ARTICOLI CLINICI

ALCUNE RIFLESSIONI SUL VIRUS EBOLA

In questi giorni sta montando la preoccupazione per l’estensione a livello mondiale dell’epidemia da virus Ebola, il rischio reale è che la preoccupazione si traformi in panico con conseguenze imprevedibili. Di fronte alle lacunose notizie dei media che da un lato parlano di ancora ipotetici e non testati vaccini e dall’altro dicono che ” se l’epidemia dovesse continuare a marciare al ritmo attuale la probabilità di avere casi di importazione entro la fine dell’anno sarebbe vicina al 100% in tutti i pesi del mondo ” ( fonte : Corriere della Sera 11.X.2014 ). Penso sia quindi necessario ed utile fare alcune riflessioni importanti, scientifiche, ma che tutti possono comprendere, non sta del resto a me fare pur utilissime considerazioni di carattere storico, etico ed economico.

Il mondo di oggi, il mondo di twitter, è quello della semplificazione, della notizia veloce, non importa se questa sia superficiale e dannosamente imprecisa. Parlare di virus in modo generico è quindi inutile, i virus sono un modo complesso, pur con regole talora schematiche. Grossolanamente questa immensa famiglia si divide in due grandi sottoclassi a seconda del genoma del virus: abbiamo i virus a DNA ed i virus a RNA.

I virus a DNA sono i molto noti virus del mollusco contagioso, dell’herpes, della mononucleosi infettiva, gli adenovirus delle comuni infezioni delle alte vie respiratorie dei bambini etc… La caratteristica di questa tipologia di virus è quella di instaurarsi in organismi debilitati, da stress, età, malnutrizione o precedenti patologie. Essi prosperano in un organismo debilitato, non tendono a guarire, cronicizzano e ricompaiono nel successivo momento di indebolimento dell’individuo. Appena l’organismo si rivitalizza, appena le difese immunitarie tornano in efficienza, tali virus apparentemente scompaiono, non danno più sintomi. Questi virus cercano di creare un ambiente loro favorevole producendo una sostanza ( simile alla interleuchina 10) immunosoppressiva poichè se l’organismo è debole il virus stesso può replicarsi attivamente.

Esistono poi i virus RNA, che noi ben conosciamo perchè ad essi appartengono il virus del morbillo, dell’AIDS, dell’infuenza ed anche quello dell’Ebola. Si tratta di virus che, nonostante causino malattie gravissime e spesso letali, non sono intrinsecamente molto forti, non sono essi infatti ad uccidere od indebolire l’individuo. Essi non colpiscono i soggetti debilitati, ma spesso addirittura quelli più sani e gagliardi. La pericolosità di questi patogeni sta nel fatto che essi determinano una violentissima reazione immunitaria da parte del’ospite, la cosidetta : “tempesta citochinica”. Questi virus sono tanto più letali tanto maggiore è la forza reattiva dell’individuo infettato. A questa categoria apparteneva il virus della famosa influenza Spagnola che nel 1918 causò in tutto il mondo milioni di vittime, soprattutto soggetti giovani e forti. Fu questo virus a sconfiggere i robusti soldati tedeschi nella prima Guerra Mondiale. Leggendo i miei lavori sulle Citochine, i messaggeri delle cellule immunitarie dell’organismo, si potrebbero capire meglio questi meccanismi, tuttavia in questa sede l’obiettivo è molto più modesto. Voglio solo dare uno spunto, un’idea sintetica di cui potrebbero giovarsi non solo ricercatori e società scientifiche ma anche i semplici cittadini in cerca di una qualche difesa. Di fronte al pericolo di una tale epidemia la miglior strategia sta nel prepare il sistema immunitario ad una difesa flessibile e modulata, non eccessiva. Per questo possono essere utili prodotti naturali molto comuni quali l’Echinacea, l’Uncari o il Sambuco, sostanze notoriamente impiegate per frenaria l’iper reattività indotta da virus di questo tipo. Non è casuale che negli infettati da Ebola soccombano più facilmente coloro che producono una maggior quantità di citochine ed interferoni infiammatori. Naturalmente tutto ciò che dico va verificato sul campo, tuttavia può rappresentare un’idea, un’arma semplice, di rapido impiego, un piccolo contributo della Medicina Naturale in attesa del vaccino o del farmaco antivirale specifico.

BREVISSIMA BIBLIOGRAFIA

  1. Bianchi I., Kotlarova L., Cytokines the Language of the Cells, Edukafarm, Praha, 2011
  2. Bianchi I. – Citochine e Interferoni, Farmacologia e Clinica, Trattato di Medicina Fisiologica di Regolazione, Nuova Ipsa Editore, Palermo, 2007
  3. Villinger F1, Rollin PE, Brar SS, Chikkala NF, Winter J, Sundstrom JB, Zaki SR, Swanepoel R, Ansari AA, Peters CJ. Markedly elevated levels of interferon (IFN)-gamma, IFN-alpha, interleukin (IL)-2, IL-10, and tumor necrosis factor-alpha associated with fatal Ebola virus infection. J Infect Dis. 1999 Feb;179 Suppl 1:S188-91.
  4. Wang F1, Yao K, Yin QZ, Zhou F, Ding CL, Peng GY, Xu J, Chen Y, Feng DJ, Ma CL, Xu WR.Human herpesvirus-6-specific interleukin 10-producing CD4+ T cells suppress the CD4+ T-cell response in infected individuals. Microbiol Immunol. 2006;50(10):787-803.

 

Dott. Ivo Bianchi

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