ARTICOLI CLINICI

Benessere: Come perseguirlo con gli integratori osservando la natura

Il concetto di Benessere deve oggi essere inteso in una accezione molto ampia, più matura, alla luce delle nuove acquisizioni della scienza e delle consapevolezze dell’uomo evoluto. Non si tratta più di  definire il benessere come assenza di patologia ma bensì, positivamente, come presenza di un equilibrio tra psiche e soma  e tra ambiente interno ed esterno. Oggi questo equilibrio è sempre più sottilmente minato ed è quindi utile prevenirne l’alterazione  anche se  molto spesso si può solo porre rimedio alle conseguenze.
Dobbiamo qui ribadire che il Benessere è il risultato dell’equilibrio ai vari livelli e nei vari momenti dell’evoluzione dell’Individuo. Essendo tuttavia la vita un fluire dinamico, tale equilibrio  necessita di un incessante riaggiustamento in base alle continue-cicliche mutazioni dell’ambiente esterno ed interno L’aderenza cosciente ai ritmi della Natura, la conoscenza e padronanza di sè e la coerenza comportamentale con la propria Costituzione aiuta, in percentuale variabile da individuo a individuo, il mantenimento di questo equilibrio. L’impresa però è assai ardua e pertanto gli integratori nutrizionali possono rappresentare un aiuto fondamentale anche se non scontato.
Perchè l’integrazione abbia un nesso razionale e personalizzato e non sia solo frutto dell’applicazione indiscriminate all’uomo dell’ultimo esperimento od osservazione sul topo da laboratorio, si deve tenere conto di alcuni punti fondamentali.

1. I primi elementi primordiali da considerare, che influenzano tutti gli esseri viventi sulla Terra, sono luce ed oscurità, ovvero la mancanza di essa. Giornalmente queste due condizioni si susseguono e determinano il ritmo della nostra vita, scandendo le funzioni del nostro organismo. L’adattamento a tali mutazioni è reso possibile da strutture anatomiche che captano questi segnali e li traducono in stimoli di conseguente adattamento organico. All’inizio era il  buio e questo deterrmina nel nostro corpo la continua produzione di un ormone che rallenta, inibisce, fa dormire, induce il letargo. Sto parlando della Melatonina, ormone prodotto dalla più primitive delle nostre strutture ghiandolari, l’Epifisi o corpo Pineale. Venne quindi la luce, l’energia, il calore che agisce inibendo e coprendo questa condizione statica di fondo. Questa azione di risveglio, questo stimolo vitale e reattivo può esplicarsi a livello organico grazie alla presenza di strutture ghiandolari quali la Tiroide e la midullare del Surrene, esse innescano la scintilla che accende la vita.  Questo fuoco vitale viene poi mantenuto e rifornito grazie all’azione di altre entità endocrine  che sono conservate trofiche ed efficienti dalla ghiandola antagonista dell’epifisi, l’Ipofisi o Pituitaria. Il meccanismo in sè è perfetto ma è soggetto a squilibrio, perchè stress e vari fattori fisiologici e patologici lo influenzano. Il fuoco della vita tende a spegnersi, o a bruciare troppo e quindi ad ossidare le strutture organiche. L’accensione mattutina, che deve rispondere al sorgere del sole e lo spegnimento serale, determinate dal tramonto della nostra stella, spesso non rispondono così automaticamente, si inceppano. La Medicina Integrativa propone due diversi aminoacidi da somministrare per regolare in un senso o in un altro questo equilibrio eventualmente alterato. Il Triptofano, ovvero un suo più malleabile metabolita, il 5 Idrossitriptofano, (5HTP ) nutre quella via metabolica che porterà alla sintesi cerebrale di  Melatonina, inducendo la fase di quiete nel corpo, inibendo le spinte eccitatorie. Supplementare 5HTP alla sera, favorisce lo spegnimento del motore che ha funzionato, talora dispendiosamente per tutto il giorno, favorendo quel riposo notturno durante il quale il corpo recupererà, riparerà, riaccumulerà carburante che sarà usato poi nel giorno successivo. La Tirosina, somministrata al mattino, è l’aminoacido che fornisce i mattoni per la sintesi di quelle molecole ed ormoni  ( Dopamina, Catecolamine ) che daranno la forza per ripartire, per riportare in quota, per riavvirare il motore dell’organismo che sarà poi alimentato  dal combustibile di riserva elaborato e stoccato durante la notte, fornendoci anche la forza necessaria per procurarci  il cibo che sarà la fonte energetica del giorno successivo. 5HTP e Tirosina sono quindi due amminoacidi latori del messaggio di spegnimento ed avvio, la loro somministrazione periodica può essere utile per risettare un meccanismo non sempre in grado di percepire e rispondere allo stimolo primordiale della luce.

