ALIMENTAZIONE E BENESSERE ARTICOLI

Allergie e Intolleranze alimentari: Il punto di vista dell’Olismologia

L’Olismologia – Disciplina della sintesi – è un approccio clinico innovativo.
Integrando e ampliando alcuni schemi culturali vigenti, permette di ottenere – in tempi anche brevi – risultati di immediata evidenza in molti casi che sfuggono alle pratiche tradizionali o che da esse non traggono beneficio.
Propone una metodica unitaria e simultanea (ovviamente nonsingola e risolutiva) idonea per esaminare la totalità psico-fisica di ogni Paziente, identificando nel contempo il sostegno terapeutico mirato per ripristinare il miglior equilibrio vitale di ciascuno.
Superando i confini di una concezione frammentaria ben lontana dalla visione unificante della PNEIS, intende collegare le tante specialità professionali e le diverse Discipline della Medicina Ufficiale con quelle della Medicina Complementare, entrambe smembrate in troppe competenze tecniche e pertanto svuotate del gusto e della gioia di curare l’Uomo, anziché la malattia.
Riafferma il primariato delle potenzialità dell’organismo umano, e mostra com’è possibile attivare e pilotare le vaste capacità di autoguarigione che esso possiede usando semplici mezzi biocompatibili e a misura d’uomo.
Quando il Paziente viene esaminato soltanto dal punto di vista oggettivo, dalle analisi di laboratorio e dalle indagini strumentali spesso esce un quadro in cui egli non si riconosce. Viene definito ammalato quando di fatto non si sente tale, oppure viene definito sano quando invece sente di non stare affatto bene

L’approccio clinico globale del Metodo Olismologico permette

  • di accertare le condizioni di salute quando – dopo tutte le necessarie indagini di laboratorio e strumentali tradizionali – non emergono evidenti spiegazioni cliniche;
  • di trovare ulteriori soluzioni terapeutiche per qualunque problema clinico psico-fisico persistente, resistente, cronico, incomprensibile, intrattabile, di difficile inquadramento (insomma: non risolto) quando le cure tradizionali non abbiano ottenuto i risultati attesi;
  •  di riconoscere, comprendere e interpretare le cause reali (non quelle apparenti) dei sintomi lamentati dai singoli Pazienti;
  •  di dare finalmente una spiegazione logica, un significato coerente e risposte concrete alle loro problematiche soggettive.

Il quadro generale che emerge dall’indagine olismologica fa sentire ogni singolo Paziente finalmente compreso e pienamente interpretato, lo aiuta a cogliere il significato profondo dei disturbi che lamenta a livello psico-fisico, e lo responsabilizza in prima persona.
La terapia mirata – infine – mette il Paziente in condizione di prendere in mano la propria sorte.
Se si indaga il Paziente a 360°, la realtà clinica non appare più soltanto nella classica luce degli schemi accademici basati sui sintomi esterni, ovvero su una lettura esogena.

Diviene possibile – invece – fare una lettura endogena, grazie alla quale il significato dei sintomi emerge in una logica nuova, differente e illuminante: la “fisio-logica intrinseca” del corpo stesso, che fa tutto in modo sapiente e coerente (vis medicatrix naturae)

Ciò premesso, vengo all’argomento specifico.
È noto che spesso non si rileva alcuna intolleranza in un soggetto ritenuto intollerante anche a più alimenti; oppure un individuo può risultare intollerante a un alimento che di fatto non assume o che ha già sospeso da tanto tempo.
Similmente, non si rileva alcuna positività di tipo allergico anche in portatori di chiari sintomi allergici; alcuni individui risultano allergici all’acqua di casa loro e non in casa d’altri, o agli acari (ma solo a quelli nel loro letto…).
Questo avviene perché l’intolleranza e/o l’allergia sono solo sintomi, epifenomeni su cui si concentra l’attenzione degli Specialisti, ma il vero carico tossico è di diversa provenienza.

L’Olismologia propone un punto di vista diverso.

