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Asparago

Il termine asparago o asparagio deriva dal greco aspharagos, che è dal persiano asparag e significa germoglio. Gli asparagi infatti sono la parte terminale della pianta. Dalla radicelungamente rizomatosa, in primavera, sorgono i giovani germogli, detti turioni che rappresentano la parte commestibile della pianta. L’Asparago è diffuso nei terreni sabbiosi e nei letti dei fiumi dell’Europa centrale e meridionale.
Il più delicato da consumare è l’asparago bianco che cresce sotto terra in assenza di luce, mentre quello violetto è un asparago bianco che è fuoriuscito alla luce e ha un gusto leggermente amaro.
L’asparago verde germoglia all’aria aperta, portando a compimento la fotosintesi clorofilliana.
L’Asparago contiene arginina, tirosina, asparagina, glucosidi (coniferina e vanillina), fructani, saponosidi steroideidali (sarsapogenina), metilmercaptano (sostanza che dà all’urina un odore particolare), vitamina A, B, in particolare C (contenuta nei turioni, ma che si dissipa con la cottura in acqua), calcio, ferro, manganese, tracce di fluoro, sali di potassio e fosforo, olio essenziale, rutina, quercitina, campferolo e tannini.
Sia Dioscoride che Plinio il Vecchio consideravano l’Asparago una pianta dalle proprietà falliche, capace di favorire l’amplesso (turioni e semi) e ostacolare il concepimento (decotto di radice).
L’Asparago, per la credenza che possedesse virtù afrodisiache, era associato a Priapo, dio dell’Eros.
L’azione della pianta è principalmente diuretica, viene attivata l’eliminazione di sostanze tossiche e di rifiuto in quanto le saponine determinano un’azione irritante a livello dell’epitelio renale con aumento della secrezione urinaria e i flavonoidi causano un aumento dell’irrorazione sempre a livello dell’epitelio renale. Se i reni funzionano in maniera efficiente, l’odore particolare assunto dall’urina, compare dopo 15-20 minuti l’ingestione anche di piccole quantità di asparagi. Il consumo di asparagi è utile per stimolare l’attività renale, specialmente nel caso di edemi e ristagni. In dosi elevate però gli Asparagi irritano il tessuto renale e sono perciò controindicati in caso di nefrite, glomerulonefrite ed altri stati infiammatori dei reni.
Il rimedio fitoterapico è impiegato nella cistite, pielite, nella litiasi, nella gotta e nelle forme reumatiche. Estratti acquosi di semi di Asparago presentano attività antibiotiche nei confronti di Escherichia coli, Staphilococcus aureus, Candida albicans.
L’Asparago per le sue proprietà e il suo bassissimo contenuto calorico, è indicato nell’obesità.
Cure con Asparago hanno dato ottimi risultati in caso di eczemi cronici perché favorisce la purificazione della pelle.
La fibra di cui è composta il germoglio, aumenta il bolo fecale ed è molto utile in caso di stitichezza cronica. Gli asparagi possono servire per cercare di espellere un oggetto appuntito ingoiato inavvertitamente come una spina perché le fibre, non digeribili, vanno ad avvolgere il corpo estraneo consentendone spesso l’espulsione.
Un’altra indicazione della pianta è l’ipotensione, la mancanza di appetito e l’eccessiva sudorazione. Essendo ricchi in vitamine e minerali, gli Asparagi sono indicati nella convalescenza.

SCIROPPO DIURETICO DELLE CINQUE RADICI

100g di radici di Asparago
100g di radici di Finocchio
100g di radici di Prezzemolo
100g di radici di Sedano selvatico
100g di radici di Rusco
300g di acqua distillata bollente
200g di zucchero

Bollire il tutto, contuso e pestato, per 20 minuti, lasciare in infusione per 15 minuti, filtrare e aggiungere lo zucchero al liquido caldo, bollire per tre minuti e filtrare nuovamente con tela.

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