2. Di fondamentale importanza per la fisiologia umana sono poi altri due fattori primordiali, anch’essi relativi all’ambiente esterno, da correlarsi non più con la rotazione terrestre ma con l’inclinazione del suo asse che determina una diversa incidenza dei raggi solari sulla superficie del pianeta e quindi un diverso apporto di calore. L’interazione di calore e freddo hanno avuto un’influenza fondamentale sull’evoluzione della vita sul pianeta. Dopo il grande evento cosmico dell’impatto meteorico che ha scavato il golfo del Messico, l’irradiazione luminosa è cambiata, diminuendo, per centinaia di anni. Questo ha fatto sì che il piccolo mammifero peloso fosse avvantaggiato sul grande rettile a sangue freddo, strettamente dipendente dal calore. La marcia vincente del memmifero inizia con lo spostamento dell’equilibriio caldo-freddo a vantaggio di quest’ultimo. Un animale capace di sintetizzare vitamina D per utilizzare al meglio la luce era avvantaggiato nella lotta per la sopravvivenza. Non dimentichiamo che questa stessa vitamina D a livello cerebrale stimola uno specifico ormone, la Prolattina che permette la crescita di strutture organiche  atte ad una nuova, più vantaggiosa, modalità di procreazione e crescita, quella appunto dei mammiferi, più adatta ad un ambiente in cui prevaleva ora la fase fredda. In realtà, l’entrata in gioco del fattore temperatura ha favorito la selezione vincente di un gruppo all’interno dei mammiferi, ovvero dei primati dei quali fa parte anche l’uomo.  La caratteristica chiave dei primati è la grande adattabilità, non solo esteriore, alle variazioni  della temperatura che ha permesso la loro diffusione su tutto il pianeta. Per evitare che il freddo blocchi la vita o che  il calore la bruci, entrano in gioco due vitamine liposolubili fondamentali per la vita. L’onnivoro homo sapiens sapiens, grazie anche alle sue capacità intellettuali, ha saputo accedere a queste preziose sostanze tramite un’alimentazione molto variata e flessibile. E’stata questa una scelta obbligata e vincente per la nostra specie che ha permesso un perfetto adattamento ai cambiamenti stagionali in particolare e climatici in generale Durante il periodo invernale, più buio ma soprattutto più freddo, la    sopravvivenza è legata al rifornimento di vitamina  D. Questa vitamina adatta il corpo alla luce, alla sua utilizzazione ottimale, alla sua trasformazione in calore che avviene sia attraverso lo stimolo della funzione della ghiandola tiroide che tramite l’aumento del pool organico di un minerale importante non solo per la struttura ossea: il calcio. Questo minerale ha un ruolo chiave a livello del mitocondrio, la centrale energetica della cellula, favorendo sia la produzione di energia sotto forma di ATP che quella di sostanze ( interferoni ) capaci di lottare contro varie affezioni virali e batteriche, notoriamente più frequenti nel periodo freddo.  Durante la stagione calda, i problemi cambiano radicalmente, si tratta di difendere il corpo dalla eccessiva irradiazione luminoso-calorica,   capace di distruggere le strutture cellulari e di danneggiare gli oirgani particolarmene esposti quali pelle e retina in particolare. La  luce-calore tende ad avere un influsso particolarmente importante sui tessuti di derivazione ectodermica, ovvero su  cute e tessuto nervoso, in senso eccitatorio infiammatorio. La protezione del nostro organismo nel periodo estivo è garantita dalla vitamina A e dai suoi metaboliti. Questa vitamina, anch’essa liposolubile, è conosciuta come epitelio protettrice ma in realtà protegge tutte le strutture di derivazione    ectodermica e quindi ha anche un ruolo anti infiammatorio-sedativo   anche a livello del sistema nervoso. Queste due vitamine sono  i  grandi adattogeni nei confronti dei cambiamenti climatici stagionali. L’uomo ha già dei meccanismi compensatori generici, la pelle ad esempio diventa più bianca in carenza di luce e calore, per utilizzare al meglio questi elementi. Fanno lo stesso anche volpi ed orsi che sono bianchi all’artico e bruni alla latitudini inferiori. Un maggior pannicolo adiposo è vantaggioso nel periodo freddo ed è per questo che naturalmente l’uomo tende ad accumulare grasso in autunno. I Masai del Kenia ed i Valloni del Belgio non hanno una diversa Costituzione solo perchè fanno diete specifiche ma tendono verso quelle strutture per un naturale adattamento alle temperature dell’ambiente in cui vivono. Benessere è quindi equilibrio tra    una tendenza all’accumulo in autunno ed una tendenza alla dispersione in primavera. L’eccessiva civilizzazione, la publicità televisva che indice a consumare cibo spazzatura durante tutto il corso dell’anno, la perdita del contatto con il nostro messaggio istintuale, hanno alterato questi meccanismi che dovrebbero permettere un benessere bilanciato indipendentemente dalla stagione. La supplementazione di vitamina D  in     ogni mattino d’inverno e quella di vitamina A in ogni serata d’estate, possono riaggiustare l’orologio biologico che è in noi ed aiutare la regolazione che la Natura già effettua in automatic sbiancando la nostra pelle, originariamente nera, ed aumentando il pannicolo adiposo, originariamente molto scarso.