L’intolleranza (sinonimo di insofferenza) è una complessa reazione anomala dell’organismo che si innesca quando venga assunto un alimento che di per sé non è dannoso, ma che per quel particolare organismo, in quel determinato periodo, o in quelle condizioni psico-fisiche, aggrava la condizione di stress.
L’allergia (àllos érgo = altro modo di agire) é invece uno stato di abnorme reattività nel quale un alimento (o un’altra sostanza) in genere innocui per la maggior parte degli individui si comporta da antigene, allerta e coinvolge il sistema di difesa immunitario.

Allergie e intolleranze nascono spesso da uno stato di insofferenza sottovalutato e trascurato: l’ ERETISMO.

Lo stato di ERETISMO è una condizione di sovraccarico elettrico – iper-eccitazione nervosa, iper-sensibilità – che si produce nel nostro organismo quando viene sottoposto a un eccesso di stress negativi.
L’eccesso di distress riduce il margine di tolleranza dell’organismo e genera

  • uno stato di insofferenza aspecifica
  •  irritabilità
  •  inutile dispendio energetico

che si manifesta spesso con numerosi sintomi di tipo ipocondriaco (insonnia, cefalea, disturbi gastrici, dolori muscolari, crampi, eczemi, allergie, intolleranze e altro ancora).
Lo stato di ERETISMO è parente dell’epilessia, che non è soltanto quella neurologica, tanto impressionante per le sue manifestazioni drammatiche quando è il cervello ad andare in tilt. Il concetto è estensibile, e riguarda anche gli altri organi bersaglio, che quando vanno in tilt provocano la fame d’aria, le palpitazioni e le extrasistoli, la cistite “sine materia”, il colon irritabile, i tic nervosi, le fascicolazioni muscolari, le vampate.
Qualunque cosa accade intorno a noi rappresenta per il nostro sistema psico-fisico uno scompiglio, una perturbazione, uno stress. In realtà lo stress – in condizioni naturali – è vitale per ogni organismo vivente, in quanto costituisce uno stimolo continuo all’adattamento e ci assicura la capacità di sopravvivenza (reazione di lotta o fuga).
Nelle società organizzate e nella cultura contemporanea tale termine ha assunto una connotazione prevalentemente negativa, in quanto la quantità totale di stress nocivi ai quali siamo sottoposti in continuazione – senza potergli sfuggire – è enorme.

Possiamo dividere gli stress in

  • passiviprovenienti in gran parte dall’esterno (geopatici, ambientali, ecologici, socio-economici) per cui difficilmente possiamo controllarli;
  • attiviprovenienti dalle nostre scelte (alimentari, voluttuarie, comportamentali, sociali, affettive) sui quali invece possiamo esercitare un discreto controllo;

e ancora in

  • fisici (tattili, uditivi, olfattivi, visivi, cenestesici, termici, elettrici);
  • chimici (smog, farmaci di sintesi, cosmetici, sostanze minerali, ossidi di C, N, S, inquinanti, metalli pesanti, idrocarburi, polveri sottili, additivi, vernici, solventi, detergenti, resine epossidiche ecc);
  • biologici (allergeni, alimenti, farmaci naturali, sostanze vegetali o animali, tossine, parassiti, virus, batteri, funghi);
  • jatrogeni (vaccini, amalgami dentali, mezzi di contrasto, farmaci tossici);
  • psichici (mentali, emozionali, ambientali, relazionali, sociali);
  • morali (religione, etica, leggi, regole, educazione);
  • percepibili (stimoli sensoriali noti);
  • non percepibili (campi elettromagnetici perturbanti, ultrasuoni, radiofrequenze, radiazioni, altri stimoli ignoti…);
  • esterni o interni (provenienti dall’ambiente o dal nostro stesso corpo);

ma soprattutto in

  • eventi positivi = eustress: in questo caso si produce nell’organismo una risposta neurochimica sintonica, caratterizzata da un adattamento fisiologico, conservativo;
  • eventi negativi distress: qui, la voglia di lotta o fuga insoddisfatta genera invece una reazione distonica di tensione fine a se stessa, che si traduce in un disadattamento funzionale patologico che predispone la Persona allo squilibrio sul piano psico-biosomatico.

