono state rintracciate sia nei bambini con autismo che nei parenti stretti. Virus e metalli pesanti inoculati con i vaccini sono correlabili all’autismo proprio perchè se un neonato ha geneticamente un ciclo della metilazione alterato, o anche un polimorfismo che lo predispone alla non detossicazione, un’esposizione contestuale ai minerali pesanti contenuti nei vaccini e all’aggressione di diversi ceppi virali può scatenare la patologia autoimmune che può colpire indistintamente diversi sistemi. Nell’autismo inoltre sono state raccolte evidenze scientifiche sulla deficienza della pista di acidi grassi essenziali e sulla presenza di stress radicalico, fenomeni contro i quali soltanto una corretta dieta e una giusta supplementazione possono intervenire. Una supplementazione di antiossidanti, anche attraverso l’alimentazione, potrebbe addirittura incrementare il carico di ROS da smaltire ed andare ad aggravare ulteriormente il quadro dell’ intossicazione sistemica.
E’ invece importante risolvere l’ossidazione cellulare in modo naturale. In quei casi dove il Test dei Polimorfismi Genetici ha evidenziato ad esempio la mutazione del gene COMT inserire nella dieta sostanze come la curcuma, può tornare utile a ripristinare l’equilibrio, senza aggravare i sistemi e replicare all’infinito tutto il quadro dei sintomi autistici.In questo network così complesso com’è l’autismo la dieta può davvero portare un contributo sostanziale, impedendo anzitutto ai soggetti di continuare ad assumere tossici o altre sostanze che sostengono lo stress e l’infiammazione e proponendo un’alimentazione “su misura”, che riequilibri i sistemi senza creare ulteriori danni.

Letizia Bernardi

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