ARTICOLI CLINICI

Citochine e antinfiammatori per l’Artrite Reumatoide

Nell’ambito delle malattie dolorose che colpiscono le articolazioni, un ruolo sempre più importante è oggi occupato dall’artrite reumatoide. L’uso tempestivo e accorto degli antibiotici ha ormai determinato la quasi scomparsa del reumatismo articolare acuto, qualche decennio fa frequentissima causa di danni articolari acuti e transitori, ma di lesioni profonde e permanenti delle valvole cardiache. L’antibiotico tuttavia non può evitare il contatto con il batterio, può solo arginare o frenare la sua diffusione. Molto spesso la semplice sollecitazione del nostro sistema immunitario, soprattutto se iperattivo di suo, causa una reazione anomala e subdola che si riversa sulle strutture stesse dell’organismo. In questo caso l’infezione, solitamente subacuta, lambisce solo il cuore e colpisce invece profondamente le articolazioni. La malattia è dovuta in ultima analisi a un errore del sistema immunitario. Essa è più frequente nel sesso femminile e nei soggetti anziani.

Cosa si può fare nell’ambito della Medicina Naturale per prevenire tale patologia o per attenuarne i sintomi? I dolori e le infiammazioni a essa correlate, portano il paziente ad assumere un gran numero di farmaci, dal cortisone agli immunosoppressori, pregni di effetti collaterali anche gravi a medio e lungo termine. Una prima modalità di intervento è quella di stimolare o supportare, con estratti specifici, la funzione del Timo. Ogni errore del sistema immunitario, ogni malattia autoimmune, dipende infatti da cattiva funzione o tendenza degenerativa di questa fondamentale ghiandola che tende peraltro ad atrofizzarsi assai precocemente nel corso della vita. Interessante è anche direzionare in maniera corretta la funzione difensiva organica con l’uso di quantità infinitesimali di Citochine, sostanze, da poco disponibili, alle quali le cellule immunitarie rispondono in maniera specifica. Le Citochine, se ne conoscono circa 40 diversi tipi, sono il vero e proprio alfabeto con cui le cellule comunicano tra loro. Un impiego selettivo permette di indirizzare le cellule del sistema immunitario e modulare il processo infiammatorio. Un secondo tipo di approccio terapeutico, più banale, ma importantissimo per il paziente, è quello diretto sui sintomi della malattia. Esiste tutta una serie di sostanze vegetali che associate, pur in piccola quantità , hanno un effetto anti infiammatorio che si esplica in modo completamente diverso da quello dei farmaci convenzionali. Una di queste associazioni è stata ampiamente testata e oggi rappresenta uno dei rimedi naturali di riferimento, per tutti i tipi di infiammazione. Questa efficace “aspirina della Medicina Naturale” è conosciuta in tutto il mondo col nome di Traumeel. Anche gli enzimi digestivi, di origine prevalentemente vegetale, possono essere impiegati, al di fuori e al di là della loro funzione fisiologica, per digerire gli accumuli tossinici tissutali. L’acidità tissutale, legata a una dieta troppo ricca di proteine animali, può rappresentare un ulteriore fattore di aggravamento del dolore. In questi pazienti bisogna depurare, drenare il connettivo e alcalinizzare il più possibile. Va corretta la dieta impiegando specifiche sostanza basiche, dal semplice bicarbonato alle associazioni di citrati e vegetali. Da millenni le donne cinesi usano un particolare sedano, il Dong Quai, per rivitalizzare l’apparato genitale e curare disturbi che vanno dalla la sindrome premestruale ai sintomi della premenopausa oltre che per le patologie autoimmuni, quali l’artrite reumatoide. Molte altre sostanze sono state usate contro l’infiammazione: Biancospino, Liquerizia, Sarsaparilla o Scutellaria. L’Artrite Reumatoide è malattia, grave, invalidante ed oggi assai frequente. Non è facile ottenere risultati risolutivi con le cure naturali, tuttavia l’attenuazione dei sintomi infiammatori, non è cosa di poco conto.

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