L’importante è sapere che ogni stimolo utile o dannoso, esterno o interno – che sia di natura Psichica, Nervosa, Endocrina, Immunitaria o Strutturale (P.N.E.I.S.) – ha la medesima importanza, e si ripercuote sull’intero organismo nello stesso modo.

Ritornando ai concetti precedentemente espressi negli articoli di presentazione del Metodo olismologico, ribadisco che bisogna sempre indagare e curare TUTTO, poiché solo valutando la Persona sempre in tutti gli ambiti (strutturale, funzionale e mentale) è possibile trovare le possibili cause dei disturbi là dove POSSONO essere e non solo dove CI SEMBRA che siano.

Cause e concause di distress STRUTTURALE:

  • contratture muscolari persistenti di origine psico-somatica
  • postura alterata
  • malocclusione
  • cicatrici disturbanti, esiti di traumi
  • artrosi, scoliosi
  • lavori pesanti usuranti:

Cause e concause di distress FUNZIONALE:

  • stato eretistico (ipereccitabilità)
  • alterazioni del pH metabolico (iperacidità)
  • intossicazioni degli organi emuntori
  • squilibri ormonali
  • squilibri minerali
  • avvelenamenti voluttuari (alcool, fumo, tinte, belletti, farmaci per l’estetica):

Cause e concause di distress EMOZIONALE: ”intolleranze relazionali” per

  • aggressività trattenuta e self-control eccessivo
  • rabbia, risentimento, rancore, astio
  • sopportazione
  • ansia, tensione emotiva, preoccupazione
  • frustrazione, demotivazione, pessimismo, attese deluse

Pensando che l’organismo sia una brocca, si comprende facilmente il concetto del troppo pieno, ovvero come reagisce l’organismo verso tutto ciò che ritiene nocivo per il mantenimento del proprio equilibrio (= benessere, salute).
Quando il carico totale di distress supera le capacità di compenso dell’organismo (ovvero la capacità di contenimento della brocca), qualunque sia lo stimolo in eccesso – strutturale, funzionale o mentale – la brocca trabocca e compare un sintomo patologico d’allarme.
Detto questo, occorre sapere che in ogni individuo qualunque malattia può esprimersi ovunque con sintomi diversi, perché non siamo stati fatti in serie dalla FIAT, ma siamo 7 miliardi di esseri umani differenti!
Dunque anche le allergie e le intolleranze alimentari non provengono sempre e soltanto dalle cause funzionali organiche e/o metaboliche che normalmente sono perseguite nella pratica medica tradizionale.

Come si è visto possono provenire anche da cause  strutturali, e mentali che devono essere conosciute

  • quanto meno per poterle escludere
  • per identificarle e curarle adeguatamente

Nessuna condizione anormale deve essere ritenuta patologica a priori – né tanto meno essere trattata in modo soppressivo – senza aver prima individuato ed eliminato, con opportune terapie biocompatibili mirate, tutte le possibili cause presenti.
È fondamentale valutare sempre il Paziente dal punto di vista strutturale, funzionale e mentale per poter ristabilire la migliore condizione fisiologica psico-fisica globale possibile, che è diversa in ogni singolo individuo.

Sopprimere semplicemente i sintomi che “traboccano” – in questo caso l’allergia o l’intolleranza – con farmaci sintomatici ANTI-fisiologici o con interventi di allontanamento dalle sostanze sospette o di sospensione sistematica degli alimenti spesso tampona il problema, ma più spesso lo rinvia e non lo risolve, se non se ne identifica la vera causa.

POSSIBILI INTERVENTI TERAPEUTICI CAUSALI

  • Sulle cause strutturali: Manipolazione Clinica Psicoterapeutica (contratture mimiche posturali, aree emozionali simboliche → presa di coscienza, scaricamento emotivo e abbassamento della tensione).
  • Sulle cause funzionali: Rimedi MIRATI basificanti, attivatori degli emuntori, detossinanti, rimedi sedativi biocompatibili.
  • Sulle cause mentali: Fiori di Bach di costituzione mentale (Beech, Oak, Elm, Agrimony, Holly, Willow ecc)

In tal modo si osserva spesso la progressiva fisiologica riduzione dei disturbi lamentati fino al ritorno alla normalità.

Lorenzo Paride Capello

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