3. Esiste poi un terzo elemento di cui va tenuto accuratamente conto se vogliamo integrare in  maniera specifica ed opportuna nella direzione del benessere. Non si parla più di luce o calore, entra in gioco un terzo elemento altrettanto primordiale, in gran parte ancora imperscrutabile,: il tempo.  Esso è in qualche maniera correlato alla materia poichè la materia animata ed  inanimata varia in funzione del tempo. Negli esseri viventi il passare del tempo è molto evidente anche esteriormente e porta alla morte dell’individuo. Ragionando in termini cosmici non si può più parlare di invecchiamento o di morte, ma solo di trasformazione, di trasmutazione elementare. Mano a mano che ci si allontana dal Big-Bang primordiale, si verifica un cambiamento della materia di cui l’Universo è formato. Al calo energetico si accompagna l’aumento della massa e delle dimensioni degli atomi. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto fluisce in una continua trasformazione. La considerazione più generale, ma anche più difficile da applicare alla pratica è quella che una struttura giovane è altamente energetica mentre mano a mano che passa il tempo essa diventa più compatta e pesante per quanto riguarda la composizione atomica. Dal punto di vista terapeutico queste considerazioni potranno essere sfruttate utilizzando elementi a basso peso atomico per stimolare l’aspetto energetico-reattivo ed elementi ad alto peso atomico per frenare lo stimolo vitale. Si aprono le prospettive per l’impiego in terapia, nelle dosi adeguate, di elementi quali il Berilio, il Rubidio, il Cesio, il Boro e così via-. Senza addentrarci in concetti troppo complessi e che vanno oltre i limiti che mi sono posto in questa trattazione, possiamo affermare che l’integrazione con elementi minerali è di fondamentale importanza per bilanciare e quindi dare benessere, nelle diverse fasi della vita umana. In ogni momento e per ogni paziente ci si dovrà porre il problema della situazione contingente e di quello che si vuole ottenere.

Pertanto l’integrazione minerale per il benessere potrà essere così concepita :

  • Infanzia. Per un sostegno per la crescita e strutturazione ossea: Calcio. Per uno stimolo sulla reattività immunologica: Silicio.
  • Adolescenza. Per uno stimolo ormonale, trofico soprattutto gonadico : Zinco.  Per uno stimolo alla maturazione neurologica ed un riequilibrio immunitario: Manganese.
  • Maturità. Per le problematiche carenziali : Ferro. Per gli eccessi che hanno portato ad un danno metabolico : Cromo.
  • Climaterio. Per problemi di tipo iper reattivo con riflessi soprattutto in ambito  cardio circolatorio : Magnesio. Quando vi sia deficit reattivo-immunologico : Rame.
  • Prima Senescenza. Per  problematiche legate all’accumulo tossinico : Zolfo. Per le tendenze degenerative : Selenio.
  • Seconda Senescenza. Per la tendenza neoplastica : Iodio, Germanio e Molibdeno. Per la tendenza all’esaurimento di organi o strutture : Potassio, Boro.

Penso sia chiaro da quanto suddetto che non esiste un elisir unico ed assoluto di benessere, Il perseguimento di questo stato di equilibrio dinamico necessita di una scelta ponderata. Tuttavia i parametri di cui bisogna tener conto, Luce, Calore e Tempo, sono molto facilmente valutabili e possono permettere l’elaborazione di quella strategia personalizzata che sola può far conseguire un benessere privo di ripercussioni negative.

Ivo Bianchi

Follow Me!