ALIMENTAZIONE E BENESSERE ARTICOLI

Apiterapia

L’ape è piccola tra gli esseri alati, ma il suo prodotto ha il primato fra i dolci sapori. (Siracide, 11,3)
Il miele è un alimento conosciuto fin dall’antichità, ed apprezzato sia sulla tavola che come medicinale.
Le sue qualità di alimento sono molteplici: dolce, ma meno calorico dello zucchero (300 kcal verso 400 kcal ogni 100 grammi), è possibile gustarlo in differenti forme organolettiche, che vanno dai mieli scuri e dalla sfumatura più amarognola, come quello di castagno e le melate, fino ai mieli chiari dal gusto decisamente più zuccherino, come l’acacia o il millefiori, per citare solo le qualità più diffuse sul mercato.
Vi sono alcuni mieli che tendono a cristallizzare rapidamente, e che quindi sono densi e consistenti come il millefiori, ed altri invece molto più fluidi come l’acacia.
Insomma, ad ogni palato il suo.
Il valore nutrizionale del miele sta non solo nel suo apporto glucidico (soprattutto fruttosio), che ne rappresenta oltre il 99% a fronte di un contenuto nullo di grassi, ma anche nella presenza di aminoacidi, sali minerali (i più rappresentati sono calcio, sodio, fosforo, potassio, magnesio) e vitamine (alcune del gruppo B e la vitamina C in tracce).

Qual’è la sua utilità per la nostra salute?
Innanzitutto le caratteristiche biochimiche sopraelencate lo hanno reso utile nella storia come valido “ricostituente”, cioè di aiuto alle persone stanche, spossate dal lavoro fisico o intellettuale, inappetenti, convalescenti, o prima di affrontare una gara sportiva.

Tuttavia l’impiego terapeutico del miele conosce anche altri settori.
Possiamo utilizzarlo per le patologie dell’apparato respiratorio, ad esempio come fluidificante ed espettorante in caso di tosse, ed associato alla propoli in caso di mal di gola.
In particolare, in caso di tosse, giova assumere un cucchiaio di miele in una mezza tazza di latte o tisana calda, con benefici effetti che sono da attribuire da un lato al potere osmotico e quindi fluidificante degli zuccheri e dall’altro alle proprietà antisettiche del miele.
Per i disturbi dell’apparato digerente ricordiamo che si può fare una miscela di miele e propoli da pennellare sulla mucosa orale quando colpita dalle dolorosissime afte o dalla candidosi (mughetto), da gengiviti e parodontiti.
Oltre che nella cura del cavo orale il dolce prodotto delle api può giovare ancora all’apparato digerente quale coadiuvante nell’eradicazione dell’H. Pylori, mentre in vitro e nei topolini si è dimostrato efficace contro E. coli e S. Tiphimurium.Dotato di un leggero potere lassativo osmotico, dovuto alla presenza di zuccheri (in particolare il fruttosio) che richiamano acqua nell’intestino, aiuta l’intestino “pigro” e grazie anche al potere bifidogeno del lattulosio può essere considerato un regolatore della funzionalità intestinale.
Nella cura del bambino possiamo avvalerci spesso dell’aiuto di questo prezioso e dolce alimento.
Infatti, non solo in quanto ricco di sostanze viene consigliato nei ritardi di crescita, nei piccoli di peso inferiore alla norma per età od inappetenti, ma a differenza del saccarosio non si è dimostrato cariogeno, probabilmente sempre grazie al suo potere antibatterico, così che possiamo somministrarlo senza preoccupazione per i denti del nostro bambino. Nel 1985 il BMJ pubblicò un’articolo di Haffejee e Moosa sull’utilità del miele nelle gastroenteriti infantili, in quanto in grado di contribuire a ridurre la dispesia e di migliorare la funzione intestinale, come già visto sopra.

Ma una delle più sorprendenti applicazioni terapeutiche del miele è quella della cura delle lesioni cutanee.
Infatti ha trovato impiego su ferite, piaghe, ulcere venose e da decubito e ustioni, sia in qualità di antibiotico che in qualità di sostanza cicatrizzante.
Vediamo brevemente alcuni degli studi principali in merito. Negli anni settanta il dottor Leon Herszage di Buenos Aires e il dottor Richard Knutson del Missisipi, lavorando separatamente, ebbero risultati incoraggianti nella cura di lesioni postraumatiche infette. Negli anni ottanta troviamo alcuni studi molto interessanti pubblicati su Lancet (1982), da Jorge Chirife, Graciela Scarmato e Leon Herszage e da B. Bose, sull’efficacia degli zuccheri nel trattamento locale delle ferite.Jennifer Eddy, una dottoressa del Wisconsin (USA), sta sperimentando l’uso del miele nelle ulcerazione del piede diabetico, in pazienti che presentano reazioni avverse o resistenza ad altri trattamenti locali.

L’efficacia antibatterica del miele in uso topico sarebbe da ascrivere a diversi fattori: la sua acidità, lo sviluppo di perossido di idrogeno, il potere osmotico che disidrata le cellule batteriche.
In Nuova Zelanda, il dottor Andrew Jull studia l’uso del miele sulle ustioni e sulle ulcere venose degli arti inferiori, mentre in Francia il Professor Bernard Descottes (1943-2009) di Limoges, dalla fine degli anni settanta iniziò a trattare ferite e piaghe infette con miele, ottenendo i migliori risultati coi mieli di timo e di melata.In Italia il dottor Franco Feraboli, della Divisione di Ortopedia e Traumatologia dell’Azienda Ospedaliera di Cremona, cura ferite infette, ulcere ed ustioni.In particolare nelle piaghe ed ulcere da decubito le proprietà antisettiche del miele, che in alcune sperimentazioni sono state associate a iodopovidone, sarebbero efficacemente accompagnate da una capacità degli zuccheri di richiamare acqua dai tessuti necrotici, sbrigliando la lesione che viene così ripulita, favorendone la cicatrizzazione.La rivista scientifica Peritoneal Dialysis International ha recentemente (2008) pubblicato uno studio australiano in cui l’uso locale del miele come antibatterico contro le infezioni associate al catetere nei pazienti in dialisi peritoneale è stato confrontato con successo ad un noto antibiotico topico (muciprocina).
Infine è stata provata la sicura efficacia (e l’innocuità!) del miele in applicazioni cutanee sulle lesioni da Herpes simplex di tipo labiale e di tipo genitale, efficacia addirittura competitiva verso i comuni medicamenti (aciclovir topico).

Ebbene allora tutti a correre a comperare il miele?

Sì ma attenzione, una nota dell’apicoltore esperto: scegliere preferibilmente mieli di origine controllata, meglio se con certificazione biologica, in quanto la contraffazione del prodotto, in particolare con antibiotici (cloramfenicolo, mielotossico) ne altera la genuinità.

Francesca Moggi

Fonti:

Johnson D.W., Clark C, Isabel NM, et al. The HONEYPOT Study Protocol: a randomized controlled trial of exit-site application of Medihoney antibacterial wound gel for the prevention of catheter-associated infections in peritoneal dialysis patients. Perit Dial Int 2009;29:303-30

Khan, F. R., Abadin, Z. U. and Rauf, N. (2007), Honey: nutritional and medicinal
value. International Journal of Clinical Practice, 61: 1705–1707. doi: 10.1111/j.1742- 1241.2007.01417

Haffejee I.E., Moosa A., Honey in the treatment of infantile gastroenteritis.Br Med J290 :1866– 1867,1985

Noori S. Al-Waili, Topical honey application vs. acyclovir for the treatment of recurrent herpes simplex lesions. Med Sci Monit. 2004 August; 10(8): MT94–MT98. Published online 2004 July 23.

O. F. H. Badawy, S. S. A. Shafii, E. E. Tharwat, A. M. Kamal, Antibacterial activity of bee honey and its therapeutic usefulness against Escherichia coli O157:H7 and Salmonella typhimurium infection, Dokki, Giza, Animal Health Research Institute, Bacteriology Department, Agricultural Research Centre, Agriculture Ministry, Egypt. Revue scientifique et technique (International Office of Epizootics). 01/2005; 23(3):1011-22.

Honey or sugar in treatment of infected wounds? View at ScienceDirect B. Bose Apr 24, 1982 The Lancet, Vol. 319 No. 8278 p 963

Al-Somal-N; Coley-KE; Molan-PC; Hancock-BM ,Susceptibility of Helicobacter pylori to the antibacterial activity of manuka honey. Journal-of-the-Royal-Society-of-Medicine; 87 (1) 9-12, 29 ref. 1994

In internet:

http://www.lesionicutaneecroniche.it/PDF/BIBLIOTECA/MEDICAZIONI/ knutson%20a.pdf
http://www.fammed.wisc.edu/our-department/newsletter/spring-2010/medical-uses-honey
http://www.apicolturaonline.it/feraboli2.htm

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